ELEZIONI

Motta fa 13, ma forse non basta

Lo scarto tra la candidata dem e i grillini è di un pugno di voti e il candidato del M5s chiede il rinconteggio: testa a testa per chi sfiderà Rasero (centrodestra) tra due settimane

Tredici maledettissimi (o benedettissimi, a seconda dei punti di vista) voti. È il divario tra le preferenze andate ad Angela Motta, candidata sindaca del Pd arrivata al ballottaggio contro Maurizio Rasero (sostenuto dal centrodestra), e Massimo Cerruti, candidato dal Movimento 5 Stelle, fuori per poco. 5.093 voti per lei, 5.080 per lui, tredici voti di scarto che valgono il secondo turno contro il candidato del centrodestra, che di preferenze ne ha ottenute quasi undicimila di più. Per questo motivo i grillini astigiani non si danno per vinti e vogliono vederci chiaro.

“Per 13 voti non andare al ballottaggio lascia l’amaro in bocca”, dichiara il candidato pentastellato, che si ritiene soddisfatto per aver raddoppiato i voti del M5s rispetto al 2012, quando però a livello nazionale il partito di Grillo non veleggiava intorno al 30 per cento: “Siamo la prima forza politica, un gruppo solido e giovane”. Cerruti contesta la gestione dello spoglio: “Alcuni seggi sono stati chiusi in tarda mattinata. Gli scrutatori hanno lavorato  per 36 ore circa e in queste condizioni possono esserci state imprecisioni”. E così domani faranno dei controlli. Chiederanno i verbali dei seggi alla commissione elettorale: “Sulla base di questo vedremo le azioni da fare”.

 La candidata del Pd ritiene che l’atteggiamento dei Cinquestelle sia comprensibile: “A parti inverse anche noi avremmo chiesto il riconteggio, visto l’esiguo scarto di voti”. Tuttavia non è preoccupata: “Credo che i conteggi siano stati fatti in modo corretto. Sono fiduciosa”.

Certo, a osservare i risultati ufficiosi (che ancora devono essere approvati dalla commissione elettorale), il Pd sembra pagare la divisione del centrosinistra: si è presentato con altri due candidati che potrebbero aver eroso il terreno alla Motta. E poi ci sono quegli strani comportamenti denunciati sia da Pd sia da M5s, con i santini elettorali consegnati prima del voto, il candidato che entra al seggio e cerchia con una biro rossa il suo nome sull'elenco e altri strani comportamenti.

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