(5) STELLE CADENTI

Appendino cede ai Cinquestelle,
ma blinda il fido Giordana

Rimpasto di giunta: il capogruppo Unia sostituisce l’assessore all’Ambiente Giannuzzi. Prima mossa per sedare i malumori interni. La sindaca lascia le deleghe ai vigili e ridisegna la squadra. Intoccabile il capo di gabinetto

Curricula, call pubblica, selezione per titoli e meriti. Tutto rimangiato con un rimpasto. A un anno dalla conquista di Palazzo civico Chiara Appendino torna all’antico: rimette mano alla composizione della squadra seguendo le vecchie logiche politiche: un rituale da Prima Repubblica così aborrito, a parole, dai pentastellati. Come anticipato ieri dallo Spiffero sarà Stefania Giannuzzi a lasciare per far posto al primo assessore grillino, Alberto Unia, attuale capogruppo in Sala Rossa, cui dovrebbe succedere Chiara Giacosa. La sindaca cede la responsabilità della Sicurezza (vigili urbani al titolare dello Sport Roberto Finardi), del Decentramento (a Marco Giusta) e delle iniziative culturali (che rimpingua le finora modeste deleghe di Francesco Leon, musei e fontane).

Si chiude così anche la presunta anomalia torinese di una giunta tecnica formata da “esperti” esterni al movimento. Una decisione assunta per tentare di sedare le fibrillazioni del gruppo consiliare e nel contempo abbassare il tiro verso Paolo Giordana, il braccio destro della sindaca finito nel mirino dei giornali e sempre più indigesto dalla base grillina.

Il pesante strascico della tragedia sfiorata (solo perché non c’è scappato il morto, pur essendoci feriti ancora gravissimi) e la gestione dei conti dell’amministrazione (con mail setacciate in cerca di reati) avviluppa giorno dopo giorno, ora dopo ora, la figura di Giordana. Il capo di gabinetto, si direbbe limitandosi a riportarne il ruolo ufficiale. Ma lui, Richelieu, Cardinal Mazarino, Rasputin – tutti appellativi ricevuti non sgraditi come battesimo dallo Spiffero e poi interpretati con malcelato compiacimento –  è di più, molto di più per la giovane grillina, laureata alla Bocconi, cresciuta e pasciuta a pane e Confindustria, ma che avrebbe mostrato ancor più gli effetti di una dieta povera di politica masticata se non ci fosse stato, fin dall’inizio della sua corsa verso Palazzo di Città, colui che troppo sbrigativamente oggi viene definito il sindaco ombra. Perché Giordana è di più anche rispetto a questa definizione che pure implica un’ovvia diminutio per la sindaca più amata dagli italiani. La prima a saperlo è proprio lei che di fronte a una sorta di polizza (diversa, ma non dissimile da quella che avrebbe beneficiato la collega Virginia Raggi) e di cui sa non potersi permettere il mancato rispetto, arriva al massimo possibile: chiedere al suo mentore-consigliere-confessore di fare un passo di lato. Indietro sarebbe troppo per la donna che sollecitata a staccarsi e fare a meno di quella figura anomala (non un grillino, un passato da aspirante staffista di Piero Fassino che non lo volle, scatenandone lo spirito di vendetta), quando ancora era all’inizio della campagna elettorale rispose piccata di no a tutti. “Se non c’è lui non mi candido” e finì lì. I mugugni della base grillina vennero fulminati dallo sguardo ieratico dell’ex seminarista, poi prete della chiesa autonoma del Patriarcato Autocefalo di Parigi.

