POLTRONE & SOFA'

Gastaldo prepara le valigie, nuovo segretario in Compagnia

Dopo tre lustri il grand commis della fondazione San Paolo ha deciso di passare la mano. Molte ipotesi per la successione: dal salziano De Andreis a Bertolino, alla chiampariniana Ferrari. Ma Profumo punta sul "giovane" Firpo, sherpa del Mise

Poltrona a dir poco ambita e non meno strategica quella che forse già dall’autunno Piero Gastaldo, segretario generale della Compagnia di San Paolo, lascerà libera. Il sessantatrenne grand commis della principale fondazione italiana e tra le prime per importanza in Europa ha già annunciato il suo proposito di passare la mano, dopo tre lustri passati nelle posizione chiave della Compagnia (inoltre lo stipendio, attorno ai 250mila euro, non è malaccio). Perché, per ricorrere a una frase spesso ripetuta nelle austere sale di corso Vittorio Emanuele, specie nei momenti cruciali dei cambi al vertice, “i presidenti passano, il segretario resta”. E così è stato negli ultimi quindici anni, compreso l’ultimo passaggio da Luca Remmert a Francesco Profumo in occasione del quale alcuni rumors avevano avanzato l’ipotesi di un abbandono da parte di Gastaldo, uomo di “sistema” con propaggini fino al Quirinale quando l’inquilino era Giorgio Napolitano.

Un fondo di verità c’era, ma la necessità di esercitare quel ruolo di garante delle continuità e l’opportunità di non abbinare due cambiamenti così di peso avevano soltanto rinviato una decisione che probabilmente il “mandarino” della Compagnia già andava meditando. Perché c’è pure chi spiega come un feeling profondo tra l’ex ministro e il segretario generale che vanta un curriculum di peso – dagli esordi alla Fondazione Agnelli dove ricoprì ruoli di rilievo, fino alla presenza del suo nome in prestigiosi consessi e associazioni di studi e ricerche internazionali, nonché quella di assessore della giunta torinese di Valentino Castellani – non sia mai scattato del tutto.

Non è certo il rapporto non idilliaco con Profumo alla base della decisione di Gastaldo che, ovviamente, ha già scatenato una ridda di ipotesi e più o meno azzardate previsioni sul nome del possibile successore. Così come circola con insistenza la tesi secondo la quale Profumo gradirebbe individuare in tempi brevi il futuro segretario generale, in modo da rendere meno traumatico il passaggio delle consegne anticipandolo da una sorta di periodo di affiancamento.

Totonomi inevitabile, dunque, anche e soprattutto se in gioco c’è la poltrona operativa – equiparabile a quella di un ad di una grande azienda – della fondazione principale azionista di Intesa Sanpaolo. Spunta, per esempio, quello di Massimo De Andreis, in passato tra i più stretti collaboratori di Enrico Salza e prima ancora direttore di Uniocamere Piemonte, attuale direttore di Srm, il centro studi collegato con Intesa, da poco eletto presidente dell’associazione Italiana degli economisti d’impresa. Dal sistema camerale arriva anche un altro papabile: Paolo Bertolino, segretario generale di Unioncamere dal 2009. Torinese, classe ’72, avvocato, Bertolino è stato funzionario presso l'International Training Centre dell'International Labour  Organization di Torino, e ha lavorato con il Servizio Giuridico della Commissione Europea a Bruxelles.

Già in Compagnia con il ruolo di chief financial officer è Carla Ferrari, coniugata con il manager bancario Giorgio Spriano e solida amicizia con Sergio Chiamparino, esperienza nelle istituzioni europee e una lunga carriera in ruoli di alta dirigenza nel gruppo Sanpaolo, è per ora, l’unico nome femminile che circola come possibile successore di Gastaldo.

Una schiera destinata ovviamente a infoltirsi, ma che si sfronderà con l’approssimarsi della scelta cui il presidente pare non poco interessato. Di certo c’è solo che non potrà contare – seppure lo volesse – sull’ex presidente di FinPiemomonte (nell’epoca della giunta di Mercedes Bresso) Mario Calderini, per lungo tempo sorta di Sancho Panza dell’ex rettore del Politecnico che gli affidò importanti dossier al ministero di viale Trastevere. Sondato da alcuni consiglieri della Compagnia che lo avrebbero visto volentieri alla guida della macchina operativa, Calderini pare abbia ringraziato molto per la stima ma altrettanto nettamente escluso l’eventualità che gli impedirebbe di continuare a dedicarsi alla docenza al Politecnico di Milano, cosa cui non intende affatto rinunciare.

In verità, l’attenzione di Profumo e di gran parte del board pare concentrata su Stefano Firpo, torinese, attuale direttore generale per la Politica industriale, la Competitività e le Pmi al ministero dello Sviluppo Economico. Cresciuto in banca nella nidiata di Corrado Passera, quando questi passò al governo “tecnico” di Monti lo volle con sé al dicastero nel quale seguì in particolare il “decreto sviluppo”. Dal 2014 al 2015 capo della segreteria tecnica dell’allora ministro Federica Guidi,  è stato coordinatore della task force “Finanza per la Crescita”costituita da Mise, Mef e Banca d’Italia sui temi del credito bancario alle imprese e degli strumenti a sostegno della capitalizzazione d’impresa. Figura di spicco nel piano Industria 4.0 del ministro Carlo Calenda, Firpo quando lasciò la segreteria tecnica per approdare alla direzione generale lo comunicò con un tweet, annunciando per sé “una nuova sfida”. Certamente non l’ultima.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    09:13 Venerdì 23 Giugno 2017 dedocapellano meglio un milanese per fare gli interessi dei torinesi?

    La Compagnia di Sanpaolo è di gran lunga l'azionista più rilevante della Banca Intesa Sanpaolo ma ha sempre contato molto meno della Fondazione CARIPLO che ha un terzo delle azioni della banca. Le conclusioni ognuno le può trarre da se. A Torino abbiamo bisogno non tanto di "brave persone" ma di gente che è in grado di fare gli interessi dei torinesi....... forse sarebbe meglio ingaggiare un milanese!

  2. avatar-4
    07:44 Venerdì 23 Giugno 2017 tandem Gastaldo?

    Non è certo dei peggiori del "sistema torino", ma di certo un ubbidiente esecutore di ordini senza particolari sprazzi di genialità. Un "travet" del sistema torino.....

  3. avatar-4
    19:03 Giovedì 22 Giugno 2017 la voce del suddito Un gentiluomo del vecchio Piemonte

    Ho avuto la fortuna di lavorare con Piero Gastaldo. Ho sempre ammirato la sua brillante intelligenza, la sua vasta cultura, ma soprattutto la sua profonda onestà, personale e professionale: una gran brava persona.

  4. avatar-4
    14:07 Giovedì 22 Giugno 2017 tandem Vive e prospera

    Grazie anche ad Appendino il nefasto "sistema Torino" continua a vivere e prosperare felicemente. I cosiddetti rivoluzionari quando si seggono sulle poltrone tendono a trasformarsi in super conservatori.....

  5. avatar-4
    09:06 Giovedì 22 Giugno 2017 Pacioc Nessuna nuova....

    è sempre tutto nelle solite mani, quelle del gotha (?) che è tra le principali cause del declino torinese.

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