La sinistra Pd batta un colpo

Ma adesso la sinistra Pd deve battere un colpo. Le primarie sono finite da un pezzo; Renzi ha avuto un doppio plebiscito - come già quasi tutti sapevano e prevedevano - tra gli iscritti e con i cittadini elettori; la maggioranza nel partito è semplicemente schiacciante a livello locale e a livello nazionale; chi dissente, ed è quindi in minoranza ha, di fatto, pochissimo spazio politico in un partito sostanzialmente “personale” come ricordano tutti gli opinionisti politici e giornalistici; e i rapporti di forza nel partito sono ormai definiti per i prossimi 4 anni. Sempreché non succedano cataclismi o ripetute sconfitte politiche ed elettorali...

In un quadro del genere - oggettivo e sufficientemente realistico - cosa aspetta però la sinistra politica, sociale e culturale del Pd a battere un colpo? Non si tratta solo di fare la minoranza o di rivendicare ruoli di minoranza nel partito. Si tratta, molto più semplicemente, di riscoprire un ruolo politico che rischia, proprio dopo le primarie, di essere ancor più debole. Certo, non nego affatto che va sciolto subito un nodo politico ed organizzativo. E cioè, o confermare la natura “plurale” della sinistra Pd che si è raccolta attorno alla candidatura di Orlando a segretario oppure trasformare quel cartello in una sola grande “corrente”. Grande si fa per dire…

Ripeto, è questa una discussione importante ma, credo, del tutto avulsa da qualsiasi interesse della pubblica opinione, compresa quella del Pd e forse della stessa sinistra del Pd. Dico questo, però, per un semplice motivo. E cioè, se non si recupera rapidamente un ruolo e soprattutto un’iniziativa politica di quest’area del Pd, cresce la convinzione che quando si parla e si cita la “sinistra del Pd” si chiedono opinioni e commenti a quegli esponenti che hanno dato vita recentemente ad un altro partito, Articolo 1 di Bersani e D’Alema. Invece, si tratta semplicemente di riproporre, seppur in un clima costruttivo e non polemico, le tesi sostenute in tutta la campagna congressuale e che mantengono una bruciante attualità. Soprattutto dopo l’esito delle primarie che hanno accelerato, piaccia o non piaccia, il profilo del Pd come “partito personale” o del leader che dir si voglia.

E non mancano i temi di fondo: dalla concezione del partito plurale e autenticamente democratico alla ricostruzione di un vero centro sinistra; dalla definizione di un gruppo dirigente autorevole e radicato nel territorio alla stesura di politiche che difendano e promuovano gli interessi dei ceti popolari e meno abbienti della nostra società; dalla riscoperta del patrimonio della sinistra politica, sociale, culturale e cattolica al contrasto delle misure che puniscono le disuguaglianze e alimentano le disparità sociali ed economiche.

Insomma, la sinistra del Pd dopo aver condotto, comunque sia, una bella battaglia politica durante il seppur breve confronto congressuale, adesso deve ritornare protagonista nel partito. E, per quel che è possibile, anche nella società italiana. Senza arroganza e senza presunzione ma con l’unica arma della politica e delle idee.

*On. Giorgio Merlo, direzione nazionale Pd

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