PROFONDO ROSSO

Torino sotto tutela (della Corte dei Conti)

Il Comune dovrà predisporre un piano di rientro entro il 30 settembre e ogni sei mesi invierà una relazione sullo stato delle casse. I giudici contabili parlano espressamente di pre-dissesto. Preoccupa la situazione della cassa. Appendino: "Colpa di Fassino". La reazione dell'ex sindaco

Un Comune sotto tutela. Torino dovrà predisporre un piano di rientro entro il 30 settembre. Ogni sei mesi dovrà inviare una relazione alla Corte dei conti, che vigilerà sulle finanze cittadine, su cui peserà la rideterminazione dell’indebitamento con Fct, Trm e Farmacie comunali. Queste sono le disposizioni che la sezione di controllo, presieduta da Maria Teresa Polito, ha comunicato stamattina a Palazzo di Città dopo aver sollevato alcune criticità sul bilancio d’esercizio 2015. In particolare, la Corte ha certificato l'esistenza di un disavanzo di oltre 336 milioni in seguito alla costituzione del fondo di svalutazione crediti imposto dalla normativa nazionale, che viene ammortizzato annualmente e prevede l'estinzione entro trent'anni dalla sottoscrizione. Il risultato di amministrazione positivo al 31 dicembre 2015, è “meramente contabile – si legge nella relazione - in presenza di un fondo cassa pari a zero che, dopo l’applicazione di vincoli e accantonamenti diventa negativo”. Ma allo stesso tempo “si prende atto di un progressivo smaltimento dei residui attivi e passivi effettuato nel corso del 2015, soprattutto a seguito del riaccertamento straordinario, e dell’avvenuto miglioramento dei parametri di deficitarietà strutturali rispetto all’esercizio 2014”. Da via Bertola arriva anche un riferimento chiaro alle procedure del pre-dissesto: “Alla luce dei rilevanti elementi di squilibrio accertati, la Sezione ritiene che il Comune di Torino” valuti “anche l’eventuale ricorso a quanto previsto dall’articolo 243 bis del Tuel”, appunto dove sono indicate le procedure del pre-dissesto.

QUI LA RELAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI

Ancora una volta i giudici contabili disegnano un quadro in chiaroscuro. Nelle prime righe delle Conclusioni, infatti, danno atto all’amministrazione di Piero Fassino della riduzione della spesa corrente “e così avviene anche nell’esercizio 2016”, inoltre “il saldo di parte corrente è migliore di quello dell’esercizio 2014”, in più “prosegue il trend di diminuzione dell’indebitamento; vi è stato un ripiano del disavanzo trentennale superiore alla quota annuale prevista, tanto nel 2015 quanto nel 2016; la riscossione in conto competenza sale dal 76% all’85%”. Resta il problema, arcinoto, legato alla cassa e al continuo utilizzo di anticipazioni di tesoreria che nel 2015 “continua a peggiorare”. Una “criticità” che costituisce “il sintomo finale di una tensione che si è realizzata nel passato, in plurimi esercizi in cui la spesa (ragionevolmente certa) è stata plasmata su accertamenti di entrata rivelatisi non attendibili”. Si parla di “riscossione inadeguata” e le entrate sovrastimate. Per questo la Corte dei Conti chiede un inasprimento delle riscossioni (la giunta di Chiara Appendino ha già adottato nuove misure in merito) e un’“inevitabile e drastica riduzione della spesa”. Tra le operazioni di bilancio non virtuose ci sono c'è, inoltre, l'utilizzo di 78 milioni afferenti a entrate non ripetitive a copertura della spesa corrente, un modus operandi peraltro adottato nel 2017 anche dalla giunta pentastellata per provare a tenere in piedi i conti. 

La sezione di controllo dà atto all’amministrazione comunale di aver già adottato alcuni provvedimenti dopo le prime raccomandazioni. “L’ente ha recepito la fondatezza delle osservazioni relative ai rapporti con Gtt e Infra.To riconoscendo l’esistenza di passività potenziali con entrambe ed impegnandosi alla regolazione dei rapporti finanziari con la prima delle due partecipate”. Appendino e il suo assessore al bilancio Sergio Rolando, martedì scorso, avevano infatti dichiarato che quei debiti verso le due società partecipate esistono, devono essere pagati e per questo inizieranno a contrattare un piano per ripianarli. Ma non si parla più di debiti fuori bilancio.

