Basta con i veti personali

Credo sia venuto il momento di chiedersi seriamente se il Pd - a cominciare, come ovvio, da chi lo guida - vuole realmente ricostruire una coalizione di centrosinistra in vista delle ormai prossime elezioni politiche. E, al contempo, se le altre forze del centrosinistra lo vogliano fare con l’attuale Pd. La domanda non è affatto peregrina considerando il fatto che ormai il progetto politico del Pd varia a seconda delle settimane. E, non a caso, lo stesso Giuliano Pisapia di fronte ad una rinnovata e transitoria offerta di collaborazione e di alleanza di centrosinistra avanzata dal segretario nazionale del Pd, ha preso giustamente una pausa di riflessione. Forse per verificare se nel frattempo non si ritorna a privilegiare una alleanza con Forza Italia di Silvio Berlusconi.

Ora, per non continuare a soffermarsi sulla recente e desolante cronaca politica legata al fallimento della nuova legge elettorale, sono almeno due gli elementi decisivi che possono giustificare una ripresa dell'alleanza di centro sinistra.

Innanzitutto ci vuole un sistema elettorale che individui nella coalizione un elemento costitutivo. Se il tutto viene sempre e solo rimandato al dopo elezioni, è indubbio che con l’attuale leadership del Pd l’alleanza con Forza Italia è un dato che esiste. È in campo, come si suol dire e nessuno può rimuoverla. Come, puntualmente, abbiamo sperimentato in questi mesi di trattativa sul nuovo sistema elettorale. Ma la legge elettorale, come ovvio, non basta da sola per far ripartire una coalizione di centrosinistra. E, secondo punto, una alleanza di centrosinistra appunto può realmente decollare solo se è la vera priorità per tutti i partiti e i movimenti che si riconoscono in questo campo. A cominciare, come ovvio, dal principale partito di questo campo. Ovvero il Pd nella sua interezza.

Ma per centrare questo obiettivo, oltre alla coerenza politica nel perseguire un progetto, è indispensabile e quasi obbligatorio superare e rimuovere definitivamente tutti i veti personali e le pregiudiziali “ad personam” che purtroppo ancora albergano nel campo frastagliato e composito del centrosinistra. Sia quando partono dal Pd indirizzati a leader di altre formazioni politiche e sia quando vengono scagliati contro il leader attuale del Pd. Di norma, anche se non è facile per motivi umanamente comprensibili, in politica i rancori, le vendette e gli anatemi seguono e non precedono la costruzione dei processi politici. Di norma.... C’è da augurarsi che anche oggi, nella difficile e complicata “ricostruzione” del centrosinistra, il rancore e le pregiudiziali personali non precedano il tutto. Perché ciò significherebbe far saltare l’intero progetto.

*On. Giorgio Merlo, direzione nazionale Pd

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1 Commenti

  1. avatar-4
    01:18 Martedì 13 Giugno 2017 lux21 Tutto molto interessante...

    Con la legge elettorale giusta, la buona volontà, la fine dei rancori e dei pregiudizi tutto s'aggiusta e chi se ne importa se non c'è una visione comune, un programma per l'Italia, uno straccio d'idea per togliere il paese dal fosso in cui è infilato...l'importante è fare una bella coalizione, l'importante è l'unità della sinistra... ;-)

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