Gli evasori totali esistono?

Periodicamente sui giornali compaiono notizie sulla scoperta di evasori totali, che la Guardia di Finanza avrebbe scoperto con l’indicazione di cifre evase impressionanti. Per prima cosa bisogna specificare che le cifre annunciate sono presunte e rappresentano il massimo possibile imputabile, ma fra il presunto e l’accertato la differenza spesso è notevole. Cifre impressionanti, ma spesso solo teoriche, perché oltre a passare fra le sequela di ricorsi e controricorsi per arrivare ad una cifra accertata, bisogna vedere poi quanto effettivamente si incassa. Richiedere un milione di euro a un nullatenente non è che sortisca un qualche effetto pratico. Detto ciò, si può dettagliare oltre sulle cifre sparate sui giornali. Un’evasione di un milione di euro si può riferire al fatturato non dichiarato degli ultimi cinque anni e quindi diventano duecentomila euro per anno che rappresentano già un numero più ridotto rispetto a quello iniziale. Del fatturato evaso, ammettendo che sia tutto reddito, bisogna calcolarne le tasse da pagare che si spera siano inferiori al 100%. Alla fine l’evasione monstre iniziale si riduce a cifre più ragionevoli.

La domanda che ci siamo posti all’inizio: ma è proprio vero che gli evasori cosiddetti totali non pagano nessuna tassa? Purtroppo per tutti noi, il sistema fiscale italiano è talmente esoso che anche un evasore totale paga le tasse. Banalmente l’evasore totale dovrà mangiare e ogni volta che fa la spesa ci lascia un bel po’ di Iva che va comunque allo Stato, come facciamo tutti noi d’altronde. Se compra un’auto in Italia, anche tramite prestanome o altro marchingegno, comunque pagherà Iva, tassa di trascrizione e bollo. Se invece utilizzerà un’auto targata estera, non pagherà i bolli, ma in ogni caso ad ogni rifornimento di carburante ci lascerà oltre il 60% in tasse. Per assurdo un evasore che consumasse tutto il suo reddito evaso in carburante, pagherebbe oltre il 60% in tasse. Questi ragionamenti mettono bene in evidenza come sia esosa la tassazione italiana. Un cittadino che paghi le tasse regolarmente, paga molto più del 43,7% che evidenziano le statistiche per il 2015, perché quel valore è calcolato sul Pil che come abbiamo spiegato in un nostro precedente articolo è comprensivo delle attività in nero e di quelle criminali. La pressione fiscale calcolata sul Pil depurato dalle due attività poc’anzi evidenziate, è stato stimato dal centro studi della Cgia di Mestre in 50,2% per il 2015. Considerando che il dato è una media, ne discende che alcuni pagano ben oltre la metà del proprio reddito, sfiorando percentuali del 70/80%. Una assurdità sotto ogni punto di vista. E parliamo di redditi medi, dato che per il fisco italiano una famiglia  monoreddito medio-basso con casa di proprietà ricade già fra la classe media, facendogli pagare ticket sanitari e retta del nido, giusto per fare due esempi.

Tornando al nostro evasore totale, se decide di aprire un conto corrente, si troverà a pagare l’imposta di bollo del 2 per mille. Insomma, in Italia è impossibile sfuggire al fisco e anche il cosiddetto evasore totale, un minimo di tasse le paga. Visto l’elevata pressione fiscale italiana, si potrebbe dire che l’evasore totale, paghi il giusto livello di tasse. Sembra assurdo, ma il fisco italiano porta a certe conseguenze logiche.

Questi ragionamenti portano anche ad un’altra conclusione. Abbiamo visto che anche l’evasore totale paga le imposte indirette quali Iva e accise varie quando va a fare la spesa, rifornimento di carburante o altri acquisti. Si potrebbe pensare ad una semplificazione del sistema fiscale con uno spostamento della tassazione da quella diretta a quella indiretta che permetterebbe di colpire più o meno tutti. Ipotesi teorica per l’Italia, stante lo stato delle finanze e l’aliquota Iva già al 22% e con l’ipotesi di portarla al 25%. Bisognerebbe procedere ad una decisa sforbiciata della spesa pubblica per poi procedere ad una seria riforma fiscale.

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