ECONOMIA DOMESTICA

Il Piemonte vede la ripresa

Secondo Bankitalia la regione ha invertito la rotta, ma la strada è ancora lunga: occorre recuperare 10 punti di Pil persi negli anni della crisi. Si rafforza la domanda interna e recuperano le esportazioni. Buono il trend occupazionale

Il Piemonte è avviato sulla strada della ripresa, “per quanto frammentata e incerta, con una crescita del Pil nel 2016 dello 0,8 per cento”. Anche le imprese tornano a investire, “mentre il credito è un po’ l’anello debole del quadro economico piemontese, perché gli impieghi bancari crescono solo dell’1 per cento”. A raffigurare il quadro del’'economia piemontese nel 2016 è stato Luigi Capra, direttore della sede di Torino della Banca d’Italia.

Insomma, la rotta è stata invertita, si respira un clima di maggior fiducia, ma c’è ancora tanta strada da fare. “Dobbiamo recuperare 10 punti di Pil persi negli anni della crisi” fanno notare gli analisti di Bankitalia. Una crescita quella piemontese “favorita dal rafforzamento della domanda interna e nella seconda parte del 2016 dal recupero delle esportazioni”, registrando un forte incremento nei mercati extra euro, grazie alle vendite di auto, di prodotti chimici e macchinari. Anche l’exploit del settore turistico ha fatto la sua parte, mentre tra i settori più deboli rimane quello delle costruzioni. Le imprese prevedono una crescita fra il 2 e il 3% e hanno una redditività più alta, il patrimonio cresce più dell’indebitamento e aumenta la competitività estera; il credito è tornato a crescere a tassi moderati e la rischiosità è in calo.

Nel 2016, si legge nel rapporto stilato dagli studiosi di via XX Settembre, è proseguito in Piemonte il recupero dell’occupazione iniziato nel 2014. Tuttavia il numero di occupati rimane ancora inferiore del 2,7% rispetto al valore del 2008. Il tasso di disoccupazione è sceso al 19,2% e le agevolazioni fiscali hanno favorito la stabilizzazione dei lavoratori temporanei, ma aumenta la percentuale di laureati assunti per mansioni che richiedono un titolo di studio inferiore a quello posseduto. Le ore autorizzate di cassa integrazione sono diminuite dell’1,8% rispetto all’anno precedente. A fronte di un calo del lavoro autonomo (-1,9%), quello dipendente è ancora cresciuto dell’1,5%. L’aumento ha interessato l’occupazione a tempo indeterminato (del 2,3%) mentre il lavoro a termine è diminuito del 4,1%.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    22:12 Mercoledì 14 Giugno 2017 ronzagianni A volte i dati ingannano! L'incertezze "testimoniata da forti preoccupazioni" giornaliere esternate da quei pochi che ancora manifestano il disagio e un brutto segno.

    Spero che Voi, di Lo Spiffero, così puntigliosi a focalizzare gli eventi e le situazioni non contribuiate a "irridere con queste notizie di circostanza" la buona fede della Gente che si alza al mattino e deve combattere tutto il giorno per arrivare alla sera e ricominciare a preoccuparsi per il giorno dopo. Parlate di altre cose che siete più convincenti. Siamo alla rovina/fame/disgrazia di questo Paese; e possiamo dire grazie a Noi stessi! Gianni Ronza.

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