POLITICA & SANITA'

Botte da orbi sull’Oftalmico

Mentre Vignale accompagna l’ex ministro della Sanità Storace al sit in di protesta, arriva una bordata dal vicepresidente del Consiglio regionale Boeti (Pd). “Saitta è in grado di garantire gli attuali 13mila interventi effettuati in via Juvarra?”

“L’assessorato alla Sanità è in grado di garantire che i 13mila interventi chirurgici, attualmente effettuati all’Oftalmico, verranno erogati dalla Città della Salute e dal San Giovanni Bosco in tempi ragionevoli e con la stessa efficienza e sicurezza?”. La domanda che finisce col suonare come l’ennesima, sia pur velata, critica alla contestata decisione di trasferire altrove i servizi dello storico ospedale di via Juvarra non arriva dall’opposizione, bensì dalla maggioranza. A rivolgere il quesito ad Antonio Saitta è, infatti, il vicepresidente del consiglio regionale Nino Boeti, nonché suo compagno di partito, oltreché medico.

“La Regione ha deciso di procedere con il trasferimento dell’Oftalmico, coerentemente con gli impegni assunti nel piano di rientro dal debito della sanità. Una storia – scrive in una nota Boeti – che viene da lontano, una decisione assunta durante il governo Cota, certamente dolorosa, ma oramai le scelte sono state fatte e gli impegni non possono certo essere disattesi da parte di un governo regionale serio e responsabile”. Detto ciò, il vicepresidente dell’assemblea di Palazzo Lascaris di fatto ripropone, in termini di efficienza e di servizi ai cittadini, una questione che ha animato per mesi il dibattito politico e suscitato proteste sfociate in non poche manifestazioni.

Il nodo, per Boeti, sta proprio nella capacità o meno di rendere indolore e immune questo trasferimento. A Saitta chiede, inoltre se “presso l’Oftalmico verrà mantenuta un’attività chirurgica in Day hospital, come potrebbe avvenire in una Casa della Salute?”. Poi i timori, non certo di poco conto: “Non vorrei che si ripetesse quanto accaduto a seguito della chiusura delle tre sale operatorie del presidio Maria Adelaide: infatti, “nonostante le rassicurazioni date a suo tempo – osserva l’esponente del Pd – oggi ci ritroviamo con tremila pazienti in lista d’attesa al Cto. L’Oftalmico dispone di cinque sale operatorie, un patrimonio professionale nonché tecnologico di grande rilevanza che sarebbe saggio continuare ad utilizzare”.

Una posizione palesemente critica quella di Boeti, il quale ribadisce come la sua posizione sulla vicenda non sia mai mutata: “Ero contrario quando il destino dell’Oftalmico venne deciso dalla giunta Cota e continuo ad esserlo anche adesso”. E proprio nelle stesse ore in cui Boeti esprimeva le sue fortissime perplessità, all’Oftalmico si è svolto in sit in di protesta promosso dal Movimento Nazionale per la Sovranità, presente il suo leader (nonché ex ministro della Sanità del governo Berlusconi) Francesco Storace, accompagnato dal consigliere regionale Gian Luca Vignale. Quest’ultimo ha ribadito il rischio più che concreto di arrivare alla chiusura totale “grazie a una politica di progressivo smembramento” dell’ospedale di via Juvarra. “Questo è l’emblema degli errori e dell’inadeguatezza della delibera con cui è stata riorganizzata la rete ospedaliera in Piemonte. Delibera che se nel 2019 vinceremo le elezioni – ha annunciato Vignale – sarà il primo atto che cancelleremo”.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    12:07 Sabato 27 Maggio 2017 Pacioc la sanità piemontese...

    è da anni in mano a "garzoni di bottega". Non mi limiterei a citare solo gli ultimi due ma anche molti altri, specie quelli che governarono la ex TO1. Povera sanità.

  2. avatar-4
    02:05 Sabato 27 Maggio 2017 tandem Follie....

    La chiusura dell'oftalmico e dell'Amedeo di Savoia sono e rimangono follie di Saitta e Moirano, assecondate ed eseguite dai garzoni di bottega Soro e Alberti. Ora anche un politico onesto e competente ( è un primario) come Boeti lo attesta. Ma Chiamparino tace e continua a tenere in giunta un assessore alla sanità impresentabile. Povera sanità piemontese....

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