TRASPORTI

Arriva, primo stop alla partenza

Perde pezzi il consorzio formato dal colosso tedesco e Gtt per gestire il sistema ferroviario di Torino. Lasciano la cuneese Bus Company e Cavourese. Trenitalia prepara le sue mosse

Lo aveva annunciato e lo ha fatto. Bus Company esce dal consorzio Rail.To, costituito dal colosso anglo-tedesco Arriva e Gtt per gestire il sistema ferroviario di Torino. Assieme alla società cuneese, di proprietà della famiglia Galleano, lascia anche la Cavourese di Antonio Fenoglio: a nulla è servito il tentativo dell’amministratore delegato di Rail.To Giuseppe Proto – ad di Sadem e uomo forte di Arriva in Italia – di gettare acqua sul fuoco dopo la ribellione generata dalla modifica statutaria introdotta per estendere il raggio d’azione del consorzio anche al di fuori del capoluogo. Sfruttando, almeno potenzialmente, tutte le gare che verranno bandite dalla Regione Piemonte sul trasporto locale. I partner più piccoli, infatti, hanno interpretato quell’operazione come il tentativo di andare a pestare i piedi anche a loro e soprattutto di inserirsi nel redditizio mercato del servizio integrato ferro-gomma. A questo punto il consorzio che in un primo tempo avrebbe dovuto coinvolgere le più importanti realtà del territorio si ritrova monca. A questo punto sarà decisivo capire come verranno redistribuite le quote dei soci che hanno lasciato (valevano il 2% a testa) perché se fosse un “fifty fifty” tra Arriva e Gtt, grazie alla presenza di Sadem nel consorzio la società straniera otterrebbe automaticamente la maggioranza assoluta.

Particolarmente critico l’ex assessore ai Trasporti Claudio Lubatti che parla di Rail.To “al capolinea” e conferma il suo “giudizio negativo” sulla “scelta di Gtt di non proseguire nel rapporto di collaborazione con Trenitalia siglato il 30 dicembre 2015”. Sconfessato, secondo Lubatti, quanto raccontato dal numero uno dell’azienda pubblica Walter Ceresa e cioè che “useremo questo consorzio solo per fare la gara del ferro sul nodo di Torino”. I fatti dicono altro, “nel totale silenzio della sindaca Appendino”. Sull’intera operazione il Pd ha presentato tre esposti.

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