Padre Giordana condusse la novizia Chiara lungo il cammino che lui ha tracciato per la giovane consigliera dei Cinquestelle di buona famiglia, ma non di meno per se stesso. Cammina al suo fianco nella marcia lungo via Garibaldi verso il conquistato municipio il giorno della vittoria. Percorre con il passo del comando i corridoi del Palazzo su cui si affacciano semplici dipendenti e grand commis con l’angoscia di essere nell’elenco degli epurati. Quello che si dice Rasputin sia andato compilando con debito anticipo. Sarà pure un corpo estraneo al movimento, ma quella differenza la mette sul tavolo come un valore aggiunto. Dare ordini, senza doverne prendere. Tantomeno da quella truppa di consiglieri che salita su un capiente e comodo ascensore sociale già si devono ritenere paghi del ruolo e della paga da consigliere. Nessuna grossa differenza con gli assessori. Oggi qualcuno di loro alza il livello del mugugno rispetto ai precedenti impercettibili sussurri, ma è solo un ruggito del coniglio.

Giordana ha sempre saputo di essere mal digerito anche per i modi spesso ruvidi e decisi, da quei componenti della giunta trattati poco più che alla stregua di dipendenti o, in qualche caso, studenti che hanno ancora molto da imparare, altro che decidere. E lei, la sindaca, questo lo ha sempre saputo. Non tollerato, ma condiviso. Un patto di sangue, una riconoscenza per quel collaboratore indispensabile a tutto, compreso il superamento di momenti difficili in cui debolezze e inesperienze rischiano di disvelarsi senza pietà. Non ha mai nascosto, lui il Richelieu che del Cardinale ha pure appeso a mo’ di specchio un’immagine nel suo studio, un narcisismo prorompente. Controcorrente rispetto al modello che ha segnato decenni della storia politica italiana, quello del fido braccio destro sempre nell’ombra rispetto al capo, Giordana non ha mai tralasciato anche la minima occasione per mettersi sotto il cono di luce.

Non un passo indietro, ma a fianco della sua creatura politica. Che anche e soprattutto grazie a lui si è mossa con successo verso il presidente della Regione dando vita al Chiappendino. Certo lei arriva dal mondo dell’impresa, ma quel mondo – nei suoi meandri che incrociano la politica – Rasputin lo conosce assai meglio. Il sistema Torino indigesto al grillismo movimentista, diventa il piatto preferito dalla coppia di Palazzo Civico. Le brioches da dare al popolo pentastellato. Che ingoia rospi come fossero le tartine offerte dai banchieri in pellegrinaggio dalla nemica – in campagna elettorale – dei poteri forti

Intanto l’immagine della sindaca di Torino continua ad essere vista da Roma (e non solo) con lenti colorate di rosa. La Raggi è un disastro, la Appendino beh lei è tutta un’altra cosa: inchiostro zuccherato a litri. Poi succede il disastro e all’improvviso diventa fiele. Forse addirittura troppo, rispetto alla melassa sciolta per quasi un anno da certi giornali casalinghi sulla torta nuziale tra il grillismo di lotta e quello di governo a braccetto con i detestati poteri forti. Anomalia torinese, l’hanno definita in molti durante questi mesi di luna di miele. Senza vedere le contraddizioni, le retromarce e gli accomodamenti rispetto alla sicumera sfoggiata in campagna elettorale. Poi il quadretto della sindaca-che-amministra-bene si è rotto come una delle mille e mille bottiglie in piazza San Carlo. In altre epoche e altri contesti un braccio destro come Giordana avrebbe fatto – spontaneamente o indotto – un passo indietro. A lui Chiara non può chiederne di più se non uno di lato. Non c’è nessuna polizza scritta, ma sul suo profilo facebook, appena dopo la conquista di Palazzo di Città, aveva messo l’immagine di un burattinaio che muoveva i fili di una bambola.

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6 Commenti

  1. avatar-4
    23:15 Domenica 11 Giugno 2017 tandem Raccontare meglio le balle

    L'assessore Giannuzzi sarebbe stata rimossa per non aver tolto le bottiglie da piazza san Carlo. Due osservazioni naturali: 1) di certo non c'erano bottiglie sulla piazza prima dell'evento 2) durante l'evento come si potevano girare gli spazzini in mezzo a 30.000 persone schiacciate come sardine? La capacità si misura anche dal saper inventare balle più credibili, dilettanti anche in questo.....

