SANITA'

Un torinese al vertice delle farmacie

Cossolo è stato eletto a sorpresa presidente nazionale di Federfarma, battendo sul filo di lana l'uscente Racca, milanese. Una lunga carriera nell'organizzazione partita da Carignano, cittadina di cui è stato sindaco

Un piemontese al vertice di una delle più potenti lobby del settore sanitario. Marco Cossolo è stato eletto presidente di Federfarma nazionale, il sindacato dei titolari di farmacie, sconfiggendo in un testa a testa tutt’altro che scontato la milanese Annarosa Racca, presidente uscente. Cossolo ha ottenuto 123 voti contro i 113 della sua avversaria. Cinquantadue anni, titolare di una farmacia a Carignano, Cossolo è stato tesoriere di Federfarma Torino dal 2001 al 2007, nel maggio 2008 è entrato nel Consiglio regionale del sindacato e nel 2011 viene nominato segretario di Federfarma Piemonte, carica che riveste ancora oggi, insieme a quella di presidente dell’organizzazione subalpina.

Incappato nell’inchiesta che coinvolse l’allora assessore alla Sanità Caterina Ferrero sulla fornitura a domicilio di pannoloni, Cossolo, assieme all’allora numero uno piemontese dell’organizzazione Luciano Platter ha patteggiato una pena di 21mila euro.

A livello nazionale, Cossolo è stato membro del Consiglio delle Regioni di Federfarma da maggio 2012, per poi assumere l’incarico di coordinatore dello stesso organismo nel luglio 2014. Vanta anche esperienze amministrative, dapprima come consigliere comunale di Carignano, sua città di residenza, di cui è stato ininterrottamente sindaco per un decennio, dal 2006 al 2016, per poi assumere la carica di presidente del Consiglio comunale.

Dirige le società di proprietà di Federfarma Torino per la fornitura alle farmacie di servizi di formazione, informazione, comunicazione, contabilità e controllo di gestione. Nel novembre 2011, in qualità di ad di Farmagruppo, gestisce la fusione tra Farmaciapiù, Farmacuore e Farmagruppo, creando la cooperativa Farmauniti, che attualmente riunisce circa 1.100 farmacie in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, della quale viene nominato amministratore delegato.

“La nostra esperienza – si legge in una nota di Federfarma Torino - si trasferirà anche a livello nazionale. Obiettivo è aiutare la farmacia italiana ad essere protagonista dei processi decisionali e delle iniziative più importanti del settore, valorizzare e promuovere la farmacia come canale primario della dispensazione del farmaco sul territorio nazionale e tutelare il valore della ruralità e le farmacie più deboli”.

Tra i principali supporter del neo presidente c’è anche il consigliere regionale Mario Giaccone, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Torino, che in un post su facebook parla di loro come “due ragazzi terribili che si sono conosciuti 25 anni fa e nn hanno ancora smesso di ridere”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    11:48 Mercoledì 31 Maggio 2017 dedocapellano solo e sempre solo corporazioni......

    come mai oggi per gestire un negozio che vende farmaci e parafarmaci è necessaria la laurea in farmacia quando tutti i cittadini possono facilmente rendersi conto che la vera attività di un farmacista in una farmacia è sostanzialmente assimilabile ad un gestore di un qualsiasi altro negozio....... una volta i farmacisti preparavano i farmaci ed allora giustamente dovevano avere un diploma di laurea a garanzia della loro attività ma oggi........

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