FIANCO DESTR

Berluscones pride in Piemonte,
Cirio si “prende” Forza Italia

L’eurodeputato albese è sempre più l’uomo forte degli azzurri. Una festa con immancabile buffet per radunare la truppa azzurra, galvanizzata dai successi elettorali e dal redivivo Cav. Tutta la nomenclatura del partito schierata in platea

No, la trifola non ci sarà. Perché non è stagione e, soprattutto, perché Alberto Cirio, l’eurodeputato albese che potrebbe girare bendato nelle sale di Arcore senza incocciare uno stipite, il tartufo lo riserva per le sue capatine chez Silvio. “Cena buffet”, recita il programma per la conclusione della serata dell’Orgoglio Azzurro, giovedì dalle 20 in poi all’Acqua Blue Paradise di Orbassano, ma la ricetta è quella giusta, il menù ampiamente prevedibile. Cirio in questo è uno chef alla Escoffier: prendere tutti i notabili berlusconiani, dai parlamentari fino ai consiglieri di circoscrizione, mescolarli bene con temi e dibattiti, farne risaltare qualcuno e cuocere a fuoco lento altri, alla fine un’ultima mescolata, applausi e il piatto è servito. Il sapore, per l’ex assessore regionale poi migrato a Bruxelles, è quello deciso e sapido del potere in Forza Italia piemontese. Lui, come sempre, si schermisce.

Questa sorta di convenscion tra piscine e scivoli acquatici appare l’ennesimo segnale del rafforzamento della leadership dell’eurodeputato nel resuscitato (dalle ultime amministrative) partito azzurro in Piemonte. Il (ri)cambio dei coordinatori regionali non è una delle priorità, almeno per ora, dopo aver animato uno stanco dibattito interno nei mesi scorsi. Questo, tuttavia, non significa che pur senza sminuire né minare il ruolo di Gilberto Pichetto – altro frequentatore con una certa assiduità della magione arcoriana così come del capitolino Palazzo Grazioli – le prossime elezioni politiche e quelle appena più in là per la Regione abbiano sopito le aspirazioni.

Cirio è un passista che non disdegna di stupire al momento della volata. Macina chilometri nel suo collegio del Nord-Ovest, cala ogni volta che può nella Liguria del suo amico Giovanni Toti e ha appena curato la regia e il cerimoniale della visita pastorale di Antonio Tajani in Piemonte. Il presidente del Parlamento Europeo è un altro link che l’onorevole di Alba ha rafforzato moltissimo in questi tre anni. Poi ci sono le visite ad Arcore, annunciate dall’inconfondibile profumo di trifola. Irresistibile come quello del potere. E il potere nella sua declinazione forzista si sarà praticamente tutto nella reunion organizzata (e pagata) da Cirio con il logo del Ppe ben visibile sui manifesti.

I sindaci – Eugenio Gambetta padrone di casa, Ivana Gaveglio prima cittadina di Carmagnola, Lorenzo Colomb di Cesana, Federico Comba di Frossasco, quello di Burolo Franco Cominetto e Rosanna Giachello di Verolengo, Domenico Morabito di Rosta – concluderanno il ciclo di sessioni di lavoro in un dibattito moderato da Carlo Giacometto e Mauro Barisone. Prima di loro saranno di scena i Cinque Stelle, come tema della tavola rotonda sul loro “sistema” di governo di Torino e l’azione di Forza Italia nel ruolo di opposizione. Osvaldo Napoli sarà la guest star del dibattito condotto da Davide Balena e dall’onnipresente (e, si mormora con sprizzi di veleno tra chi domani sorseggerà spritz alla salute di Forza Italia, sempre in caccia di qualche incarico) Roberto Rosso, l’omonimo dell’ex sottosegretario (oggi tra i fittiani), il ragioniere trombato alle comunali e al Corecom. Pare che quest’ultimo si fosse preparato da tempo per intervistare il nipote del più famoso intervistatore. Era stato invitato Andrea Ruggeri che, come noto, oltre a vantare come zio Bruno Vespa, è il potentissimo consigliere di Silvio per la televisione e il casting dei berluscones rampanti, ma ascoltato dal Capo anche su altre questioni, non certo meno rilevanti. Incassato il forfait di Ruggeri, Rosso rimedierà con l’ex onorevole in questo periodo ancor più abbronzatissimo del solito.

Invitata, ovviamente, la coppia senatoriale Lucio MalanMaria Rizzotti e parterre completo del gruppo di Palazzo Lascaris. Dal “dimenticaio” rispuntano l’ex sindaco di Rivarolo (e per un annetto parlamentare europeo) Fabrizio Bertot, l’ex senatore chivassese Andrea Fluttero e  il funambolico ex sindaco di Santena Benny Nicotra. Solo due dei consiglieri figurano tra gli interventi scritti in grassetto: Pichetto cui spetterà l’introduzione della serata e Daniela Ruffino che Cirio ha voluto accanto a sé, un segnale letto (anche) come molto distensivo nei riguardi del mentore politico della vicepresidente del consiglio regionale, l’appena citato Napoli spesso irritato da una reclamata rottamazione tra le fila dei berluscones subalpini e pronto a bacchettare corse in avanti verso candidature. Nella scelta della partner c’è chi ha voluto vedere un sottile messaggio subliminale di Cirio nei confronti della sua competitor per la presidenza della Regione, Claudia Porchietto, in tribuna insieme al resto del colleghi. Insieme alla vicepresidente di Palazzo Lascaris, l’eurodeputato affronterà il tema clou della serata: la presentazione del nuovo portale sui contributi pubblici europei, regionali e statali. Uno strumento per le imprese, un modo per avvicinare quel popolo delle aziende e delle partite iva di cui Forza Italia negli anni ha perso pezzi considerevoli di consenso. Se poi il portale aiuta anche i berluscones piemontesi ad avvicinare quel mondo in parte perduto e, magari, anche a aggiornare e ampliare un indirizzario in vista delle prossime campagne elettorali, tanto meglio.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    15:06 Martedì 18 Luglio 2017 dedocapellano Il problema non è Berlusconi......

    Fino a quando un numero ancora consistente di italiani continua a tenere in "vita politica" un ottuagenario che non riesce a spendere gli anni della vecchiaia in famiglia con i nipoti e pronipoti gli amici ecc, ma per passatempo gioca al "monopoli Italia" non vedremo mai "la luce"!!

  2. avatar-4
    11:00 Martedì 18 Luglio 2017 tandem Questi fantasmi

    L'elenco mi ricorda: "I sunt des revenants" la frase che disse Vittorio Emanuele III leggendo i nomi del governo Bonomi nel '44. Tutti abbiamo poi dubbi sulla reale esistenza di Pichetto, ectoplasma, ologramma, puro spirito? Boh......

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