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Regione, nuovo patto sul Csi
L’assessore: “Pronta a lasciare”

Dopo lo stop dell'Anac piazza Castello riavvia le trattative con i soci (in particolare il Comune di Torino) per cercare percorsi alternativi al rilancio del consorzio informatico. Il Pd incalza, assessore e presidente sul banco degli imputati

Reset and reboot. Sul Csi si ricomincia da zero. È la Regione Piemonte a chiedere “un nuovo patto tra i principali soci del consorzio che tenga conto dei rilievi di Raffaele Cantone e che sia in grado di inserire efficienza in un’azienda che ha molte eccellenze tecniche, ma anche elementi di debolezza che la rendono vulnerabile sul mercato”. L’iniziativa è del Partito democratico, dopo che le osservazione dell’Anticorruzione hanno congelato il processo di privatizzazione dell’ente attraverso il dialogo competitivo, facendo sfumare quella che per Sergio Chiamparino era la strada maestra per salvare il Csi e consentirgli di agire in un contesto di mercato che gli permettesse di attuare nuove politiche di sviluppo. Ma l’Anac è stata chiara: qualora l’ente venisse in parte privatizzato non potranno essere ceduti senza gara i contratti in house stipulati con i soci/clienti e questo rappresenta uno scoglio insormontabile per quelle aziende interessate all’acquisizione.

L’iniziativa è del capogruppo e segretario dem Davide Gariglio al termine di una riunione con il gruppo regionale cui hanno partecipato anche Chiamparino, il suo vice Aldo Reschigna e gli assessori all’innovazione e al lavoro, Giuseppina De Santis e Gianna Pentenero. “La legge – prosegue Gariglio - impone che, per affidare una commessa in house, si superi  un giudizio di congruità, cioè che i costi siano in linea con i prezzi di mercato. È indispensabile – sottolinea Gariglio - un piano industriale condiviso da tutti, che preveda forti investimenti in innovazione e sul capitale umano. Entro un paio di settimane la Regione convocherà i soci a un tavolo sul quale discutere le opzioni”. Nel corso della riunione l’assessore De Santis pare sia arrivata persino a prospettare le sue dimissioni (“se il problema sono io”), anche se a detta di alcuni consiglieri presenti sarebbe stato additato Rossotto quale vero responsabile del “pasticcio”. 

A questo punto sarà fondamentale trovare un’intesa con il Comune di Torino, mai davvero convinto del processo intrapreso dal presidente del consiglio di amministrazione Riccardo Rossotto (il quale, assieme al resto del cda ha rimesso il mandato nelle mani dei soci) e che ora dovrà scoprire – se ne ha – le proprie carte, affermando chiaramente la propria ricetta per permettere al Csi di sopravvivere. Gli altri interlocutori saranno Università e Politecnico.

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8 Commenti

  1. avatar-4
    10:18 Venerdì 26 Maggio 2017 DanCap Sulle croste per sempre (?)

    Sig Faggio, poiché è così addentro alle logiche aziendali faccia riferimento a elementi precisi perché altrimenti è solo denigrazione. La sua accusa si configura come reato di truffa. Ah, per quanto riguarda il mio commento alle 11.30 del mattino. Me lo aspettavo. L'ho scritto dal cellulare mentre mi fumavo una sigaretta (sa, abbiamo ancora questo insano privilegio di una piccola pausa) e tra leggere e scrivere la risposta ci ho messo, come ora, non più di tre minuti che recupero normalmente e anche involontariamente quando mi fermo oltre l'orario (e non pagato come straordinario glielo assicuro). Mi stia bene

  2. avatar-4
    22:24 Giovedì 25 Maggio 2017 GMarcore Non solo grandi fratelli - per tost

    Certo Tost, ma non è mica il solo... ci sono anche figli e soprattuto concubine di primo, secondo e terzo letto. e di solito rimangono anche dopo che lo "sponsor" è passato. Li vedi nei corridoi come se fossero i benedetti dal Signore, e infatti loro si salveranno e noi saremo sommersi.

