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Gtt, 550 esuberi e vertici al capolinea

Un piano industriale lacrime e sangue per risanare l'azienda pubblica dei trasporti torinesi. Per i 70 milioni di disallineamenti la Regione Piemonte pronta a metterne sul piatto almeno 25, ma ora traballa la poltrona dell'amministratore unico Ceresa

Gtt è in ginocchio” come ha detto qualche giorno fa l’assessora di Torino Maria Lapietra e per non farla schiantare contro un muro è necessario iniziare a gestire la società partecipata con logiche aziendali. Tradotto: 550 esuberi di cui si prevedono addirittura un centinaio di licenziamenti. È ciò che prevedrebbe il piano industriale di corso Turati per evitare continui tagli alle linee e allo stesso tempo smetterla di accumulare debiti. A comunicarlo, durante la cabina di regia sui trasporti organizzata dal Pd in via Masserano è stato direttamente l’assessore regionale Francesco Balocco, il quale ha anche ragguagliato i presenti sulle trattative in corso con Palazzo Civico per riconoscere almeno una parte dei 70 milioni di debiti che l’azienda vanta nei confronti dell’Agenzia per la mobilità piemontese e che sono alla base dei disallineamenti emersi negli ultimi mesi.

La Regione Piemonte ha messo sul piatto una cifra variabile tra i 25 e i 30 milioni, a fronte di un impegno del Comune tra i 5 e gli 8 milioni. Il dossier è ormai nelle mani di chi, nei rispettivi enti detiene la cassa, ovvero gli assessori Aldo Reschigna e Sergio Rolando. Così si riusciranno a coprire circa la metà del buco emerso nel bilancio di Gtt; per gli altri servirà probabilmente un’operazione contabile di riallineamento. Venerdì il Pd ha organizzato un incontro con i dipendenti per fare chiarezza sullo stato dell’arte e allo stesso tempo avanzare alcune proposte. “Una cosa è certa – spiega Nadia Conticelli, presidente della Commissione Trasporti di Palazzo Lascaris – abbiamo un’azienda potenzialmente in attivo che non può rischiare di portare i libri in tribunale per scelte strategiche sbagliate”.

Parole che sembrano mettere nel mirino chi in questi anni è stato alla guida del carrozzone comunale, l’amministratore unico Walter Ceresa, nominato da Piero Fassino, salvo trasformarsi in uno dei principali accusatori della passata amministrazione per i guai finanziari della sua azienda. Se, infatti, sul piano istituzionale Regione e Comune sono decisi a collaborare per salvare la società, partecipata al cento per cento da via Milano, su quello più squisitamente politico il Pd ha imposto l’azzeramento degli attuali vertici. A fronte dell’impegno finanziario  per il risanamento, dunque, la Regione ora vuole da Chiara Appendino l’azzeramento dei vertici aziendali, quindi la sostituzione di Ceresa. Un modo per costringere l’amministrazione pentastellata ad assumersi, d’ora in poi, la responsabilità di quel che accade in corso Turati, evitando lo scaricabarile su chi c’era prima.

Intanto prosegue l’iter dei ricorsi promossi dall’ex assessore Claudio Lubatti nei confronti della società pubblica: domani saranno inviati alle autorità le richieste di parere sulle procedure (senza gara) scelte da Gtt per individuare il partner (il gruppo Arriva) con cui partecipare alla gara per la gestione del nodo ferroviario di Torino.  

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4 Commenti

  1. avatar-4
    10:06 Martedì 18 Luglio 2017 osservatore22 DIRIGENTI

    e mentre scoppia questa crisi il vertice bandisce 16 posti da Dirigente da coprire con esterni.

  2. avatar-4
    01:02 Martedì 18 Luglio 2017 Lunesius Titanic

    E mentre il Titanic affondava c'era chi si comprava la pelliccia con la carta di credito aziendale...

  3. avatar-4
    22:25 Lunedì 17 Luglio 2017 mario60 mosca bianca

    http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2016/10/10/news/gtt_la_mosca_bianca_del_trasporto_locale_con_il_bilancio_in_utile-149525358/ mi verrebbe da ridere, se non fosse tragico...

  4. avatar-4
    22:18 Lunedì 17 Luglio 2017 mario60 Via TUTTO il management!

    politiche del personale INESISTENTI e consulenze STELLARI. Via TUTTO il management!

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