PARTECIPATE

Iren, divorzio o nuovo patto

Il secondo vertice tra Appendino e Bucci registra la “massima sintonia” tra le due amministrazioni. La decisione rinviata a settembre. Due le strade: separazione in Fsu o ingresso di nuovi soci. Il dossier passa nelle mani degli advisor

Oggi a Palazzo Tursi a Genova si è tenuto il secondo incontro tra il sindaco Marco Bucci e la collega di Torino Chiara Appendino. All’appuntamento hanno partecipato anche gli assessori al Bilancio Pietro Piciocchi e Sergio Rolando e Edoardo Aschieri, presidente di Fsu, la finanziaria paritetica che detiene il 35,96% di Iren. Nella stanza ha fatto pure capolino il governatore della Liguria Giovanni Toti, ma solo per un saluto istituzionale. “Mi auguro che i Comuni azionisti di Iren trovino un accordo per rafforzare la loro presenza nel gruppo”, si è limitato ad affermare.

Tema del confronto, durato oltre due ore, proprio il futuro di Fsu e le prospettive di governance relative agli assetti societari comuni. “È stato un incontro cordiale, esiste massima sintonia tra le amministrazioni di Genova e Torino. Abbiamo valutato tutti gli scenari possibili e proseguiremo il confronto a settembre”, sottolineano in una nota congiunta Bucci e Appendino.

“Non abbiamo deciso ancora nessuno scenario – conferma Bucci – ma abbiamo approfondito nel dettaglio tutti i possibili scenari anche dal punto di vista economico. Dall’uscita da Fsu al rafforzamento fino all’integrazione con la partecipazione di altri Comuni, tutti gli scenari restano in piedi. Abbiamo veramente fatto un lavoro come si fa nelle aziende serie: si affrontano tutti gli scenari possibili e poi alla fine si sceglie facendo un bilancio di tutti i pro e tutti i contro. Stiamo lavorando bene anche con Reggio Emilia, in qualita’ di portavoce degli altri azionisti pubblici di Iren dell’Emilia Romagna”.

Questa la versione ufficiale, in realtà da quanto trapela dagli ambienti liguri, le due giunte avrebbero affrontato le due opzioni in campo: da una parte il processo di “separazione” consensuale: operazione particolarmente delicata, non solo e non tanto per gli equilibri tra i due soci, ma soprattutto per gli assetti della multiutility, società quotata e sottoposta a vincoli proprietari (di natura pubblica) e di governance. Dall'altra l'eventualità di rinnovare il patto on Fsu aprendolo però a nuovi soci. Due strade che consentirebbero da entrambi di avere le mani più libere per massimizzare le rispettive quote societarie. È probabile che dopo il sostanziale via libera odierno il dossier passi nelle mani di tecnici e advisor.

print_icon

0 Commenti

Inserisci un commento