POLITICA & SANITA'

Botti: non temo l’audit di Lorenzin

Il direttore liquida come "illazioni e strumentalizzazioni" le voci sulle verifiche attivate dal ministro sul suo operato al dicastero. L'assessorato regionale alla Sanità attacca i Cinquestelle che chiedono una commissione d'inchiesta

Netta presa di distanza del direttore regionale della sanità Renato Botti dalle voci che con insistenza giungono in questi giorni dal ministero della Salute in merito a un auditing interno che, in qualche modo, potrebbe chiamarlo in causa anche solo per chiarimenti. E, intanto, sul caso interviene il Movimento 5 stelle con la richiesta di una comunicazione in Consiglio regionale all’assessore Antonio Saitta – il quale al momento non è intervenuto sulla questione – e l'istituzione di una commissione d’inchiesta “per la verifica della gestione del sistema sanitario regionale”.

In una nota dell’ufficio stampa dell’assessorato regionale alla Sanità, si precisa che il direttore Botti “non ha ricevuto alcuna richiesta di essere ascoltato e precisa che non esiste alcuna irregolarità in quanto l’incarico a primarie società di consulenza - a supporto delle attività di spending review della spesa sanitaria - non è mai nemmeno stato attribuito né assegnato, ma semplicemente sottoposto a preventiva autorizzazione della Corte dei Conti”. Nulla di diverso da quanto scritto dallo Spiffero che non ha dato per certo, ma ipotizzato come probabile il fatto che lo stesso Botti possa essere richiesto di chiarimenti di prassi accada in virtù della necessità di spiegare le questioni sollevate dal ministro e del ruolo apicale ricoperto fino allo scorso anno dall’attuale direttore regionale.

Del resto è lo stesso Botti, tramite l’ufficio stampa di corso Regina a confermare l’audit disposto dal ministro. Nella nota si legge infatti che “l'assessorato inoltre invita a non strumentalizzare politicamente a livello regionale l’audit ministeriale, dal quale il direttore Botti non solo non ha nulla da temere, ma che sarà utile a dimostrare definitivamente l’insussistenza della vicenda”.

Vicenda che viene, invece, definita “grave” dai grillini i quali sostengono come «Chiamparino e Saitta non possono far finta di nulla. A maggior ragione se il “vizietto” di ricorrere ad affidamenti diretti si è propagato a macchia d’olio anche nelle aziende sanitarie della nostra regione» si legge in un comunicato del gruppo M5s a Palazzo Lascaris. «Pensiamo, ad esempio, a quanto accaduto solo nell’Asl To3 nel giro di un anno: centro prelievi e guardia medica di Rivoli spostati in una struttura privata della famiglia Vietti, acquisto di servizi per le analisi del sangue nei centri di Rivoli e Pinerolo e la proroga delle forniture informatiche ad un’azienda del settore. Tre provvedimenti – sostengono i Cinquestelle – diversi fra loro, ma con un unico comune denominatore: il mancato ricorso a gare d’appalto. Oltre 3 milioni di euro gestiti, a nostro avviso, in modo non corretto. Aspetti opachi che, per i primi due casi, ci hanno indotti a trasmettere gli atti all’Autorità anticorruzione».

print_icon

4 Commenti

  1. avatar-4
    16:39 Giovedì 15 Giugno 2017 rubatà pentaleghismo ...

    d'accatto.

  2. avatar-4
    00:03 Giovedì 15 Giugno 2017 Pacioc Quindi....

    Botti è lieto, devo dedurre, di essere sentito in audit per dimostrare l'insufficienza della vicenda. Ah, meno male! Come cittadino e contribuente mi sento sollevato.

  3. avatar-4
    19:02 Mercoledì 14 Giugno 2017 mork Torino misteriosa

    guarda caso però m5s per i 1527 feriti di piazza S.carlo non ha presentato alcuna denuncia. Ah già la colpa è del barista! Odo uno stridore di unghie sui vetri.

  4. avatar-4
    18:26 Mercoledì 14 Giugno 2017 tandem Suscettibili....

    Molto suscettibili in corso Regina, peccato che la notizia oltre che sullo Spiffero era anche sulle pagine nazionali de La Stampa..... Sbagliano sempre gli altri, vero Saitta?

Inserisci un commento