  3. avatar-4
    21:26 Giovedì 25 Maggio 2017 faggio Sì, sulle croste per sempre

    Risposta per DanCap. Il Csi vanta crediti nei confronti della Regione e del Comune perchè applica dei prezzi troppo alti - le tariffe giornaliere sono formalmente congrue, ma si gonfia sul numero di ore spese per svolgere le attività. E' un giochino fin troppo noto sia all'esterno che all'interno del Consorzio. Per forza poi che le casse del Csi hanno bisogno di essere rimpinguate, perchè anche se a bilancio risultano come crediti esigibili in realtà hanno un vizio di forma alla nascita, perchè derivano da preventivi gonfiati. Lo sappiamo tutti come funziona e nessuno è nato ieri; il Csi offre dei servizi troppo costosi e fuori mercato perchè fa sviluppare in casa (pagando salari italiani) dei software che le multinazionali dell'informatica sviluppano in India (dove pagano salari indiani). La stessa cosa vale per i servizi: ovviamente la posta elettronica e il cloud del Csi costano di più dei servizi di mercato dei principali vendor, per lo stesso motivo di cui sopra. Voi dovreste fare servizi specialistici e non mettervi in concorrenza con Google o Amazon, ma evidentemente i vostri manager sono incapaci di fare questo semplice ragionamento, oppure hanno interessi personali nel rapporto con i privati... chissà. Infine, mi permetta, se lei trova il tempo di scrivere sullo Spiffero alle 11 e mezza della mattina mi sa che non è poi così tanto impegnato al lavoro al Csi.

  4. avatar-4
    11:26 Mercoledì 24 Maggio 2017 DanCap Sulle croste per sempre (?)

    Gentile Sig. Faggio, vorrei solo farle presente che il CSI vanta semmai di crediti e ciò che lei "spaccia" per debiti sono in realtà soldi dovuti al CSI sulla base dei servizi erogati. Rispetto alle aziende sul territorio il CSI ha sempre fatto da volano per l'indotto che, senza di esso, sarebbe stato costretto ad andare a gara. Infine, una mia personale considerazione: qualcuno mi trovi un'azienda qualsiasi che riesca a reggere l'impatto di un taglio di commesse pari a quasi un terzo in sei anni pur continuando ad erogare gli stessi servizi e nonostante il taglio considerevole di costi. I lavoratori non hanno mai negato la necessità di una riorganizzazione e da anni chiedono un piano industriale che mai è stato costruito. Ora che l'ANAC non lascia scampo attendiamo fiduciosi.

  5. avatar-4
    08:36 Mercoledì 24 Maggio 2017 tost Fratelli

    Il fratello di Saitta e sempre al CSI?

  6. avatar-4
    07:52 Mercoledì 24 Maggio 2017 Luigiar Grande scoop: ecco i nomi dei responsabili

    Se cercate i nomi dei responsabili di questa situazione ve li dice lo Spiffero 1 anno e mezzo fa qui http://lospiffero.com/ls_article.php?iduguale22748#

  7. avatar-4
    01:23 Mercoledì 24 Maggio 2017 faggio Sulle croste per sempre

    Bravissimi voi del PD, adesso mi raccomando salvate il Csi ripianificandogli tutto il debito. Buttate ancora un po' di soldi pubblici dalla finestra, così il Csi potrà continuare la sua politica di "faccio tutto io in casa mia" e lasciare le briciole alle aziende del territorio. Ottimo, grazie, ah quando sono le prossime elezioni?

  8. avatar-4
    20:21 Martedì 23 Maggio 2017 tandem Ma ci faccia il piacere....

    In Italia nel 99percent. dei casi le dimissioni si "prospettano" ma non si danno mai.... Figuriamo la De Santis che va in disoccupazione....

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