COSE (E)INAUDITE

L’economia? È un’opinione

Tasse e magheggi, l'illusione della proprietà, l'inganno della spesa pubblica, la zavorra politica. In edicola con il Giornale il nuovo pamphlet di Foschi: un punto di vista anticonformista nato dalla rubrica "liberista" dello Spiffero

Una panoramica sull’economia italiana da una prospettiva liberale, anzi liberista, dei processi che hanno caratterizzato il Bel Paese e che lo hanno portato nell’impasse finanziaria in cui vive ormai da quasi un decennio. Dal ruolo dell’Istat nel determinare il prodotto interno lordo e i suoi potenziali conflitti d’interesse, essendo ente pubblico controllato dallo Stato, alla stagnazione demografica vista come “fattore economico”. Anche l’economia è un’opinione è un pamphlet di 24 pagine, scritto da uno dei leader del Tea Party italiano e columnist dello Spiffero Vito Foschi. Una pubblicazione inserita nella collana “Fuori dal coro” del Giornale, con cui esce in abbinata a 2,50 euro più il prezzo del quotidiano. Il testo è nato per fornire una chiave di lettura più che delle nozioni, un punto di vista innovativo sull’economia e sulle scelte dei decisori, sfatando alcuni miti, a partire dai dati forniti dal rapporto Oxfam.

L’Italia è un paese figlio di scelte poco lungimiranti e che ora non sa come uscire dal pantano, perché sempre più vecchio e fiacco, sotto il peso di un sistema pensionistico insostenibile e che continua a poggiarsi sui contributi dei giovani lavoratori, merce assai rara di questi tempi. Un libro in cui - udite udite - la risposta ai problemi della crescita non è l’incremento della spesa pubblica, come nella migliore tradizione keynesiana, quanto piuttosto il contrario. Secondo uno schema che prevede meno tasse, meno spesa, meno burocrazia.   

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