TRANSUMANZE

“Centrodestra unito”, Michelino tira la volata

Nella torrida estate romana, a Camere ormai deserte, al senatore piemontese Davico viene l’Idea di farsi passare per il grande federatore. Colpo di sole di un politico che, nato come organizzatore del Giro della Padania, ha percorso tutto l’emiciclo

Mentre Silvio Berlusconi si gode la frescura nel suo buen retiro del Palace Espace Henry Chenot di Merano, badato a vista da Licia Ronzulli, in altre valli – in special modo quelle cuneesi da cui proviene e ha il suo feudo elettorale Michelino Davico – risuona roboante la voce del senatore errante che annuncia la nascita di “un importante coordinamento tra le forze di opposizione, embrione – dice proprio così – del centrodestra unito”.

Pedala con il piglio del gregario che sogna la maglia rosa il parlamentare piemontese padre della proposta di legge per fissare in un metro e mezzo la minima distanza laterale che gli automobilisti debbono tenere sorpassando i ciclisti. E così l’iniziativa promossa da Gaetano Quagliarello,  passata pressoché sotto silenzio tra il rumore dei trolley in uscita dalle Camere e pronti a riempirsi di abiti vacanzieri, diventa una sorta di Izoard per l’uomo della politica a tappe.

Leghista nei suoi esordi da consigliere comunale a Bra, dove insegnava all’Istituto Salesiano, e col Carroccio in Senato per ben tre legislature (compresa l’attuale), assurgerà alle cronache più come organizzatore del Giro della Padania (nel 2011) che come sottosegretario agli Interni nel quarto governo Berlusconi. Poi arriva il momento di cambiare maglia: nel 2013 in dissenso rispetto al gruppo della Lega vota la fiducia al governo Letta e passa nel gruppo Gal. Come succede spesso in corsa si stacca dal gruppo e cerca lo sprint nell’Italia dei Valori, ormai con le borracce vuote e qualche gomma a terra. Quattro mesi dopo, nell’estate del 2015 passa l’ammiraglia di Mimmo Portas e Michelino calza il berretto, visiera all’indietro, dei Moderati. Pedala, pedala e intanto si guarda attorno, poi la scorsa primavera arriva il momento di salutare pure Mimmo e i suoi: Davico decide di mettersi a ruota di Quagliariello e passa a Idea. Alla faccia di chi gli ha sempre ricordato di stare in scia del governo in carica.

Ora con l’ennesima nuova maglia, nel torrido caldo romano che rischia di provocare miraggi (o, alla meno peggio, qualche colpo di sole), anziché seguire l’esempio di Berlusconi limitando tutto a qualche breve passeggiata, lui mette su il rapporto duro – quello che i ciclisti usano in volata – e annuncia che per unificare il centrodestra, grazie ai gregari che sognano di diventare campioni, questa è la Vuelta buona. Ah, il caldo…

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