COMUNE DI TORINO

Pagheremo tutto, pagheremo caro

Nel corso dell’udienza odierna la Corte dei Conti ribadisce che l’ammontare dovuto alle partecipate Gtt e Infra.To va inserito in bilancio. Appendino e assessore di opinione diversa, ma terranno fede agli impegni. Con grande difficoltà

“Non posso tagliare dall’oggi al domani 200-300 milioni di euro di spese corrente. Devo essere in grado di garantire i servizi essenziali”. Così la sindaca Chiara Appendino ha risposto ai giudici della sezione di controllo della Corte dei conti, presieduta da Maria Teresa Polito, nell’udienza di stamattina in cui la Città doveva fornire delle risposte ai rilievi sollevati dai magistrati e soprattutto doveva essere sciolto il nodo relativo ai debiti (fuori bilancio secondo l’amministrazione) con le partecipate Infra.To e Gtt.

I rappresentanti dell’amministrazione cittadina (oltre alla prima cittadina c’erano l’assessore Sergio Rolando e il nuovo direttore finanziario Paolo Lubbia) hanno preso atto dei dubbi della Corte dei conti, specialmente per quanto riguarda le pendenze verso Gtt e Infra.To che erano stati posti fuori bilancio, secondo una procedura ritenuta scorretta dai giudici contabili. Si tratta delle rate da pagare per la costruzione della metropolitana o per l’acquisto dei vetture della linea tramviaria che la giunta di Fassino non ha pagato nel 2014 e nel 2015 e quella di Appendino non ha pagato neanche nel 2016. “Dobbiamo trovare la soluzione tecnica per pagare quelle cifre che sono dovute dal 2014 - ha detto Appendino a margine dell’incontro -. L’obbligazione esisteva da allora e la città non l’ha rispettata”. Questo vuol dire che “si devono contrattare i pagamenti con le società”, ha aggiunto l’assessore al Bilancio. E non si parla di bruscolini: su Infra.To 18 milioni sono relativi agli anni di Fassino (2014 e 2015) e altri 17 milioni sono riconducibili direttamente alla gestione Appendino (2016) che peraltro non ha stanziato le risorse neanche per il 2018 e 2019. Per quanto riguarda Gtt, invece, si parla di circa 6 milioni all’anno tra il 2014 e il 2017, anch’essi riconducibili per metà a Fassino e metà ad Appendino.Rolando ha anche sottolineato che ci vorrebbero altri dieci anni per pagare tutti i debiti della Città rimanendo nei vincoli, senza considerare quelli delle società partecipate che da quest’anno dovranno essere inclusi nel bilancio consolidato del Comune.

Rolando ha anche spiegato che dopo i rilievi della Corte dei conti sono già stati adottati dei provvedimenti correttivi e altre delibere verranno adottate presto. Tra i provvedimenti adottati c’è quello che potenzia il servizio di riscossione - con il ricollocamento di circa 70 collaboratori alla Soris e procedure più rapide per incassare le multe - per venire incontro ai rilievi sulle entrate dalle sanzioni.

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