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Il Csi perde la testa sui privati

L'assemblea dei soci prende atto del niet dell'Anac e blocca la privatizzazione. Lasciano il presidente Rossotto e il cda. Ma la Regione Piemonte rilancia: "L'unica prospettiva per il consorzio è nel mercato"

La privatizzazione, almeno per il momento, è bloccata. Il presidente del Csi Riccardo Rossotto e tutto il cda hanno rassegnato le dimissioni davanti all’assemblea dei soci. I sindacati esultano, ma per i dipendenti del consorzio informatico c’è ben poco da festeggiare. Se l’apertura al mercato, attraverso il dialogo competitivo, rappresentava, pur con tutti i suoi limiti, una prospettiva di rilancio, il reset di fatto imposto dal niet dell’Autorità Anticorruzione non fa che riportare le lancette del tempo indietro di due anni, quando l’operazione venne imbastita.

“Abbiamo interrotto il dialogo competitivo e siamo soddisfatti di questo risultato - commenta l’assessore comunale all'Innovazione, Paola Pisano - perché consente di ripensare il Csi nell’ottica di un consorzio unico della pubblica amministrazione. È un ottimo inizio. Apprezziamo anche lo spirito di collaborazione tra i soci”.

La Regione Piemonte non ha alcuna intenzione di recedere da una parziale privatizzazione dell'ente, pur prendendo atto dei limiti dello strumento adottato dal consiglio di amministrazione e poi stoppato dall'Anac. Di tutt’altro umore l’assessore regionale alle partecipate Giuseppina De Santis: “Il processo di apertura al mercato continua a rappresentare l’unica strada praticabile per garantire un futuro al Csi. Dopo quarant’anni dalla sua istituzione, il consorzio si muove in un contesto che definire radicalmente diverso è appena eufemistico. Sono necessari investimenti in innovazione, risorse fresche di cui gli enti pubblici non hanno più disponibilità. Riconoscere questa esigenza significa agire politicamente in modo responsabile, proprio a tutela delle tante professionalità esistenti. Ovviamente se ci fosse qualche altra idea praticabile o eventuali proposte di rilancio alternative da parte degli altri soci siamo ben disponibili a valutarle insieme”.

Insomma, si tenteranno altre strade in attesa di capire quale sia, nel merito, la posizione del Comune di Torino. In attesa che i due principali soci trovino l'intesa su una strategia industriale di lungo periodo, si sono accordati per confermare tutti gli affidamenti in essere, garantendo l’ossigeno necessario alla sopravvivenza per i prossimi 18 mesi. Soddisfatto il numero uno della Uiltucs Uil Cosimo Lavolta, il quale ribadisce “contrarietà a ogni tentativo di privatizzazione” e indica come unica strada di rilancio del consorzio “l’incremento degli affidamenti pubblici a partire da quelli della sanità”. Davanti alla sede hanno manifestato circa 400 dipendenti del Csi, che hanno accolto con un applauso le notizie relative all’assemblea.

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13 Commenti

  1. avatar-4
    10:45 Lunedì 10 Luglio 2017 Pacioc Si, però....

    Regioni, Province, Comuni, Scuola Pubblica, Sanità Pubblica, ecc. rappresentano Enti e funzioni pubbliche costituzionalmente previsti. Le softwarehouse no e quindi, se non funzionano possono essere anche chiuse o privatizzare.

  2. avatar-4
    19:49 Sabato 08 Luglio 2017 Galuppi Per GiovanniD

    Con la stessa logica potresti chiudere, ad esempio, ospedali, scuole, pubbliche visto che secondo te il privato è comunque più bravo. Il CSI è uno strumento degli Enti pubblici. Deve funzionare bene come tutta la PA. Altrimenti la logica del "mantenere" i dipendenti del CSI vale anche per i 100.000 dipendenti pubblici che ci sono in Piemonte tra Regione, Comuni, Aziende Sanitarie, Scuole, etc. E più in generale questo ragionamento lo si può applicare per tutta l'Italia e non solo per il Piemonte e per il CSI

  3. avatar-4
    13:38 Sabato 08 Luglio 2017 GiovanniD il Csi andrebbe chiuso

    Per rispondere a Galuppi, ragionando a mente fredda è giusto dire che il Csi non va privatizzato, perchè le privatizzazioni hanno sempre generato dei mostri. Il Csi deve essere chiuso e i servizi della PA devono esser appaltati tutti sul mercato privato. Oppure c'è qualcuno che pensa veramente che tenere il Csi funzionante serva a qualcosa, a parte per mantenere i suoi dipendenti?

  4. avatar-4
    11:27 Sabato 08 Luglio 2017 Galuppi Per dedocappellano

    Quali sono le motivazioni che renderebbero non praticabile una gestione dei servizi della PA da parte di soggetti privati ? Il teorema che il privato è più bravo a prescindere si può applicare in tutti i settori della PA....in teoria...poi nella pratica se guardiamo ai risultati, in Italia, delle privatizzazioni stendiamo un velo pietoso. Il CSI è uno strumento degli Enti e pertanto deve essere usato come altre strutture che operano al servizio della PA.

