L’arte della politica

Il carosello della politica è un gioco oramai troppo caotico, in cui facile perdere l’orientamento per non ritrovarlo più. L’ennesimo esempio della gran confusione che regna nella polverose arena di piazza Castello, palazzo della Regione, lo fornisce la recente nomina che impalma il nuovo presidente del Museo di Arte Contemporanea, con sede nel castello di Rivoli.

L’importante collezione ospitata nel Museo ha visto la luce grazie alle numerose donazioni fatte da artisti e sostenitori sia pubblici che privati, elargizioni che hanno realizzato il sogno di Aldo Viglione, presidente della Giunta regionale negli anni ’80. Il richiamo internazionale della rinnovata residenza sabauda, il cui progetto museale porta la firma dell’architetto Andrea Bruno, è testimoniato dall’artista statunitense Sol LeWitt, il quale, oltre a cedere una sua importante opera al Museo, vi ha realizzato una grande installazione permanente tuttora visibile.

Negli anni la residenza sabauda di Rivoli ha guadagnato un prestigio indiscusso, che ha mantenuto anche grazie all’organizzazione di affascinanti mostre ospitate all’interno delle sue sale. Nel tempo direttori e presidenti sono sempre stati all’altezza dell’ente museale che presiedevano, almeno sino alla nomina dell’ex direttore della Cultura Regione Piemonte, Daniela Formento.

Sul finire del mese di giugno qualcosa sembra cambiato. I dubbi sorgono innanzi alla scelta di collocare sulla poltrona della presidenza del consiglio di amministrazione del Museo, il dottor Alberto Tazzetti, ingegnere chimico e già amministratore di un’azienda di servizi nel settore sicurezza sul lavoro. Tazzetti ha ricoperto, e ricopre, numerosissimi incarichi e molti nell’ambito delle fondazioni bancarie e dell’Unione industriale. Non ha mai nascosto passione per l’arte, ma l’ultima opera pubblicamente inaugurata dal neo presidente di Rivoli sembra voler mettere i discussione proprio le sue competenze in tale campo.

Infatti l’anno scorso l’ingegnere ha svelato ai cittadini di Usseglio l’opera scultorea “Il Cacciatore di montagna” (scultura di Raffaele Mondazzi). Monumento non solo in sfregio alle sensibilità animaliste di molti abitanti della Valle di Viù, considerato che paradossalmente è stato eretto nelle vicinanze di aree protette, ma apparentemente in aperto contrasto nei confronti del concetto di “bello” (direbbe Farinetti), come lamentano molti residenti del comune montano.

Tazzetti sicuramente ha tutti e due i piedi dentro la politica. Quando l’ingegnere sostiene un candidato la sua campagna elettorale è tutta in discesa, mentre diventa un’impresa ardua per i suoi avversari. Insomma pare di capire che la giunta Chiamparino abbia un debito di riconoscenza con il neo presidente del Museo di Arte Contemporanea di Rivoli, ma verrebbe da chiedersi quali colpe debba invece espiare il Museo stesso.

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