Sostenere “Nano”, sostenere l’umanità

La società attuale tende a straziare i rapporti umani atomizzandoli, gettando tutti in un terribile isolamento e trasformando le comunità in ambiti dove domina il super ego, insieme all’egoismo più becero.

Sovente il continuo disfacimento sociale offre rare occasioni consolatorie tramite il web, inteso quale piattaforma su cui ricostruire le sembianze di una collettività immaginaria, ossia virtuale. La rete propone purtroppo anche ulteriori occasioni aggregative, incentrate su percorsi identitari che spesso sfociano in scontri ed aggressioni verbali ritraenti fazioni opposte e chiari concetti legati al termine “nemico”.

Isolamento, litigi gratuiti per motivi banali, teorie complottiste, ricerca affannosa di agguerriti avversari, ritraggono un tessuto collettivo ridotto ad uno straccio oramai lacero. Settimanalmente in questa rubrica si legge di prevaricazioni, arroganza del potere, fratture scomposte tra politica e cittadini nonché disastrosa macelleria sociale. Facebook, al contempo, si è trasformato negli anni in un ring da pugilato ed i post ospitati dal social narrano di distruzione, e raramente di umanità.

Alcune eccezioni alla regola sembrano voler frenare la decadenza culturale in atto, consegnando al mondo del web il ruolo di catalizzatore sociale. La vicenda di Tommasino e Mauro è l’irregolarità che può fare dubitare nell’esistenza di un destino oramai segnato per l’Umanità intera.

Mauro è un musicista temporaneamente disoccupato ed abitante a Velletri (Roma). Nella sua ultra quarantennale esistenza ha suonato ovunque nel mondo, attraversando oceani e sedendo a cavalcioni sulle vette montane, finché un problema di salute gli ha impedito nuovi tour ma per fortuna non lo ha privato della possibilità di comporre (è un professionista laureato all’accademia di Santa Cecilia).

Un giorno l’artista è incappato in un “micromicino” abbandonato, a cui non ha saputo resistere. Il gatto, dell’età di pochi mesi, è un tigrato dal mantello rosso che reca i segni di evidenti maltrattamenti. Mauro gli ha assegnato il nome di Tommasino, per gli amici il Nano. Dopo qualche giorno di vita comune casalinga, il compositore si è accorto che al piccolo felino era stata spezzata la coda, e per questa ragione era sempre rivolta verso il basso. Trasportino alla mano, Mauro si è recato immediatamente dal suo amico veterinario il quale ha dovuto operare d’urgenza il minuscolo essere. Il medico, dottor Amato (Animal Hospital Velletri), ha amputato la coda di Tommasino, poiché intaccata da una profondissima infezione, andando anche a toccare il nervo che consente il controllo delle sue funzioni corporali.

Il Nano, dopo un breve ricovero, è rientrato a casa con il non facile compito di dover reimparare ad urinare e defecare ma certo di poter contare sull’usuale sostegno di Mauro, il quale infatti lo ha prontamente alimentato e dotato di un pannolino che il gatto sopporta senza battere ciglio. Tommasino gioca, miagola esprimendo infiniti concetti e riprende a dormire sul petto del musicista, ma dopo qualche giorno si manifesta una pericolosa patologia: la panleucopenia (il tifo felino). Il micro micio torna in clinica ed un gattone di montagna gli salva la vita grazie ad una trasfusione diretta di sangue, effettuata tra rumorosissime fusa provenienti da ambedue i felini.

La generosità di Mauro ha dovuto presto rapportarsi con l’assenza di lavoro ed il conseguente azzeramento del proprio conto bancario. Le cure al Nano “chiaccherone” non sono comunque mai mancate, neppure nei momenti economicamente difficili, sino al compimento di un piccolo miracolo.

In seguito alla messa in rete di alcune foto ritraenti Mauro e Tommasino, postate a loro insaputa da un caro amico, Facebook ha reagito innescando un vero e proprio movimento solidale racchiuso nella pagina “Uniti per Tommasino”. Dopo poco tempo la solidarietà ha fatto giungere i primi fondi a Velletri, bonifici fondamentali per coprire le spese mediche (già ridotte al minimo dal veterinario stesso): il piccolo Tommasino oggi può contare su altre cure, con buona speranza di tornare ad una vita normale.

Questa storia non è ancora “a lieto fine”. Per esserlo occorrerebbe permettere a Mauro Sinibaldi di vivere e curare il Nano con le risorse frutto della sua opera creativa. Una valorizzazione professionale che meriterebbero tutti, ma in Italia lavorare ed essere regolarmente retribuiti è forse il miracolo assoluto, quello divino per eccellenza.

Gli animali ci sostengono nel bene e nel male, ci aiutano disinteressatamente ricomponendo, con la loro sola presenza, i complessi legami umani. Curarli e proteggerli significa infine educare ad occuparsi anche di anziani non autosufficienti, bambini e soggetti deboli. I “cuori con la coda” hanno il prezioso potere di risvegliare valori solidali e di rinsaldare intere collettività.

Aiutare Tommasino oggi significa acquisire sensibilità verso tutti coloro che soffrono nelle nostre disattente, ed a tratti crudeli, città.

Forza Nano, poiché riconsegni a noi tutti la speranza in un esistenza migliore dove la fratellanza tolga il monopolio al cinismo ed al profitto. Forza Mauro, solare amico, che hai speso tutto te stesso al fine di proteggere una piccola creatura offesa e straziata da alcuni nostri simili.

Francesco d’Assisi difendeva ogni essere vivente di questo pianeta. Secondo il profeta della povertà e dell’equilibrio con il Creato intero, la pace tra gli umani passava per il rispetto e la devozione verso tutto quanto li circondava. Un insegnamento che attualmente è nei gesti e nelle scelte di Mauro: atti protesi interamente a ricomporre quell’equilibrio espresso dalla sublime poesia espressa nel “Cantico delle creature”.    

print_icon

2 Commenti

  1. avatar-4
    16:11 Mercoledì 09 Agosto 2017 Conty Amare sempre

    La persona umana che è capace di amare ama sempre e qualunque essere vivente: amare gli animali non significa amare di meno gli uomini e amare gli uomini non significa amare di meno gli animali. Certo, di solito gli animali amano in modo più spontaneo e disinteressato rispetto agli umani. Posso fare un esempio recente? Mio padre, mancato dopo un mese, era appena andato in coma. E' venuto a farci visita un nostro amico col suo cane. Ho avuto il primo dei tanti cedimenti di quei giorni e sono scoppiato a piangere; e il cane del nostro amico, che quasi non mi conosceva, è subito venuto a leccarmi per consolarmi.

  2. avatar-4
    15:03 Martedì 08 Agosto 2017 Satia Bellissimo ... ...veramente bellissimo......grazieeeeeee da tutti il gruppo

    Mauro Sinibaldi è davvero una persona speciale ...con il suo amore per il piccolo Nano ha innestato un amore in tutti noi .....un GRAZIEEEEEEE immensissimo a questo giornalista che ha dato voce ad una storia di solidarietà fantastica ......

Inserisci un commento