Per Appendino “la giunta Fassino ha lasciato il bilancio del Comune in una situazione di squilibrio strutturale”. “Cade così, definitivamente, il falso mito di aver lasciato a me e alla mia squadra una città con i conti in ordine - aggiunge -. La realtà dei fatti si dimostra molto distante da quanto propagandato fino ad oggi”. Premesso ciò, fa sapere la prima cittadina, “entro il 30 settembre illustreremo il piano con i provvedimenti che dovremo adottare”.

 “La pronuncia - commenta Rolando - evidenzia in modo chiaro l'origine del disequilibrio strutturale dei bilanci del passato, individuando le azioni già messe in campo dalla attuale amministrazione” per farvi fronte. Compreso il riconoscimento della “fondatezza delle osservazioni” dell'attuale giunta “relative ai rapporti con Gtt e InfraTo”, si legge nelle conclusioni dei giudici contabili, che parlano di “pesante disavanzo che potrà essere recuperato nel corso di plurimi esercizi solo con incisivi interventi di risanamento”. “Questa amministrazione - conclude Rolando - opererà sulla base del disposto della Corte dei Conti al fine di rimettere in equilibrio i conti”.

“Il lupo perde il pelo ma non il vizio – replica Fassino -. Per mesi la sindaca ha cercato di far credere che la mia giunta avrebbe lasciato debiti fuori bilancio: nella relazione della Corte dei Conti non ve ne è traccia”. “Adesso - sottolinea l’ex primo cittadino - cerca di far dire alla Corte cose che in realtà essa non dice. La Corte riconosce, infatti, che nel 2014 si è conclusa un’attività straordinaria di riaccertamento dei crediti di difficile esigibilità e se ne è programmato il rientro per quota annuale in 30 anni, applicando correttamente la legge. Appendino fa finta di non sapere che l’esposizione debitoria della città è inferiore a quella del 2011 di oltre 400 milioni e che gli stessi magistrati contabili hanno ritenuto ‘certamente apprezzabile il continuo miglioramento della gestione corrente’ operato dalla giunta Fassino”. 

“La giunta Appendino ha evidenziato - conclude Fassino - la completa mancanza di una politica delle entrate e nell’ultimo anno è considerevolmente peggiorato l’andamento di cassa ed è aumentato il ricorso al debito. Se oggi l’amministrazione è sotto tutela lo si deve a mesi di inazione e scelte finanziarie senza prospettiva. Ci domandiamo cosa dirà la Corte dei Conti quando esaminerà lo sfrenato uso di entrate una tantum utilizzate per chiudere il 2016 e pareggiare il 2017”.

Caustico Gianguido Passoni, l’assessore al Bilancio delle ultime due giunte di centrosinistra:“Se la Corte dei Conti conclude la sua pronuncia chiedendo un monitoraggio semestrale dei conti - cosa mai successa prima - è perché le incertezze sul futuro sovrastano qualsiasi eredità del passato”.

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3 Commenti

  1. avatar-4
    12:09 Mercoledì 14 Giugno 2017 patty Devono tagliare le spese ed assumono altri dirigenti?

    Non so come funzioni al Comune di Torino, ma ho appena letto che vogliono assumere un nuovo dirigente esterno per i vigili. Possibile che non esistesse un qualsiasi interno adatto?

  2. avatar-4
    16:37 Martedì 13 Giugno 2017 patty La questione non è se la situazione sia complicata, ma se sono in grado di gestirla

    Per quanto si capisce, la Corte dei Conti dice che la situazione è complicata, ma che almeno fino al 21 dicembre 2015, era in miglioramento. I torinesi possono sono sperare che continui a migliorare, anche se l'impressione è che nel gestire le situazioni complicate, Fassino fosse molto meglio di Appendino.

  3. avatar-4
    15:58 Martedì 13 Giugno 2017 voltaire LA FASSONA DEI FASSONI

    mi chiedo se il Notaio Morano preferisce il taglio della coscia Fassona per la cruda (albese o al coltello...) o leggere i bilanci dei Fassoni del triennio precedente!

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