SANITA'

Ricette à gogò e medicine più care

Torna a salire la spesa farmaceutica. In Piemonte aumenta il numero di prescrizioni (+0,9% con un valore medio di 16,7 euro) e crescono i costi del 3,5% (63 milioni 452.958). Quasi tutte le Asl segnano incrementi, in controtendenza Cuneo 2 e Asti

Più ricette e più prescrizioni di farmaci dal prezzo medio più alto, risultato: nei primi tre mesi dell’anno la spesa per i medicinali a carico del servizio sanitario nazionale è aumentata rispetto allo stesso periodo del 2016 mediamente del 2,6%. Ad attestarlo è il report di Federfarma che evidenzia come l'incremento della spesa è legato a un aumento del valore medio netto delle ricette (+2%) e, sia pure in misura minore, all'incremento del numero delle ricette stesse (+0,6%%) rispetto ai primi tre mesi del 2016. A far lievitare il valore medio delle ricette è stata la crescita del prezzo medio dei medicinali prescritti in regime di Ssn passato da 9,39 euro del primo trimestre 2016 a 9,52 euro dello stesso periodo di quest’anno. Appare evidente, quindi, che sono quindi stati prescritti più farmaci di prezzo mediamente più alto. Scorrendo le cifre che delineano il quadro nazionale emerge che le confezioni di medicinali erogate a carico del Ssn sono state oltre 288 milioni ( pari allo 0,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e ogni cittadino ha ritirato in farmacia in media 4,8 confezioni di medicinali a carico del servizio sanitario nazionale.

L’aumento di spesa riguarda pressoché tutte le regioni con l'eccezione di Sicilia e Sardegna, mentre l’andamento del numero delle ricette è più diversificato. In Piemonte il raffronto del mese di marzo di quest’anno con quello del 2016 evidenza un aumento del numero di ricette pari allo 0,9% con un valore medio di 16,7 euro e una crescita della spesa lorda (pari a 63 milioni 452.958) del 2,1% e netta del 3,5%. Secondo lo studio effettuato da Federfarma Piemonte, sempre relativo al mese di marzo, torna ad aumentare il numero delle ricette: ne sono state presentate in farmacia 3.796.833, quasi 33mila in più rispetto allo stesso mese del 2016 e il loro valore medio, leggermente più alto sembra ormai aver raggiunto un sostanziale equilibrio tra i vari fattori che concorrono alla sua composizione, ovvero le scadenze dei brevetti, la rinegoziazione dei prezzi, così come i trasferimenti dalla convenzionata alla distribuzione per conto e viceversa.

Dal report emerge, inoltre come la spesa netta effettivamente a carico della Regione (pari a 53 milioni 602.608) che risulta dall’applicazione delle quote di partecipazione a carico del cittadino e delle varie percentuali di sconto a carico delle farmacie, ha un andamento sovrapponibile a quello della spesa lorda ma meno favorevole per la Regione stessa nel confronto con lo scorso anno. Questo è dovuto all’estensione dell’esenzione dal ticket dei medicinali a brevetto scaduto non inclusi nelle liste di trasparenza. Un aumento che se, tornando al quadro nazionale, è particolarmente evidente in alcune regioni, tra cui spiccano le Marche (+9,6%), in Piemonte è abbastanza contenuto e si attesta su una posizione molto sovrapponibile alla media nazionale.

Scendendo nel dettaglio del territorio regionale, fatta eccezione per l’Asl Cuneo2 e Asti che segnano un calo rispettivamente dello 0,5 e 0,95%, tutte le altre aziende sanitarie locali segnano aumenti di spesa netta nel mese preso in esame rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: si va dallo 0,7% della Asl Novara al 5,7 della Torino3 al 5,8% della Torino1.

In controtendenza, a livello nazionale, è invece la compartecipazione dei cittadini, che  dopo mesi di crescita segna un calo: la quota pagata tramite ticket stabilito a livello regionale è scesa dal 14,3% al 14%, anche se questa è sempre una media visto che a seconda dell’incisività più o meno marcata dei ticket definita dalle Regioni la quota spazia dall’11% fino a oltre il 20%. Nei primi tre mesi dell’anno gli italiani hanno complessivamente pagato 385 milioni di euro per i ticket, due terzi dei quali dovuto – secondo i dati dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco – alla differenza di prezzo rispetto al farmaco equivalente meno costoso. Un contesto nel quale, come afferma Federfarma in una nota “le farmacie continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa, oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci Ssn, con lo sconto per fasce di prezzo, che ha prodotto nei primi tre mesi del 2017 un risparmio di circa 110 milioni di euro, ai quali vanno sommati quasi 18 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal primo marzo 2007, volto a compensare la mancata riduzione del 5% del prezzo di una serie di medicinali”.

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    20:51 Giovedì 13 Luglio 2017 tandem Risposta per pacioc

    Raccontando un montagna di frottole, come al solito, supportati dall' immaginifico Saitta a la sua badante Carlina.

  2. avatar-4
    13:41 Giovedì 13 Luglio 2017 Pacioc I direttori...

    della TO1 e della TO3, come giustificheranno un dato così negativo?

Inserisci un commento