ECONOMIA DOMESTICA

Mirafiori, in 800 ancora fuori “Serve un nuovo modello”

Entro il prossimo settembre si concludono i contratti di solidarietà e resta incerto il destino dei lavoratori in esubero alle Carrozzerie. Marchionne promette la piena occupazione nel 2018 e il leader della Uilm torinese Basso sollecita Fca a investire

Mirafiori ha riacceso i motori ma occorre un’accelerata per assicurare la piena occupazione promessa nei giorni scorsi da Sergio Marchionne. Si avvicina il termine degli ammortizzatori sociali per gli 800 lavoratori delle Carrozzerie dello storico stabilimento Fiat che, nonostante l’avvio produttivo del Maserati Levante, non sono ancora rientrati in fabbrica. Ad accendere i fari sulla imminente conclusione dei contratti di solidarietà, il cui utilizzo dovrà concludersi entro il prossimo settembre, è la Uilm di Torino.

“Prendiamo per buone le parole dell’amministratore delegato di Fca sul ritorno alla piena occupazione – afferma Dario Basso, segretario generale del sindacato metalmeccanico della Uil –. Finora alle dichiarazioni sono seguiti gli investimenti, è un percorso virtuoso che non deve interrompersi per non arrivare con l’acqua alla gola alla fine degli ammortizzatori sociali. Rimangono 800 lavoratori in esubero per i quali servono soluzioni immediate”. Per raggiungere l’obiettivo della piena occupazione nel 2018 allo stabilimento serve un nuovo modello.

L’ipotesi di assegnare alle Carrozzerie di Mirafiori un Suv crossover di medie dimensioni e di segmento premium potrebbe garantire una produzione di circa 40mila vetture all’anno, dato in linea con i volumi raggiunti dai modelli attualmente in produzione. Sono infatti circa 70 le vetture prodotte ogni giorno sulla linea del Levante, 140 tra Ghibli e Quattroporte all’Agap di Grugliasco. Alle Carrozzerie di Mirafiori, che producono il Maserati Levante e l’Alfa Mito, sono 1.800 i lavoratori che ruotano con i contratti di solidarietà su un totale di circa 3.800 dipendenti (3.450 operai e 350 impiegati). 800 lavoratori restano in esubero. Agli addetti dello stabilimento torinese si aggiungono i 2.500 della Maserati di Grugliasco, stabilimento che produce Ghibli e Quattroporte.

“L’assegnazione di un nuovo modello alle Carrozzerie – osserva il segretario Basso –  è uno scenario nel quale è ipotizzabile non solo un ritorno alla piena occupazione, ma anche l’avvio di nuove assunzioni, con un doppio effetto positivo: per i lavoratori e per la città, che tornerebbe a guardare la fabbrica come un luogo di opportunità”.

print_icon

4 Commenti

  1. avatar-4
    11:57 Mercoledì 28 Giugno 2017 Damos Sognare è sempre bello

    Possibile che una città intera, istituzioni comprese, vada ancora dietro alle promesse da marinaio di Marchionne ? E' ormai chiaro da anni che Torino è destinata a chiudere come produzione di auto e purtroppo (e dico purtroppo) dobbiamo farcene tutti una ragione e inventare nuovi modelli di sviluppo, anche se non è assolutamente facile . Mamma FiAT è deceduta, possiamo piangere a lungo, ma è così evidente che non dobbiamo più farci illusioni nè farci illudere .

  2. avatar-4
    17:40 Martedì 27 Giugno 2017 Pacioc forse è il momento....

    che la UILM accenda molti ceri in diverse chiese e chieda il miracolo. Ma come si fa...........ah, il Chiampa e la sindaca, dove sono?

  3. avatar-4
    15:24 Martedì 27 Giugno 2017 Paladino Ma qualcuno ci crede ancora?

    Solo gli incapaci politici torinesi possono ancora credere alle balle di Marchionne.....

  4. avatar-4
    12:24 Martedì 27 Giugno 2017 tandem Non raccontiamo storie....

    Se a Torino si continua ad assegnare la produzione di modelli di lusso come la Maserati Levante (70/80 mila euro), la piena occupazione non ci sarà mai. Se poi si vuol credere alle sparate di Sergio Marchionne, liberi di farlo.....

Inserisci un commento