MISTERI D'ITALIA

Itavia, da Ustica a Torino

C'è il torinese Ambrosini fra i nuovi commissari nominati dal Governo. A distanza di 37 anni dal disastro si deve recuperare dal Ministero della difesa un maxi credito da quasi 300 milioni

La storia del disastro del DC-9 della Itavia esploso nei cieli di Ustica il 27 giugno del 1980 è nota a tutti: su quella tragedia nella quale sono morte 81 persone sono state fatte innumerevoli indagini, scritti libri, girati film. Meno noto è l’epilogo di quella compagnia aerea che, senza aver avuto fino ad allora particolari problemi, finì in fallimento nel 1981 proprio a causa di quell’incidente. I commissari nominati alla fine degli anni '90 sono stati revocati, qualche tempo fa, in concomitanza con una delicata indagine penale. E si è quindi dovuto procedere alla nomina dei sostituti, a cui affidare uno dei dossier circondati lungamente dal più fitto mistero.

La scelta è caduta anche stavolta sul professore torinese Stefano Ambrosini, commissario di numerose aziende in crisi su designazione del Governo e di molti tribunali italiani. Gli altri due sono un avvocato napoletano, Nicola Marotta, e una commercialista romana, Daniela Saitta, considerati di fiducia, rispettivamente, della Banca d’Italia e del Ministero dello Sviluppo Economico. A loro è affidata, in particolare, la gestione del contenzioso con il Ministero della Difesa, verso il quale la Itavia in amministrazione straordinaria vanta un credito da risarcimento di circa 270 milioni di euro oltre interessi. Questione che proprio qualche giorno fa è stata rimessa alle Sezioni Unite della Cassazione.

La nomina di Ambrosini in questa delicata partita conferma il feeling del professionista torinese con Palazzo Chigi: da Prodi a Gentiloni passando per Berlusconi e Renzi, negli ultimi dieci anni ogni inquilino, a prescindere dal colore politico, si è rivolto all’avvocato specialista in grane aziendali. Del resto, non era mai successo in passato che a una stessa persona venissero affidate tutte le grandi crisi del trasporto di Stato: Alitalia, Tirrenia e ora anche Itavia. Dopo essere fuggito a gambe levate da Veneto Banca dopo soli tre mesi di presidenza, Ambrosini è concentrato in numerosi impegni piemontesi: dal contenzioso con la famiglia Bertone per le responsabilità nel fallimento della storica Carrozzeria, a quello fra Consorzio Asa e Comuni canavesani per il recupero del credito da mancata ricapitalizzazione (dopo la vittoria di Asa nel mega arbitrato), dalle vicende connesse al crack Marenco alle recenti trattative con colossi dell’energia per la vendita di due importanti realtà piemontesi in crisi. Ma Ambrosini, da buon conoscitore del tessuto imprenditoriale piemontese, è stato scelto, negli ultimi anni, come consulente in alcuni rilevanti dossier di ristrutturazioni aziendali e di risistemazione del debito bancario (alcuni dei quali ancora in essere): dall’Invicta (leader degli zainetti per la scuola) alla storica società di costruzioni Zoppoli & Pulcher, dalla Flenco Fluid System di Avigliana a diverse aziende dell’automotive. Per non parlare dell'impresa alessandrina per eccellenza, la Borsalino, e di tante altre realtà in ogni angolo del Piemonte.

print_icon

1 Commenti

  1. avatar-4
    12:16 Lunedì 03 Luglio 2017 dedocapellano Il mistero di Ustica..... e di Ambrosini!!

    Le origini del disastro aere dell'Itavia ad Ustica è un mistero...... parimenti alla scelta da parte dei governi di Ambrosini come commissario. In veneto Banca venne nominato Presidente il 13 giugno 2016 ....... risultati?

Inserisci un commento