COMUNALI 2017

Cinquestelle cadenti “perché non all’altezza”

L’analisi del voto conferma che non si può mettere uno qualunque ad amministrare le città. Natale (Ipsos): “Vincono solo se aiutati”. Chiamparino: “Non hanno classe dirigente”. L’ex Bertola: “Partito di propaganda dall’alto”

La notte di San Lorenzo è arrivata con due mesi di anticipo illuminando, in Piemonte, il municipio del suo capoluogo di una luce che non è certo quella morbida e rassicurante dei “tramonti negli occhi” evocati, con la penna di Liala, da Chiara Appendino nel suo stucchevole messaggio ai cittadini per i drammatici accadimenti di Piazza San Carlo. Le (Cinque) Stelle cadute nelle urne delle amministrative hanno il romanticismo di un vaffa allo specchio della tante brame finite in percentuali che, se fossero capitate ad altri, avrebbero scatenato fiumi di parole da parte di Beppe Grillo, Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e tutti i nomi di spicco pentastellati, in questo day after scomparsa dagli schermi come i Jalisse dopo il Festival di Sanremo del ’97.

La botta è stata dura, tanto da aver intorpidito anche i più agili polpastrelli del popolo grillino dei social. Ma non certo sufficiente a far esultare, con eccessivo e immotivato, entusiasmo quella parte dell’elettorato piddino – e alcuni maggiorenti del partito – che di fronte alle Stelle Cadenti cede all’emozione lontana dalla ragione. Fenomeno da analizzare, in maniera il più possibile scientifica, dunque la débâcle grillina che pesa molto, ma molto di più in Piemonte rispetto al resto dell’Italia non fosse per il fatto che proprio qui, un anno fa è stata eletta la sindaca che pochi mesi dopo era già in testa alla classifica del Sole 24Ore come la prima cittadina più amata d’Italia. Inciso: la più “odiata” come scrivevano fino ai ieri i grillini riferendosi alla maglia nera che chiude lo stesso elenco, ovvero l’alessandrina Rita Rossa (Pd) se la dovrà vedere partendo con un certo vantaggio con l’avversario del centrodestra (il leghista Gianfranco Cuttica di Revigliasco) e non certo con il candidato pentastellato rimasto a diverse lunghezze di distanza.

Nessun effetto Appendino, dunque. O forse sì. Perché di fronte all’insuccesso diffuso che ha segnato il M5s a queste comunali, resta difficile escludere che proprio la non brillante prova di governo – sia pure al netto dell’inciampo su Piazza San Carlo – della Appendino abbia avuto il suo peso, negativo.  Come osserva Paolo Natale, docente di Metodologia delle Scienze Sociali all'Università degli Studi di Milano e consulente di Ipsos, “da questo voto si evidenzia come il personale politico locale del M5s non sia ancora sufficientemente considerato maturo. Sconta, dunque, questa debolezza”. Non solo: “I candidati del M5s riescono a vincere ai ballottaggi, quando ci arrivano, grazie all’appoggio che gli arriva da altre forze politiche, da soli non ce la farebbero praticamente mai”. E se stavolta, salvo rari casi, il secondo turno è svanito per i Cinquestelle è evidente che questo è dovuto anche al fatto che “la Appendino non è riuscita a diventare traino per i candidati sindaci” come afferma il sociologo parlando con lo Spiffero del deludente risultato grillino in pressoché tutta la regione.