  5. avatar-4
    18:36 Venerdì 07 Luglio 2017 dedocapellano Perche' i servizi resi dal CSI non sono privatizzabili?

    Chiedo a Bambu' di dirci quali sono le motivazioni che renderebbero non praticabile una gestione del CSI da parte di soggetti privati

  6. avatar-4
    18:19 Venerdì 07 Luglio 2017 GiovanniD Bambù ha ragione

    E' vero, il Csi non può essere gestito da un privato, e come si è visto anche i privati lo sanno benissimo, tanto che quelli che avevano partecipato al dialogo competitivo avevano posto delle condizioni capestro sull'ammontare dei finanziamenti garantiti in modo da scavallare i primi cinque anni e poi licenziare il personale in esubero. Il problema è proprio questo: il Csi non lo vuole nessuno perchè è veramente un carrozzone tenuto in vita a botte di finanziamenti a fondo (quasi) perduto. E' veramente un posto di parcheggio per politici trombati o che mentre svolgono attività istituzionali vogliono avere un posto al caldo in caso di necessità. Quello che fa il Csi lo fanno decine di aziende private, gestite da privati che fanno numeri più alti di quelli del Csi e lavorano meglio, con maggiore specializzazione. L'unica speranza per i dipendenti del Csi è di rimanere pubblici perchè se qualcuno malauguratamente finisse ceduto con un ramo d'azienda rimarrebbe tritato dal meccanismo privato in poco tempo. E loro sanno di non essere competitivi, altrimenti non ci sarebbero stati tutti questi festeggiamenti per la decisione dell'assemblea di ieri. Tutto questo a prescindere da considerazioni di tipo etico sul fatto di mantenere una struttura simile ad appesantire i conti pubblici e pagata con i soldi dei cittadini e dall'altra parte chiudere ospedali e ridurre i servizi alla persona. Certo si tratta di ordini di grandezza diversi, ma tutto fa di questi tempi.

  7. avatar-4
    14:10 Venerdì 07 Luglio 2017 acher gran paracul lup mann

    diperse' non e' sbagliato suddividere una impresa e cedere rami, in funzione di quali business vanno meglio e quali peggio; la questione e' che il csi stavano per farlo a pezzi dall'interno nel seguente modo: i paraculi intoccabili rimanevano nella piattaforma appaltante, tutti quelli capaci di lavorare venivano messi alla porta

  8. avatar-4
    09:45 Venerdì 07 Luglio 2017 Bambù se vi fosse chiaro

    cosa fa il CSI capireste che non può essere gestito da un privato, neanche in parte.

  9. avatar-4
    09:29 Venerdì 07 Luglio 2017 dedocapellano Costi e benefici

    quanto costano alla collettività i servizi erogati dal CSI e quanto ci costerebbero, a pari qualità, se li comperassimo sul mercato?

  10. avatar-4
    19:35 Giovedì 06 Luglio 2017 lavoratoreITC Pulizie estive

    Finalmente gli Enti hanno deciso di prendersi le loro responsabilità sul csi e io sono molto grato per questo. Ma interrogatevi, perché il csi va così male? Per i dipendenti che lavorano o per i capi? Facciamo una prova, caro Presidente Chiamparino e cara Sindaca Appendino. Fate fuori i dirigenti, almeno le prime linee, e vedrete come migliorerà la resa del csi. Sapete come stanno spendendo i soldi degli affidamenti che ci fate? Tappezzando il csi di manifesti che ci spiegano come dobbiamo comportarci riuscendo solo a fare innervosire tutti (e a scatenare l'ilarità degli ospiti). Che senso ha un manifesto appeso nel corridoio che ci dice che non dobbiamo alzare la voce in riunione o che dobbiamo usare poco il cellulare? Siamo all'asilo? Il capo del Personale ci considera dei maleducati... Bè comunque fino a fine 2018 qua non si muoverà foglia. Buona Estate a tutti.

  11. avatar-4
    19:07 Giovedì 06 Luglio 2017 Reginald Vittoria!!! (ma non fatevi sentire)

    È la fine di un incubo, giustizia è stata fatta! Il dialogo competitivo era un'azione delittuosa, sia per il Csi che per le aziende che vi partecipavano. Ora bisogna che la Regione e il Comune mettano mano al portafoglio e tornino a finanziarci in modo che possiamo ricominciare a progettare e a erogare i servizi alla PA avendo il nostro ruolo pienamente riconosciuto. Viva il Csi. Hasta la victoria sempre.

  12. avatar-4
    18:55 Giovedì 06 Luglio 2017 PassatorCortese 18 mesi? Wow

    Esattamente come dire che se ne dovrà occupare la prossima giunta regionale. Oppure come ammettere il fallimento di De Santis in questa giunta regionale. Insomma, dipende dai punti di vista

  13. avatar-4
    18:37 Giovedì 06 Luglio 2017 tandem L'impressione

    Tutto questo andirivieni dà la netta impressione che si siano simulati vari balletti e alla fine non si voglia risolvere il problema. Ora tutto è come prima: crisi economica ed esubero di personale, poca capacità imprenditoriale ed appetibilità sul mercato. Ma cosa importa, tanto paga Pantalone....

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