POLITICA & SANITA'

Grane ministeriali per Botti (e voci di un suo abbandono)

Il direttore della Sanità piemontese finisce nel mirino della Lorenzin e il suo operato al ministero è al vaglio di Procura e Corte dei Conti. Secondo indiscrezioni avrebbe in animo di lasciare corso Regina per un impiego nel privato. Rumors pure su Alberti (Asl Torino)

Il ministro indaga, il direttore trema. L’audit interno disposto dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, l’imminente trasmissioni di atti da parte dello stesso titolare del dicastero alla Procura della Repubblica di Roma e alcuni provvedimenti già disposti dalla Corte dei Conti tirerebbero in ballo l’attuale direttore regionale della sanità piemontese Renato Botti che al ministero ha ricoperto, fino al dicembre dello scorso anno, il ruolo strategico e rilevante di responsabile della programmazione sanitaria. L’operazione trasparenza avviata dal ministro è concentrata sull’affidamento, in cambio di una grande quantità di risorse finanziarie, di incarichi a società di consulenza esterne senza che questo sia avvenuto tramite gare di appalto. E mentre di affaccia l’ipotesi di un danno erariale, dai giudici contabili arriva la bocciatura di una delibera, datata 7 giugno, con cui si provvedeva all’estensione di un appalto del valore di 5 milioni affidata in precedenza e finito anch’esso nell’inchiesta avviata proprio nel periodo – era il novembre del 2016 – in cui Botti lasciò il ministero.

L’alto dirigente, secondo indiscrezioni che trapelano da ambienti ministeriali e giudiziari, potrebbe essere presto ascoltato in merito al contratto stipulato con un pool di aziende guidato da Kpmg per l’analisi dei fattori di produzione per resilienza e sviluppo dell’Servizio sanitario nazionale. Un appalto che secondo i magistrati contabili il ministero avrebbe potuto evitare, e con esso l’esborso finanziario, utilizzando risorse interne. A parere della Corte dei Conti “non sussistono i requisiti che consentono l’affidamento dei servizi in esame allo stesso soggetto già affidatario del contratto iniziale senza bando di gara”. Perché se è consentita l’estensione senza ulteriore gare per servizi complementari rispetto a quello principale, nei casi oggetto degli accertamenti e dei provvedimenti già assunti dalla magistratura contabile, la situazione sarebbe di fatto capovolta, ovvero “le prestazioni originarie sono funzionali alle seconde e non viceversa”.

Questioni pesanti, insomma, quelle di cui la Lorenzin ha intenzione di investire la magistratura ordinaria, oltre a quella contabile. E che potrebbero vedere l’attuale braccio operativo dell’assessore regionale Antonio Saitta, chiamato a dare spiegazioni di decisioni assunte e atti compiuti quando era al dicastero di Lungotevere Ripa. Da lì, a sorpresa, era arrivato a Torino in sostituzione del predecessore Fulvio Moirano cui rumors hanno attribuito consigli proprio sulla scelta di Botti quale suo erede. Una trasloco – dal ministero a corso Regina Margherita – che aveva stupito non pochi. Anche in quell’occasione le voci su un suo rapporto non più facile come all’inizio con la Lorenzin erano ricorse con insistenza. Così come da settimane ricorrono quelle di un suo possibile abbandono anzitempo della direzione della sanità piemontese. Nelle scorse settimane, allo Spiffero Botti aveva smentito recisamente ogni eventualità di sue dimissioni, confermando di restare al fianco di Saitta a Torino, così come a Roma dove l’assessore coordina la commissione Sanità in seno alla Conferenza delle Regioni.

Secca smentita, insomma, da Botti. Proprio come quella che oppose l’autunno scorso a chi gli chiedeva se avrebbe partecipato al bando per dirigere la sanità piemontese. Pochi mesi dopo si sarebbe insediato in corso Regina.

Sempre in tema di poltrone della Sanità si fanno sempre più insistenti le indiscrezioni di un’imminente abbandono di Valerio Fabio Alberti, veneto, che lascerebbe la direzione dell’Asl unica di Torino a settembre, subito dopo l’approvazione dell’atto aziendale, mentre secondo altre voci avrebbe puntato gli occhi sulla Città della Salute e nei suoi piani ci sarebbe la successione all’attuale commissario Gian Paolo Zanetta, sponsorizzato dall'ex direttore generale Fulvio Moirano da cui in passato ereditò la guida degli Irccs Regina Elena, San Gallicano e Lazzaro Spallanzani

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2 Commenti

  1. avatar-4
    13:35 Mercoledì 14 Giugno 2017 Pacioc hai capito?

    Non sarà che la ministra si è fatta fuori Botti e i ns. eroi, Chiampa e Saitta, se lo sono presi a "scatola chiusa" e adesso lo riperderanno? Cosa dirà l'assessore? forse che "...è bravissimo e gli altri ce lo rubano?" come ha già detto di personaggi che, sarebbe stato meglio non nominare? Ma poi, sto balletto dei soliti: Moirano che sponsorizza, Alberti che ambisce, ma, Zanetta non era stato nominato commissario alle Molinette quasi fosse insostituibile?....ecc. ecc. è questo il "NUOVO" portato dalla giunta eletta anche col mio voto, in sanità? Basta signori!.....e intanto, i tempi di attesa non si abbreviano per moltissime visite occorrenti a noi comuni mortali.

  2. avatar-4
    12:05 Mercoledì 14 Giugno 2017 tandem Forse....

    Forse la sanità piemontese ha bisogno di un esorcista, e intanto di evitare i personaggi consigliati da Moirano, tutti con brillanti curriculum di problemi già creati altrove, taaaanto bravi, ma nessuno li voleva......

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