LAVORO & OCCUPAZIONE

Autostrade, si allenta il Codice

Parametri meno restrittivi, analoghi a quelli europei, per gli appalti in house dei lavori di manutenzione. Audizione al Senato dei sindacati per scongiurare i licenziamenti prospettati dai concessionari

Evitare il rischio, peraltro concreto e annunciato, che le regole fissate dal Codice degli appalti producano pesanti tagli occupazionali nel settore delle manutenzioni autostradali e, pertanto, verificare se non sia opportuno attenersi ai parametri europei meno restrittivi rispetto alla nuova normativa italiana. È la linea intrapresa dal Pd dopo lo scambio di opinioni tra il senatore Stefano Esposito e il segretario regionale di Fillea-Cgil Massimo Cogliandro nel corso del quale il parlamentare torinese aveva indicato alcune possibili soluzioni alla questione che coinvolge solo in Piemonte oltre un migliaio di lavoratori  del gruppo Gavio. Un altro senatore, l’alessandrino Daniele Borioli ha infatti annunciato che “in commissione Lavori pubblici del Senato ascolteremo il prima possibile i sindacati nazionali del settore delle costruzioni sul tema che agita in particolare i dipendenti delle imprese che operano nel campo delle concessioni autostradali”.

Pare essere, come peraltro indicato da Esposito, quella legislativa la strada non solo in grado di scongiurare gli annunciati licenziamenti a fine anno, ma anche per evitare che ulteriori crisi occupazionali possano aprirsi a causa (o con la scusa) della eccessiva restrittività delle regole imposte dal nuovo Codice. “Ho formalizzato la richiesta in commissione e ho trovato pronta accoglienza dalla presidenza” aggiunge Borioli che, ribadisce come “ciò che ci sta a cuore è trovare una soluzione che non scarichi sui livelli occupazionali e sulla qualità dei contratti il necessario e inderogabile passaggio dal pluridecennale e opaco sistema degli affidamenti diretti da parte dei concessionari di ogni tipologia lavori, servizi e forniture, alla messa a gara di almeno una quota maggioritaria degli appalti”.

Tra le questioni da affrontare ci sono, tra l’altro “alcuni paletti sulle clausole sociali, che vanno però meglio precisati e resi vincolanti nelle gare, verificando – spiega il parlamentare dem – se non sia possibile affidare ad Anac la definizione di specifiche linee-guida”. Borioli torna anch’egli su un punto già messo in evidenza sia da Esposito sia dall’assessore regionale al Lavoro, Gianna Pentenero: la pressione, per taluni una sorta di ricatto, da parte dei concessionari: “Bisognerà incalzarli affinché non usino strumentalmente la minaccia occupazionale per rimettere in discussione e rimandare l’attuazione di una normativa da loro considerata ostile”.

Un’iniziativa, quella assunta da Borioli, che viene accolta “molto positivamente” dal sindacato che già nell’incontro al Mise per l’avvio di un tavolo di crisi aveva ricevuto dal ministro Carlo Calenda l’impegno da parte del governo ad evitare, come riferisce Cogliandro, “che questa vicenda produca una macelleria sociale”. Un sindacato che “non è innamorato di una ricetta particolare per risolvere la situazione, ma apprezza ogni soluzione prospettata che possa garantire i lavoratori”. E se Borioli annuncia la necessità di verificare “se l’approccio specifico più restrittivo adottato dall’Italia non rischi di produrre più tensioni che vantaggi, e se non sia preferibile perciò procedere in linea con i parametri previsti in Europa” è lo stesso senatore a ricordare come in Europa la percentuale tra lavori effettuati in house e quelli affidati tramite gara è rispettivamente del  40 e 60 per cento. L’intento sembra quello di avviarsi verso queste soglie rispetto al più restrittivo 20 e 80 per cento fissato dal Codice degli appalti. “In qualunque caso, credo sarà opportuno lavorare per garantire le clausole di salvaguardia occupazionale, come già avviene nel comparto ei servizi”. Chi vince la gara assume i lavoratori impiegati fino a quel momento e applica gli stessi contratti. La strada verso una soluzione è stata imboccata. Resta da vedere se si trasformerà in una veloce autostrada.

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