Un dato che per Sergio Chiamparino “è in sintonia con quello nazionale”. Il presidente della Regione sostiene che “si conferma una significativa affermazione delle amministrazioni guidate dal centrosinistra, come testimoniano ad esempio le vittorie al primo turno di Borgna a Cuneo, Montà a Grugliasco e anche di Barraco a Caselle, oltre al buon risultato, in una situazione assai difficile, di Rita Rossa ad Alessandria, che va in testa al ballottaggio”. Il presidente della Regione dice di più, e lo fa di fatto scrollandosi di dosso ulteriormente quell’immagine mai accettata del Chiappendino, ircocervo politico partorito, nei fatti, da quella concordia istituzionale applicata dal presidente nei rapporti con la sindaca di Torino e da lei abilmente utilizzato per rafforzare il suo consenso superando spesso ostacoli altrimenti insormontabili. “Si conferma altresì il fatto – aggiunge Chiamparino –  che quanto più i cittadini giudicano il lavoro di chi ha responsabilità amministrative a stretto contatto con il territorio, tanto più è evidente che il centrosinistra ha idee, progetti e classe dirigente, mentre il populismo pentastellato non è in grado di produrre né risultati amministrativi, né classe dirigente all’altezza della situazione”.

Affermazioni nette e durissime, mai ascoltate prima, che sembrano decretare la fine del Chiappendino. O comunque uno scaricare la sindaca più amata dagli italiani alla prima curva. Per lei difficile trovare un passaggio da chi, tra i primi in Piemonte, aveva guidato il bus grillino: “Alle comunali ogni città fa storia a sé, contano le dinamiche locali, i personaggi, e il M5s ha sempre fatto molta fatica, a maggior ragione ora che spesso presenta sconosciuti senza curriculum scelti per fedeltà alle gerarchie interne” è la spietata analisi di Vittorio Bertola, candidato sindaco sei anni fa, poi scalzato dalla Appendino e messo ai margini del movimento. “Le elezioni politiche sono tutt’altra storia, si giocano su meccanismi mediatici ed emotivi in cui Casaleggio e Grillo sono fortissimi. Certo, per il “movimento dei cittadini dal basso” – aggiunge Bertola –  prendere mazzate quando conta il lavoro sul territorio e andare bene quando contano le manovre mediatiche è il segnale della compiuta trasformazione in “partito di propaganda dall’alto”. Le cinque stelle, intanto, sono cadute in basso. Il tramonto negli occhi, appunto.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    10:09 Martedì 13 Giugno 2017 nervino governatore, governatore ... hai hai hai ...

    mi sfugge qualcosa... ma non è il presidente della regione che fino a ieri ha commentato criticamente il PD ed assistito la Sindaca, anche fisicamente, sempre al suo fianco, oltre che con i suoi amici borghesi bene ... tanto da far diventare famoso il chiappendino e solo ora scopre che il PD sa ben amministratore, con buoni dirigenti e la bocconiana deve tornare sui banchi ????? forse abbiamo il "meglio" del rinnovamento e della continuità seduti sui banchi vicini ... che fortuna ....

  2. avatar-4
    17:36 Lunedì 12 Giugno 2017 mork PREVISTO

    SVAFFANCULO DAY

  3. avatar-4
    17:06 Lunedì 12 Giugno 2017 PELDICAROTA ITALIA E FRANCIA UNITI NEL DECLINO

    Un elettorato che non partecipa al voto perché non si riconosce nella politica e nei politici è un fenomeno in espansione in Italia e In Francia. in Italia la risposta è stata ed è ancora Grillo, in Francia è Macron. Il primo ha avuto qualche successo e molti insuccessi, il secondo ha fatto il botto subito. Ci saranno dei motivi ...

  4. avatar-4
    16:33 Lunedì 12 Giugno 2017 Pacioc I 5stelle...

    sono nessuno. Il comico come li ha creati li distruggerà, è ed era, abbastanza scontato. Però dire che gli altri partiti hanno capito tutto o hanno classe dirigente all'altezza, è una BUFALA. Sono elezioni in cui il risultato deriva dalla scarsissima affluenza alle urne, mica da altro. Quella deve essere la preoccupazione dei politici degni di questo nome. Invece, sentiamo sparare le solite ca(at)(at)ate, mentre nessuno si VERGOGNA di essere la causa della disaffezione generale degli elettori.

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