Renzi e Pisapia sono compatibili?

Dunque, il 1° luglio dovrebbe nascere ufficialmente “Insieme”, ovvero la nuova formazione politica di centrosinistra e con forte richiamo all’Ulivo guidata da Giuliano Pisapia. Un laboratorio politico che sta già suscitando grande interesse e forte curiosità. In particolare nel campo del centrosinistra e nella cultura progressista del nostro paese. È inutile ricordare che il ruolo e la decisione di Romano Prodi, il padre storico e fondatore dell’Ulivo, al riguardo, è decisamente importante e di grande rilevanza. Una decisione che, del resto, pare già essere stata presa visto il gradimento dell’ex Presidente del Consiglio rispetto al progetto di Pisapia e soci.

Ora, però, sono almeno due i nodi da sciogliere in vista di un rilancio del progetto di centrosinistra. Innanzitutto è necessario e non più rinviabile il tema della “coalizione”. È sufficientemente noto a tutti che Pisapia individua nella coalizione di centrosinistra la ragione fondante per il successo di questo campo politico. Non a caso continua a parlare di centrosinistra largo, inclusivo, plurale, di governo e riformista. Radicalmente opposta ed alternativa la proposta del segretario del Pd Renzi che nega alla radice qualsiasi richiamo alla coalizione e punta tutto sulla vittoria del partito e della lista del Pd. Certo, molto dipende dal sistema elettorale con cui si andrà al voto. Ma è indubbio che il tema dell’alleanza è un nodo politico che prima o poi andrà sciolto se si vuol ricostruire un vero centrosinistra. Unito e coeso.

In secondo luogo, ed è un altro tema al centro del confronto, quale sarà la figura capace di “federare” l’intero campo di centro sinistra? Pisapia, come pare di capire dai proponenti del nuovo progetto ulivista? O Matteo Renzi come sostengono tutti i renziani del Pd, cioè la stragrande maggioranza del partito? Certo, anche su questo versante molto dipende dal futuro sistema elettorale. E cioè o proporzionale o maggioritario. Ma anche senza una chiara indicazione elettorale, è indubbio che attorno alla figura del prossimo candidato alla Presidenza del Consiglio - sempreché si vincano le elezioni - ruota il dibattito nell’intero campo del centrosinistra.

Ora, è evidente a tutti che queste sono le due principali questioni politiche sul tappeto. Ma ci sono anche molti altri aspetti, a cominciare dal profilo del “nuovo centrosinistra” di marca ulivista contrapposto ad un Pd sempre più emanazione del suo leader. E poi, tema affatto non secondario, Il cosiddetto “programma” della futura coalizione. Con un impianto progressista e di sinistra o con venature più moderate e centriste? E, in ultimo, disponibili ad accogliere tutti coloro che si collocano, seppur con la propria identità, all’interno di questo campo oppure prevarranno pregiudiziali personali ed esclusioni aprioristiche come pare emerga da parte del leader del Pd nei confronti dei cosiddetti “scissionisti”?

Ecco, sono molti i nodi da sciogliere. E uno tra gli altri, al netto che in politica tutto può sempre cambiare da un momento all’altro. Ma Renzi e Pisapia sono politicamente compatibili e complementari? Attorno a questa semplice ma impegnativa domanda ruota il dibattito politico, culturale e programmatico nel centrosinistra nei prossimi mesi.

*On. Giorgio Merlo, Direzione nazionale Pd

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