FINANZA & POTERI

A Finpiemonte gira la testa,
Gatti lascia e arriva Ambrosini

Il presidente della finanziaria regionale saluta e si trasferisce al Gruppo Gavio. Al suo posto il professore torinese, ras degli incarichi e tra i principali esperti di ristrutturazioni aziendali. Le relazioni con la politica e i poteri forti

Un avvicendamento tenuto riservato finché si è potuto per non destabilizzare ulteriormente una situazione già abbastanza complessa in cui Sergio Chiamparino ha seguito passo passo ogni evoluzione per evitare di inciampare ancora, dopo la marcia indietro sul Csi, in una partita altrettanto delicata. Così la notizia dell’addio a Finpiemonte, la finanziaria della Regione, del presidente Fabrizio Gatti inizia a circolare proprio nei giorni in cui il governatore “chiude” con il suo successore, il giurista Stefano Ambrosini. Una designazione, quella del professore torinese, interpretata come in perfetta continuità con la precedente gestione, giudicata molto positiva da piazza Castello. E se Gatti, dopo anni nel settore pubblico, si appresta a intraprendere una nuova avventura nel privato, all’interno del gruppo Gavio ad Ambrosini toccherà la gestione della delicatissima transizione di Finpiemonte, che si appresta a diventare una vera e propria banca del territorio a sostegno delle piccole e medie imprese, e la fusione con Finpiemonte Partecipazioni. Nella quarantina di aspiranti alla poltrona, anche professionisti e politici come l’avvocato Fabrizio Benintendi, già patron dei World Master Games del 2013, e Mimmo Mangone, ex assessore al Comune di Torino sia con Chiamparino sia con Piero Fassino, oggi tesoriere del Pd e soprattutto tra le figure più vicine al segretario e capogruppo regionale Davide Gariglio.

Ambrosini si conferma uomo capace di intercettare incarichi prestigiosi, sfruttando una fittissima rete di relazioni bipartisan, anzi tripartisan se si tiene conto della considerazione di cui gode anche a Palazzo Civico, dov’è stato anche recentemente consultato su vari dossier da Chiara Appendino e Paolo Giordana. Una figura tecnica che come pochi sa dialogare con la politica, come dimostrano gli incarichi che fioccano copiosi da Roma: nel 2008 l’allora ministro Bersani lo nomina commissario straordinario della Bertone dov’è protagonista di una delle liquidazioni di maggiore successo con il pagamento dei creditori in misura superiore al 90 per cento e il trasferimento dell’azienda al Gruppo Fiat con contestuale riassorbimento di tutti i 1.200 dipendenti. Cambia il governo, torna Silvio Berlusconi ma per Ambrosini gli affari proseguono a gonfie vele: nel 2011 Palazzo Chigi lo promuove commissario straordinario di Alitalia dopo le dimissioni di Augusto Fantozzi. Torna in auge il Pd e nel 2015 il Mise lo ingaggia per gestire l’amministrazione straordinaria di Infocontact Spa e l’anno successivo approda a Tirrenia. Nel mezzo è stato commissario giudiziale del Porto d’Imperia, la Fashion Network dek Gruppo Burani e le società del Gruppo Marenco Exergia, la Fondazione Maugeri e la piemontese Borsalino. Con Chiamparino i rapporti sono da sempre cordiali, anche perché dal 2008 al 2016 Ambrosini è stato consigliere della Compagnia di San Paolo, incrociando il governatore nel suo esilio tra il decennio olimpico a Palazzo Civico e il gran ritorno sulla scena a piazza Castello. Appena diventato governatore, Chiamparino gli affida la patata bollente delle Terme di Acqui e poi Eurofidi. Nello stesso periodo si fa carico anche della liquidazione e messa sul mercato del consorzio canavesano dei servizi Asa.

L’attività dello studio s’intreccia con quella all’Università del Piemonte Orientale dove ha una cattedra di diritto bancario e alla Luiss Guido Carlo, dove insegna diritto della crisi d’impresa.

Un predestinato Ambrosini. La sua bisnonna materna si chiamava infatti Camilla Giolitti ed era la pronipote di Giovanni Giolitti, il cui primo mandato da capo del governo, nel 1893, fu bruscamente interrotto dalle accuse che lo colpirono durante lo scandalo della Banca Romana. E le banche restano croce e delizia della famiglia anche a distanza di oltre un secolo. Ambrosini, infatti, non è stato solo nella fondazione sanpaolina, dal 2014 è componente di CA Fiduciaria, società del gruppo Cariparma Crédit Agricole. A giugno dello scorso anno ottiene l’incarico di guidare Veneto Banca in una difficile transizione e qualche settimana dopo ottiene il timone anche della Bim, la boutique finanziaria delle grandi famiglie del capitalismo piemontese, detta anche la Mediobanchina, che tuttavia oggi non naviga in ottime acque. Nelle prossime settimane Ambrosini sarà al vertice di una finanziaria che si sta trasformando in banca, la Finpiemonte.

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    19:02 Lunedì 10 Luglio 2017 dedocapellano Ambrosini Arraffatore di prebende........

    Il "sistema Torino" continua ad alimentare se stesso. Ambrosini si conferma uomo capace di intercettare incarichi prestigiosi, sfruttando una fittissima rete di relazioni tripartisan, incassando ed accumulando sempre di più con risultati per la collettività non così eclatanti...... povera Torino!!!

  2. avatar-4
    18:12 Lunedì 10 Luglio 2017 SCOFFONE come mai?

    Non si parla del Prof: AMBROSINI come Presidente di Terme di Acqui e di Eurofidi...come mai? LEGGA MEGLIO SE NE PARLA!!!

Inserisci un commento