OLTRECORTINA

Poli-Gazprom, accordo “Lo Russo” 

A San Pietroburgo siglata un'intesa tra il colosso petrolifero e l'accademia torinese. Tra i registi, ancora una volta, il politico piddino (e geologo) sempre più a suo agio nei panni di "pontiere"

Attività di ricerca e sviluppo congiunte e formazione dei dipendenti di Gazprom Neft a Torino, dove dirigenti della compagnia terranno a loro volta lezioni e incontri. Sono questi i temi dell’accordo sottoscritto oggi nel quadro della visita del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda in Russia tra Politecnico di Torino e la compagnia petrolifera russa, il quarto produttore russo di petrolio. Tra gli sherpa che hanno lavorato all’intesa c’è Stefano Lo Russo, politico torinese (è attualmente capogruppo Pd al Consiglio comunale di Torino, dopo essere stato assessore all’urbanistica nella precedente giunta), sempre più a suo agio nei panni di “agente” di collegamento la città della Mole e la realtà russa, in particolare con quella cerchia di oligarchi che ha in mano le leve economiche russe. In fondo, un destino racchiuso già nel cognome. Dalla Sala Rossa al Cremlino, un asse sul quale il politico democratico, in gioventù democristiano di rito morgandiano, intende raccogliere l’eredità (nelle relazioni) di Ignazio Moncada, il manager di Modica trapiantato in riva al Po a lungo indiscusso e pressoché unico “pontiere” con l’Est europeo e i rispettivi sistemi di potere.

Mettendo a frutto le competenze di geologo e di docente di “Petroleum and Mining Geology” e sfruttando non da meno le reti politiche e diplomatiche, Lo Russo ha costruito un ponte tra le accademie e le compagnie petrolifere, come la Rosneft, con la quale è stato siglato il 17 maggio scorso un protocollo di collaborazione e interscambio.

Nel settore dell’industria del petrolio e del gas naturale le tecnologie di frontiera hanno un ruolo sempre più importante e c’è grande attenzione alla collaborazione con istituzioni universitarie a livello internazionale per attività di ricerca, ma anche di formazione e trasferimento tecnologico. L’accordo siglato oggi a San Pietroburgo nell’ambito dello SPIEF (St. Petersburg International Economic Forum) integra attività di formazione avanzata e di ricerca congiunte. Per quanto riguarda la formazione, la convenzione prevede attività didattiche riservata a quadri e addetti della compagnia petrolifera russa al Politecnico, ma anche lezioni e incontri con dirigenti della Gazprom Neft a Torino, per illustrare le attività della compagnia e presentare proposte di collaborazione tra i due enti, allargando il campo al sistema socio-economico del territorio piemontese. A questo proposito è prevista nei prossimi mesi una giornata dedicata a questi temi e rivolta proprio alle aziende locali che già collaborano con l’Ateneo.

Le attività di ricerca congiunte riguarderanno vari aspetti della tecnologia e dell’innovazione nel settore del petrolio e del gas naturale. In particolare, verranno messe a sistema le competenze nei settori della geologia e dello studio di pozzi e riserve di gas e petrolio, delle tecnologie di scavo e costruzione delle infrastrutture, fino allo studio dello sfruttamento delle riserve tradizionalmente non sfruttate e delle risorse off shore; altri temi di collaborazione saranno gli aspetti di automazione e applicazione della robotica all'industria petrolifera, la sensoristica, fino alle tematiche di tutela dell'ambiente e della sicurezza dei lavoratori e degli impianti. L’accordo, di durata quinquennale, è stato siglato dal Rettore del Politecnico Marco Gilli e da Vladyslav Baryshnikov, vice Ceo della Compagnia petrolifera russa.

“La stipula di accordi internazionali su queste tematiche qualifica il nostro Ateneo come un punto di riferimento per la ricerca, la formazione e il trasferimento tecnologico nel settore dell’Oil & Gas”, commenta il Rettore del Politecnico Marco Gilli, che conclude: “Ritengo che partnership di questo livello su tematiche di estrema importanza come quelle energetiche rappresentino per il nostro Ateneo, ma direi anche per il nostro Territorio e per il Paese, un ulteriore impulso all'apertura delle porte verso un mercato di grande interesse”.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento