DIRITTI & ROVESCI

Piano nomadi, solo un bluff

Lo strombazzato nuovo regolamento per le aree di sosta riservate ai rom è "solo fumo negli occhi dei cittadini che già respirano quelli provenienti dai campi". Lega all'attacco di Appendino. Il moderato Magliano: "Ma non volevano chiuderli?"

Un bluff, fumo negli occhi dei cittadini esasperati, una soluzione “poco convincente” e, nei fatti, irrealizzabile. Questi i giudizi sugli interventi annunciati ieri dall’amministrazione comunale grillina di Torino volti a regolamentare gli insediamenti dei nomadi in città. Istituzione della figura dei rappresentanti dell’area sosta attrezzata, massimo tre per ognuna, punto di riferimento per il Comune con il compito di collaborare per la migliore convivenza, uso corretto delle attrezzature, organizzazione della pulizia delle parti comuni e di ogni altro aspetto della gestione. Queste le novità introdotte dal nuovo regolamento illustrate ieri dal sindaco Chiara Appendino nell’ambito del Progetto Speciale per le Baraccopoli Rom e che ha fra gli obiettivi finali il loro superamento e l’avvio di processi di inclusione. Previsti, ad esempio, requisiti per l’autorizzazione all’ingresso e alla permanenza nelle aree di sosta. Fra questi il possesso di regolari documenti o titolo di permanenza sul territorio, l’assenza di provvedimenti di allontanamento da altre zone o transito della città, l’impegno a pagare 600 euro l’anno, l’assenza di proprietà abitative o assegnazioni di case popolari. Introdotto inoltre un criterio legato alle soglie di reddito e richiesta l’assenza di condanne per specifici reati e l’obbligatorietà' di frequenza scolastica per i minori. L’autorizzazione alla permanenza sarà annuale e rinnovabile. Fra i divieti, l’accensione di roghi, uno dei problemi principali legati ai campi nomadi, l’introduzione di veicoli senza documenti di circolazione validi e la realizzazione di baracche non autorizzate. Inoltre i consumi delle utenze dovranno essere pagati regolarmente e sono vietati allacciamenti e derivazioni da impianti non a norma. Obiettivi del progetto del Comune, ripristinare la legalità, garantire la tutela dell’area e salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini, tutelare i diritti dei minori, allontanare chi non è disponibile alla collaborazione.

Belle intenzioni che però rischiano di rimanere tali. “E i mirabolanti progetti per il loro superamento, più volte promessi da questa Amministrazione e inseriti nel Capitolo 11 del loro programma meccanizzato in Comune, che fine hanno fatto?” attacca in una nota Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati il Sala Rossa. L’esponente ciellino si dichiara non convinto per almeno tre ragioni. “La prima. Come già avvenuto per il Barattolo, siamo nuovamente alle prese con un regolamento dei sogni”, di fatto inattuabile. “Pensiamo davvero, per esempio - sostiene Magliano - che ogni Campo sia in grado di identificare, democraticamente e pacificamente, da uno a tre Rappresentanti d’Area Sosta Attrezzata per interloquire con le Istituzioni (una figura simile, peraltro, è già prevista dall’articolo 4 dell’attuale Regolamento 290)? O che l’Amministrazione sia in grado di garantire che tutti i residenti dei Campi paghino le bollette, mandino i figli a scuola, smettano di costruire abusivamente e di realizzare allacciamenti elettrici altrettanto abusivi, come ci è stato raccontato, con tanto di slide, dalla Giunta?”. La seconda ragione ha a che fare con i campi abusivi “nei quali - afferma il consigliere -risiede la metà dei 1.500 nomadi a Torino, che cosa vogliamo fare? La terza. Non mi sembra che la prospettiva sia quella del superamento dei campi, quanto piuttosto del loro contenimento. Il pagamento del canone annuale di 600 euro, il rispetto delle regole imposte e il mantenimento dei requisiti sono, infatti, - conclude - condizioni per poter rimanere nei Campi”.

“Quello di ieri è stato solo l’ultimo bluff in ordine di tempo messo in scena dalla giunta Appendino, che, al completo, ha cercato di spacciare per piano efficace un insieme di idee abbozzate, assurde e irrealizzabili, che, oltretutto, non sfiorano nemmeno il problema principale che riguarda gli accampamenti abusivi”. Questa è l’opinione di Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega. “Pensare di far pagare ai rom una sorta di tassa annua per la sosta - sottolinea il rappresentante del Carroccio - o di poterli obbligare a mandare a scuola i propri figli è al limite del ridicolo. Finora, non si è mai visto un nomade che rispetti le leggi e non vedo come la giunta possa credere di risolvere il problema con regole improvvisate, buttate giù probabilmente in fretta solo per non presentarsi a mani vuote davanti ai cittadini esasperati”. Appendino e la sua squadra, “ieri sera - conclude il capogruppo leghista -, hanno avuto il coraggio di buttare solo fumo in faccia a persone che, loro malgrado, respirano fumi tossici tutti i giorni”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    15:45 Giovedì 27 Luglio 2017 rubatà ricca chi?

    quello che ha abbandonato la commissione sui feriti di p.zza san carlo? va bhè ... chiedi hai tuoi soci penta di organizzare un corso di legalità ai nomadi, voi che avete la fedina penale pulita sarete sicuramente mastri ascoltati.

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