SANITA'

Antidoping, lavoratori a rischio

Il passaggio del Consorzio di Orbassano da privato a pubblico presenta delle insidie per i 28 dipendenti. Venuta meno la mission della struttura. Per tenerla in vita servirà innanzitutto ridurre i costi

Resta avvolto nel mistero il destino del Consorzio Antidoping di Orbassano, nato nel periodo olimpico e tutt’ora considerato un’eccellenza nel campo della tossicologia e della genetica forense, che dal maggio scorso ha imboccato la strada della trasformazione da ente privato a realtà pubblica. Un cambiamento eccezionale del suo status giuridico, reso necessario dopo l’uscita dalla compagine societaria dell’Istituto di medicina dello sport, l’unico soggetto privato ad avere delle quote, giacché gli altri soci sono la Regione Piemonte, l’Istituto Zooprofilattico, l’Aso del San Luigi e l’Università. Ora si tratta di far entrare il Consorzio nel sistema sanitario, con tutti i rischi del caso per i 28 dipendenti di una struttura con costi (anche di personale) molto alti.

A “favore” dei lavoratori del “Bertinaria”, il Centro antidoping, si è valutata la possibilità di una loro riassunzione tramite concorso pubblico, a riprova che il futuro accorpamento dell’ente con l’ospedale San Luigi non prevede anche il trasferimento automatico dei suoi dipendenti in seno all’organico dell’azienda ospedaliera. A febbraio, in un clima di incertezza assoluta, i dipendenti si sono rivolti al sindacato e il 18 aprile Cgil e Uil hanno chiesto un incontro urgente con i vertici politici ed amministrativi della sanità regionale, nonché con la direzione stessa del Consorzio, ma a oggi non è arrivata alcuna risposta da parte dei soggetti interpellati.

Nel frattempo la situazione si è ingarbugliata sempre più. Recentemente il commissario del San Luigi Franco Ripa ha ricoperto pure il ruolo di presidente del Bertinaria, ma dopo essere stata rilevata la sua incompatibilità ha dovuto rassegnare le dimissioni. In seguito l’incarico è stato affidato a Vittorio Demicheli, autorevole dirigente regionale oramai prossimo al pensionamento, il quale dovrà guidare il centro nella sua trasformazione pubblica.

Nella giostra che ha iniziato a girare intorno all’ente, sale la preoccupazione dei lavoratori. Il loro destino è avvolto da una spessa coltre di incertezza e mistero, mentre le Istituzioni si sono completamente dimenticate dei dipendenti inquadrati organicamente nel Consorzio. Le interrogazioni presentate successivamente dai consiglieri regionali Stefania Batzella (5 stelle) e Andrea Appiano (PD), evidenziano come oramai il centro di riferimento per le analisi tossicologiche non sia il Consorzio Antidoping stesso, bensì l’ospedale Mauriziano insieme alla Città della Salute: ad Orbassano continuano a giungere campioni da esaminare in una situazione di residualità funzionale.

Le ultime notizie riferiscono di un tavolo di lavoro costituito presso la Regione per valutare le strade percorribili al fine di fornire una soluzione che riguardi, al contempo Consorzio e lavoratori, ma non è chiaro se potranno parteciparvi rappresentanze di questi ultimi. In sintesi il futuro del Consorzio è avvolto nella nebbia, come testimonia qualsiasi evidenza di un piano aziendale triennale.

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