SACRO & PROFANO

Mons. Brambilla da Novara in pole per guidare la Cei

Nella terna per la successione di Bagnasco compare il “bergogliano” vescovo della diocesi di San Gaudenzio, allievo del card. Martini. Ha preso 115 voti tra i colleghi al secondo turno. Ora la decisione spetta a Papa Francesco

Nella trinità c’è un vescovo di una diocesi piemontese, quella di Novara. I vescovi italiani hanno scelto la terna di nomi da sottoporre al Papa per la nomina del nuovo presidente della Cei, successore di Angelo Bagnasco, il cardinale arcivescovo di Genova che ha chiuso il suo secondo quinquennio (a sceglierlo e confermarlo due volte, nel 2007 e 2012, è stato Benedetto XVI). Oltre al cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti e il cardinale Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento, compare monsignor Francesco Giulio Brambilla, vescovo di Novara. Ora la decisione spetta a Papa Francesco che prenderà la sua decisione in totale autonomia per scegliere la guida dei vescovi italiani, visto che per la prima volta dopo la riforma del 2014 la designazione arriverà sulla base della votazione a maggioranza dei vescovi italiani.

L’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana ha oggi eletto a maggioranza assoluta, a norma dello Statuto, la terna di vescovi diocesani proposta a Papa Francesco per la nomina del Presidente. Primo eletto: il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve (ballottaggio). Secondo eletto: mons. Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara (115 preferenze alla seconda votazione); terzo eletto: il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento (126 preferenze alla prima votazione). “La terna - informa la Conferenza episcopale italiana - è stata consegnata al Santo Padre, al quale da Statuto Cei spetta la nomina del Presidente della Conferenza”.

Classe 1949, Brambilla viene da Missaglia (Lc) ed è sacerdote dal 1975. Allievo di Carlo Maria Martini, docente di Sacra Scrittura, Teologia spirituale e Antropologia teologica al Seminario di Seveso fino al 1985, ma anche a quello di Venegono inferiore (Va), vi è stato prima vicedirettore e poi direttore in un arco di tempo dal 1986 al 2003. Direttore del Ciclo istituzionale della Facoltà teologica dell'Italia settentrionale fino al 2006, preside della stessa Facoltà fino al 2012, nel 2007 è divenuto vescovo ausiliare di Milano (allora era arcivescovo il cardinale Dionigi Tettamanzi) e vicario per la cultura. Insomma, in un modo o nell’altro, monsignor Brambilla ha vigilato o cooperato alla formazione di decine e decine di sacerdoti dell'Italia del Nord per quasi 20 anni. Poi nel 2011, quando a Milano c’era già Angelo Scola, è stato dirottato a Novara. Dal 2015 è vicepresidente Cei per il Nord.

Brambilla è un sincero bergogliano: al Sinodo sulla Famiglia dell’ottobre 2015 è stato relatore del gruppo C (il terzo di 13 gruppi in cui erano divisi i padri sinodali) avendo come moderatore Bagnasco ma mostrandosi possibilista e aperto alla Comunione ai divorziati: a Famiglia Cristiana ha indicato la necessità di «un mutamento di sguardo e di stile». Parlando con i giornali ha suggerito ai preti di filmarsi mentre dicono Messa per rivedersi e capire come adeguare il ritmo della liturgia.

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