POLITICA & GIUSTIZIA

Alla Corte arrivano i rinforzi (ma non bastano)

Nonostante l’inserimento di tre nuovi magistrati all’organico dell’Appello mancano ancora nove giudici. Rispondono al bando meno candidati dei posti disponibili. Torino sede poco “appetibile” per le toghe in carriera

Arriveranno i rinforzi. Nuovi magistrati in arrivo alla Corte d’appello di Torino che da tempo è in difficoltà nel settore penale, dove molti sono i processi che si concludono con la prescrizione. Il Consiglio superiore della magistratura ha fatto un bando per trovare cinque giudici da inserire nell’organico della corte e al 10 maggio scorso, termine ultimo per la presentazione delle domande, sono arrivate sei candidature, ma poi tre di queste sono state revocate. In definitiva al Csm è in ballo l’arrivo di tre nuove toghe per i processi di secondo grado, numero forse non sufficiente.

Le candidature arrivate a Palazzo dei Marescialli sono meno dei posti disponibili e questo per alcuni addetti ai lavori è un segnale negativo: solitamente fare il consigliere della corte d’appello, soprattutto a Torino, era ritenuto un buon posto. Ma è un segnale negativo soprattutto perché tre nuovi giudici potrebbero risolvere soltanto parzialmente i problemi a cui deve far fronte la corte presieduta da Arturo Soprano.

Quei cinque posti messi a bando servivano infatti a colmare parzialmente la “scopertura”, cioè l’assenza di magistrati sul totale previsto. Il ministero della Giustizia calcola che a Torino ci debbano essere un presidente della Corte d’appello, tredici presidenti di sezione, 49 consiglieri,  un magistrato a capo degli otto giudici della sezione lavoro e altri quattro “magistrati distrettuali giudicanti”, tuttavia ne mancano nove e questo dato è destinato ad aumentare considerando l’età di molte toghe, spesso vicine alla pensione.

L’assenza di magistrati vuole dire carichi di lavoro più pesanti per chi c’è, ma anche un alto numero di processi finiti nel nulla per colpa della prescrizione. In un distretto in cui il 43 per cento dei processi di secondo grado si prescrive, un minor numero di magistrati porterà a processi più lenti e ad ancora più prescrizioni. Di fronte a questo rischio il presidente Soprano ha creato un gruppo che dovrà rivedere i fascicoli e riorganizzare l’ordine dei processi così che nel giro di due anni si arrivi a una soluzione.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    08:44 Giovedì 18 Maggio 2017 Quartultimo Qualcuno mi sa spiegare perchè...

    in una città dove la qualità della vita non è (ancora) a livelli terzomondiali , dove la ggente ama così tanto il lavoro che starebbe ore a guardarlo e i vertici della politica ci spiegano che del sistema Torino non si può fare a meno si debba parlare di sede non appetibile ?

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