LAVORO & OCCUPAZIONE

Autostrade, spiragli romani

Notizie positive dal tavolo con i ministeri sul destino degli oltre 3mila addetti alle manutenzioni. Un emendamento alla Finanziaria per consentire la proroga dei termini fissati dal nuovo Codice degli appalti. Sindacati moderatamente ottimisti

Più di uno spiraglio per la vertenza dei lavoratori delle società di manutenzione autostradale su cui pende il rischio dei licenziamenti, peraltro già annunciati dagli stessi concessionari, tra cui il Gruppo Gavio, in conseguenza delle norme introdotte dal nuovo Codice degli appalti, ritenute troppo restrittive. “L’incontro di questa mattina al Mise è stato sicuramente positivo” commenta il segretario regionale per il Piemonte di Fillea-Cgil Massimo Cogliandro. “Stiamo valutando tutte le soluzioni possibili per risolvere la vicenda delle concessionarie autostradali e scongiurare così il rischio che i 3mila lavoratori delle aziende interessate vengano licenziati” hanno scritto in una nota congiunta le segreterie nazionali delle organizzazioni di categoria, dopo il confronto con i vertici dei ministeri dello Sviluppo economico e dei Trasporti, convocato per fare il punto a seguito del parere dell’Anac dei giorni scorsi.

“L’attenzione sull’affidamento in house dei lavori di manutenzione e progettazione autostradale resta alta” osservano i sindacati che, tuttavia, vedono positivamente la disponibilità manifestata dai due dicasteri a “proporre nella Finanziaria un emendamento per ottenere lo stralcio dei lavori di manutenzione dal limite per gli affidamenti diretti, e la proroga dei termini previsti dal Codice appalti”. Per i sindacati che, in occasione dell’incontro avevano organizzato un presidio davanti al ministero, “sarebbe, inoltre,  auspicabile un maggiore coinvolgimento degli stessi Mise e Mit da parte dell’Anac sui tavoli tecnici. I ministeri –  aggiungono le rappresentanze dei lavoratori – hanno fatto propria la nostra richiesta, avanzata sin dal primo momento, e cioè che non ci sia da parte delle concessionarie alcun intervento sui livelli occupazionali, e si trovino soluzioni concrete in grado di salvaguardare l’occupazione ma anche di garantire la qualità della progettazione e delle manutenzioni sulla rete autostradale, a beneficio di tutta la collettività e a sostegno della politica industriale del Paese”.

Resta intanto aperta l’ulteriore strada verso una soluzione che passi attraverso una rivisitazione, senza stravolgimenti, del codice imboccata dopo un colloquio tra il segretario regionale Fillea-Cgil Cogliandro e il vicepresidente della commissione Trasporti di Palazzo Madama Stefano Esposito (Pd). Pochi giorni dopo quello scambio di opinioni, da un altro senatore dem, Daniele Borioli, anch’egli del Pd era arrivata la richiesta di audire in commissione i sindacati “per trovare una soluzione che non scarichi sui livelli occupazionali e sulla qualità dei contratti il necessario e inderogabile passaggio dal pluridecennale e opaco sistema degli affidamenti diretti da parte dei concessionari di ogni tipologia lavori, servizi e forniture, alla messa a gara di almeno una quota maggioritaria degli appalti”. Tra le questioni da affrontare, per Borioli, anche “alcuni paletti sulle clausole sociali, che vanno però meglio precisati e resi vincolanti nelle gare, verificando se non sia possibile affidare ad Anac la definizione di specifiche linee-guida”. Dopo l’apertura di oggi da parte del ministero dello Sviluppo Economico (titolare dei tavoli di crisi) e di quello dei Trasporti, la strada per una soluzione che eviti pensantissimi contraccolpi occupazionali sembra meno in salita.

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