BENI COMUNI

Gtt, con Appendino Arriva la privatizzazione “strisciante”

La società di trasporto pubblico e la multinazionale tedesca siglano un contratto fino al 2032. Un'alleanza che parte dalla gestione del nodo ferroviario torinese e potrebbe arrivare al trasporto urbano. La denuncia di Gariglio (Pd)

Verrà formalizzata oggi davanti al notaio la costituzione di un consorzio stabile tra Gtt e Arriva, il gruppo delle ferrovie tedesche che attraverso questo matrimonio si candida a gestire il servizio ferroviario metropolitano di Torino, in alternativa alle Ferrovie dello Stato. Un altro passaggio verso la costituzione formale di un soggetto pubblico-privato per gestire un’infrastruttura dotata di 8 linee che ogni anno percorrono complessivamente 6,5 milioni di chilometri, garantendo oltre 350 collegamenti giornalieri tra Torino e il comprensorio (Valli di Lanzo e del Canavese, Valsusa, Pinerolo, Alba, Bra, Fossano, Asti e Chivasso). Ad aprile Gtt e Arriva Italia Rail avevano già siglato insieme una manifestazione d’interesse per la gestione congiunta del nodo ferroviario, tagliando fuori le Ferrovie dello Stato che partecipano alla competizione in modo autonomo.

Così, di fatto, Chiara Appendino archivia definitivamente il progetto di un polo pubblico per la gestione del servizio ferroviario metropolitano, progetto portato avanti per tutto il suo mandato dal suo predecessore, Piero Fassino, il quale immaginava una partnership con Trenitalia. Gtt e Arriva si legano fino al 2032 fornendo, così, alla municipalizzata cittadina anche una prospettiva industriale (e finanziaria?) che possa salvarla dal rischio di un imminente crac: insomma, all’orizzonte c’è una privatizzazione. Tra gli indizi che confermerebbero questo percorso c’è anche l’adesione, prossima, di Gtt a Confindustria, mentre finora era associata a Confservizi e ad Asstra, le due associazioni che raggruppano tutte le imprese di servizi pubblici di proprietà degli enti locali.

Tutto legittimo, ben s’intenda, “sorprende solo questa strategia da parte di chi, quando vestiva i panni del consigliere di opposizione, protestò contro la procedura che avrebbe portato a vendere una quota di Gtt a Trenitalia” attacca il segretario piemontese del Pd Davide Gariglio, il quale sottolinea ancora una volta la “doppiezza” della prima cittadina la quale “ha imposto queste scelte a un cda in scadenza, che mai avrebbe potuto intraprendere questa strada senza un avallo pieno dell’amministrazione comunale”. Per quanto ormai, da mesi, si registra una totale unità d’intenti tra la giunta pentastellata e il presidente di Gtt Walter Ceresa, il “manager” voluto da Piero Fassino con cui ha battuto la città in lungo e in largo durante la campagna elettorale.  “La Appendino paladina del servizio pubblico quando era all’opposizione – prosegue Gariglio -  è diventata promotrice di un accordo completamente diverso, che porta Gtt nell’orbita di un’azienda privata (pur se di proprietà delle ferrovie tedesche), che ad oggi non ha un ruolo significativo nel trasporto ferroviario nazionale, e che la pone quindi in netta contrapposizione con Trenitalia”.

Al fianco della Appendino in questo disegno c’è la professoressa Cristina Pronello, nominata dalla Città al vertice dell’Agenzia per la mobilità piemontese, il soggetto che dovrà predisporre la gara per l’affidamento del nodo ferroviario di Torino. La stessa Pronello, lo scorso 8 giugno ha inoltrato una missiva (LEGGI LA LETTERA) all’Autorità per la regolazione dei trasporti (Art) e al Garante della concorrenza e del mercato (Agcom) sottolineando le proprie “perplessità” per l’assegnazione del servizio di assistenza tecnica specialistica nella realizzazione della gara a una società – la Rti Ernst Young Financial Business Advisor – che con i suoi tecnici “ha lavorato in modo massivo per la società Ferrovie dello Stato, includendo Rfi e Trenitalia”. Una condizione, peraltro, nella quale si trova anche la stessa Pronello, che come si evince dal suo curriculum ha offerto solo lo scorso anno una consulenza da 58.560 euro alla Sadem, società del Gruppo Arriva.

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