TONI FELPATI

Salvini “prenota” la Regione

Mentre in una direzione "lugubre" il Pd si lecca le ferite, il leader del Carroccio celebra la conquista di Alessandria e lancia la sfida: "Torneremo a governare il Piemonte". Messaggio alla coalizione: "Centrodestra vincente a trazione leghista"

Ah, maledetto benedetto streaming. Se ieri sera fossero finite in rete le immagini delle Direzione Regionale del Pd, allegre come un pomeriggio del 2 novembre, a quelli della Lega sarebbe bastato proiettarle come sfondo, sul palco dal quale Matteo Salvini celebrava la vittoria di Alessandria e annunciava quella della Regione da qui a due anni. “Torneremo a governare il Piemonte” ha gridato davanti a una folla che in quanto a numeri se la giocava con sciami di zanzare capaci di sguazzare nell’Autan come il segretario del Carroccio e lo stato maggiore leghista mandrogno negli applausi dei militanti. Ovazioni che si perdono nei campi del paese dove nacque Luigi Longo, segretario del Pci fino all’anno prima che nascesse Matteo, quello delle felpe.

Caldo boia, direbbe Bersani. Pesa già la maglietta leggera, ma con su scritto Fubine. E quegli sciami ronzanti, “non so se sono più fastidiose le zanzare o i comunisti – dice rispolverando un must del vocabolario del primo Berlusconi – ma le zanzare le puoi schiacciare…”. Non sono più i comunisti di una volta e neppure dei tempi più recenti, ma la Lega li ha schiacciati “quelli di sinistra” qui, nel Piemonte Orientale – definizione che piace ai leghisti fors’anche perché richiama quel Nord Est dove regna Luca Zaia – che già aveva visto la conquista di Novara, lo scorso anno. Non a caso, il giorno dopo la sconfitta delle piddina Rita Rossa, il suo successore Gianfranco Cuttica di Revigliasco si era presentato alla stampa tenuto a battesimo dal segretario regionale Riccardo Molinari e da Alessandro Canelli sindaco della città di San Gaudenzio (e di Oscar Luigi Scalfaro). Dove, l’anno passato, non miracolo ma uno schiaffo, come quello leggendario dell’ex Presidente della Repubblica a una troppo scollata signora, arrivò da destra all’ex enfant prodige renziano Andrea Ballarè.

Triste solitario y final, il rosario recitato dai piddini in via Masserano per un lutto mai elaborato – quello della sconfitta di Piero Fassino un anno fa – e doppiato alle ultime amministrative. Silenzio di tomba quando il segretario regionale Davide Gariglio esorta di dirigenti del partito ad “avere un sogno per il Piemonte”. Il sogno sotto la Mole e il morale sotto i tacchi.

La realtà, laggiù nella piana dove il caldo appiccica, le zanzare pungono, ma il centrodestra “a trazione leghista” – come ripete Molinari indicando questo modello vincente pure per la Regione – vola . “Verso Piazza Castello dove adesso c’è chi pensa e si muove come se il Piemonte finisse a Moncalieri”. Più autonomia sulla strada tracciata da Veneto e Lombardia con i referendum già vinti prima di farli, meno, anzi “niente cure gratis per gli immigrati clandestini” come annunciato da Maroni, Zaia e pure il berlusconiano più leghista a guida della Liguria, Giovanni Toti.

Il tridente del Nord. Manca il quarto rebbio per far fieno in cascina della Lega che non sarà più quella della Padania, ma anche se lunedì Salvini scende in Calabria, è dov’è nato che il Carroccio può ambire ad aumentare ancor più il suo potere negli enti locali e attingere al bacino elettorale per puntare al governo del Paese. “La Lega al governo e Renzi a lavorare” dice Matteo dal palco. E giù applausi.

Sfilano i vincitori di Alessandria, sale accanto al leader il sindaco Cuttica con quel dodici per cento di distacco con cui ha sconfitto la Rossa. Lei è seduta in via Masserano con lo stato maggiore del Pd a discutere del futuro. Quando Macron non era ancora quello che di lì a poco avrebbe scaricato l’Italia sul tema dell’immigrazione qualcuno avrebbe esibito un arrotato en marche. Adesso, in casa dem, sembra suonare la marcia funebre. Salvini raccoglie battimani a iosa con l’effetto collaterale di ridurre la popolazione di insetti in loco. Saluti, selfie, strette di mano. Se ne va accompagnato dal Va pensiero di bossiana memoria. Ma ci starebbe pure la Marcia trionfale.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    21:28 Sabato 15 Luglio 2017 Wlalega2015 Pensa Cota era il meglio

    Quello circonda Salvini adesso è meglio non pronunciarsi

  2. avatar-4
    09:01 Sabato 15 Luglio 2017 tandem E va bene..

    E va bene che torni il centrodestra, ma guidato dalla Lega non è auspicabile, abbiamo già provato Cota e gli incapaci che lo circondavano.....

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