  2. avatar-4
    20:49 Domenica 11 Giugno 2017 PoveroDumas poniamoci una risposta

    La nonCasta è più Casta di qualunque Casta. Dunque Giordana, Appendino e soci sono intoccabili, più di chiunque altro. Licenziano una cameriera e la sostituiscono con un Politico 5s doc. Ma la cosa più inperdonabile sono le sdolcinate parole della Sindaca, sempre più personaggio di un romanzo Harmony

  3. avatar-4
    19:26 Domenica 11 Giugno 2017 ALIENO1951AC SINDACHESSA: DILETTANTI SCARICABARILE COME I VECCHI POLITICANTI POST-BELLUM

    E COSTEI VUOLE FARCI CREDERE CHE LA SOSTITUZIONE DELL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE SIA UNA COINCIDENZA ? MA CHI CREDE CHE SIAMO ? SAPPIAMO BENE CHE SUO PADRE FA PARTE DEI POTERI FORTI DI CONFINDUSTRIA, E FA LA SINDACA DI UNA CITTA' DERUBATA DELLA FIAT, E CHE GRILLO HA ACCONSENTITO CON IL SUO PLACET, MA NON INFIERIRE SUI DEBOLI COME LA GIANNUZZI, ESTROMESSA PER SALVARE LE CHIAPPE TUE... DOVREBBE ESSERE IMMINENTE UNA CLASS ACTION DEI 1527 FERITI, E CHIEDONO CHE PAGHINO I VERI RESPONSABILI PIU' LAUTAMENTE PAGATI PER LE RESPONSABILITA' DELLA SICUREZZA: PREFETTO, QUESTORE E SINDACO. DOVE ERANO E COSA FACEVANO ? ERANO TUTTI E 3 A CARDIFF CON L'AEREO FIAT , PARDON FCA ? IL NESSO CAUSALE TRA LA GIANNUZZI E LA SUA DEFENESTRAZIONE E' LO STESSO CHE ESISTE TRA I COCCI DELLE BOTTIGLIE - CAUSA DI LESIONI TEMPORANEE E PERMANENTI - CON L'ASSESSORATO ALL'AMBIENTE. E PERCHE' NO, ALLORA , DEFENESTRA ANCHE QUELLO DELLO SPORT, ESSENDO UNA PARTITA DI CALCIO, NO ? CAMBIA ANCHE QUESTO ASSESSORE, SINDACHESSA. GIANNUZZI, CHIEDI SOSTEGNO A GRILLO, SE VUOLE ASCOLTARTI, PERCHE' LA FACCIA LA SINDACHESSA L'HA PERSA, IN UNA ITALIA ORMAI DISARTICOLATA... MA CHE DIGNITA' HANNO QUESTE GIOVANI GENERAZIONI ? SEMBRANNO PROPRIO COME I VECCHI POLITICI: SPORT PREFERITO IL PING-PONG DI RESPONSABILITA'...

  4. avatar-4
    18:07 Domenica 11 Giugno 2017 BenGentileNéh Mi pongo una domanda...

    Ma se i vostri figli organizzano una festa, poi la serata degenera e vi trovate la casa sfasciata.... Licenziate la cameriera che non ha pulito o fate un c**o così ai figli debosciati? E se una serata di festa e di condivisione si trasforma in un incubo, allora è giusto silurare chi non avrebbe provveduto a far sgomberare la piazza dai vetri (!!!) o si dovrebbero individuare i responsabili di così tanta superficialità?

  5. avatar-4
    11:14 Domenica 11 Giugno 2017 silvioviale Avanti il prossimo.

    La Giannuzzi silurata con lo steso stile con cui fu silurato Bertola. Madama non scherza.

  6. avatar-4
    06:33 Domenica 11 Giugno 2017 tandem Garanzia di guai....

    Con questi "non" provvedimenti di Appendino, la minoranza può esultare, di questo passo il declino dei 5S sarà inevitabile. "Dio li accieca e poi li perde" come direbbe il novello Rasputin... al quale bisognerebbe ricordare che tutti i Rasputin trovano prima o poi un principe Jusupov,...

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