CARTA PESTA

Corriere (di Torino) senza fretta
Cairo va... con i piedi di piombo

Cresce l'attesa per lo sbarco sotto la Mole del quotidiano milanese. Tra continui stop and go molto resta ancora da definire. A iniziare dal target. In mezzo a Stampubblica e Cronacaqui esistono lettori da conquistare? Il numero zero sul modello veneto

Urbanino va pianino. Smentendo la pletora di aruspici che prevedevano tempi brevissimi per lo sbarco in edicola del dorso piemontese del Corriere della Sera Urbano Cairo procede con i piedi di piombo. Non frena, ma rallenta. Un po’ come toccò fare al suo omonimo Rattazzi, stessi natali in quel di Masio nell’Alessandrino, con Garibaldi, fermato dall’allora primo ministro in Aspromonte di fronte alle non benevoli reazioni di Francia e Austria. Non è certo l’accoglienza di Stampa e Repubblica, ormai Stampubblica, a far rallentare il progetto, in cantiere, di via Solferino. Troppe le incognite da considerare, molteplici i rischi da soppesare prima di imbarcarsi in un’avventura tentata da molti e fallita da tutti. La piazza torinese è, per definizione, “difficile” e le prove del “secondo quotidiano” cittadino dopo la morte della Gazzetta del Popolo sono tutte miseramente fallite, dal Corriere Alpino di Nuccio Candellero alla Gazzetta del Piemonte di Gian Mauro Borsano alla Notizia di Ettore Fulgenzi. Con un’unica, positiva eccezione: Cronacaqui, che in quindici anni ha drenato lettori alla concorrenza ed è ormai il più diffuso in città. Il giornale pop partorito dalla coppia Beppe Fossati-Massimo Massano è pressoché l’unico che si vede ancora nei bar o sui taxi o tra le bancarelle dei mercati.

A dispetto di un riservatissimo numero zero che sarebbe stato già approntato, senza troppa fantasia giacché la veste grafica ricalcherebbe esattamente quella del fortunato Corriere del Veneto, una delle ultime riunioni della task force affidata dal direttore Luciano Fontana a uno dei suoi vice, Venanzio Postiglione, si sarebbe conclusa con un “ne riparliamo a fine agosto”. Un arrivederci piuttosto scontato, viste le vacanze alle porte. Ma che nelle lettura di qualche insider rivelerebbe l’intenzione di proseguire senza fretta verso la realizzazione di uno sbarco sotto la Mole, ma ancor più nelle province piemontesi, di cui si parla ormai da quasi un anno.

A gettare acqua sul fuoco della febbrile attesa, a febbraio, era stato lo stesso numero uno di Rcs che a precisa domanda aveva risposto: “Il Corriere della Sera non prevede una edizione torinese, per il momento è così”. Una mezza bugia o una mezza verità. Nel frattempo sono trascorsi sei mesi, un’era geologica per chi annusa gli affari. Imprenditore milanese e piemontese “per caso”, presidente del Toro, fiuto da vendere per rivitalizzare iniziative editoriali (non ha mai inventato nulla ex novo), Cairo possiede, forse, il pedigree giusto per riuscire a contendere il monopolio ultratrentennale della Busiarda agnellesca, vieppiù oggi che neppure le celebrazioni in pompa magna per i suoi 150 anni (compleanno un po’ stiracchiato, dato che in realtà ne ha compiuti “solo” 122) hanno ridato vigore a un giornale che, proprio nella cronaca cittadina, ha subito scossoni e cambi repentini (di uomini e di linea). Il matrimonio con Repubblica, poi, potrebbe realmente aprire se non una prateria, qualche pascolo su cui brucare (soprattutto in vista della inevitabile fusione delle redazioni locali).

Con calma, però. Tant’è che ad oggi non è ancora stata individuata una sede per quello che probabilmente si chiamerà Corriere di Torino, pur avendo come bacino l’intera regione, sul modello azzeccato del fratello maggiore veneto. Nella redazione è prevista una quindicina di giornalisti, la metà dei quali probabilmente sarà composta da piemontesi già in organico al Corriere o, comunque, nella vasta galassia editoriale di Rcs. Probabile caporedattore è Enrico Caiano, 53 anni, piemontese da oltre vent’anni in via Solferino, una carriera al desk, attualmente in forza all’ufficio centrale. Grande appassionato di cinema, ha curato la regia dell’evento svoltosi, in verità un mezzo flop, lo scorso 6 maggio al grattacielo Intesa Sanpaolo con sfilata di amministratori locali, dibattiti e chiusura in musica con Umberto Tozzi. Ma disertato dai torinesi. I maligni (ma non solo loro) avevano osservato che se l’accoglienza per l’edizione piemontese si fosse dovuta misurare da quella giornata, probabilmente Cairo – peraltro (significativamente) assente – ci avrebbe pensato ancor su, per un bel po’. Che la sua non sia una decisione affrettata lo attesta, comunque, la road map seguita fino ad oggi.

Sempre secondo quel non molto che filtra, a editare il dorso piemontese con il quale il patron granata intende “raschiare lettori ovunque ci siano”, sarà come nelle altre edizioni regionali, una società formalmente autonoma sul modello di quanto fatto dal Giornale con la sua non fortunata filiazione piemontese. La testata avrà, pertanto, anche un direttore – come era avvenuto per Antonio Polito al Corriere del Mezzogiorno – naturalmente inviato dalla plancia di via Solferino o un nome “di peso” (tutti quelli circolati finora sono rubricati dagli stessi tirati in ballo come “bufale”).

Al netto delle questioni economiche – nient’affatto marginali per lo sparagnino Cairo – è il target a cui rivolgersi a destare non poche preoccupazioni. C’è ancora una fetta di lettori in libera uscita da catturare? Non certo, o almeno non solo, a quella borghesia cui il Corsera ha sempre guardato e ancora ne resta un dei riferimenti. Se quello fosse il bacino a Cairo resterebbe assai poco da raschiare. Escluso che possa attestarsi su posizioni anti-establishment, è più probabile che si cercherà di seguire il modello attuato in Veneto, dove tuttavia il tessuto economico è, ancorché provato dalla crisi, più vivace e le voci con cui raccontarlo avevano lasciato assai più spazi di quelli che potrebbe trovare sotto la Mole. Non sarà un caso che il segretissimo numero zero sia stato fatto pressoché in fotocopia del dorso che nel Nord Est sta avendo successo. Per il numero uno, in Piemonte, si ricomincerà a parlarne a settembre.

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