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Gtt, il Pd vuole la testa di Ceresa

Il presidente e ad dell'azienda dei trasporti di Torino finisce nel mirino dei democratici. In un'intervista ha sferrato un duro attacco alla giunta Fassino (che peraltro l'aveva nominato) e alla Regione. M5s: "Ostaggio di vecchie logiche partitiche"

Walter Ceresa scenda da Gtt. Il Pd alza il tiro e chiede al numero uno della società dei trasporti pubblici di Torino di fare un passo indietro: “Ceresa è l’amministratore delegato della più grande azienda pubblica della Regione, la responsabilità dei piani aziendali e dei conti di Gtt è principalmente sua. Da mesi invece non riesce a partorire che recriminazioni e piagnistei, quindi abbia uno scatto di dignità e si dimetta”. A scatenate l’offensiva del senatore Stefano Esposito e la consigliera regionale Nadia Conticelli è stata l’intervista odierna alla Stampa nella quale il manager, peraltro nominato al vertice della municipalizzata nel 2012 dalla giunta di Piero Fassino, ha espresso duri giudizi sulle responsabilità di Comune e Regione, all’epoca entrambi guidati dal centrosinistra, sulle “brutte acque” in cui naviga oggi l’azienda. “Negli ultimi anni – ha affermato Ceresa al giornale cittadino - abbiamo ridotto i costi, fatto gare per qualunque acquisto di beni e servizi, ridotto il personale. Purtroppo ha continuato a fatturare servizi che non le sono stati pagati”. Il manager ha poi puntato il dito contro l’ex assessore ai Trasporti della giunta Fassino, Claudio Lubatti, che nei giorni scorsi ha espresso dubbi sulla scelta di Gtt di allearsi con Arriva Italia (ferrovie tedesche) nella gara per le otto linee del nodo ferroviario di Torino. “Per tre anni ha avuto un potere enorme, ne avrebbe potuto fare un uso migliore”, ha detto Ceresa, spiegando che l’alleanza con Trenitalia non è stata possibile perché “voleva il controllo della nuova compagnia” e che con Arriva “siamo alla pari con identici poteri”. “Il trasporto pubblico è stato massacrato – ha concluso Ceresa -. Deve aprirsi al mercato. Il consorzio serve per partecipare a una gara, non per eluderla”.

Affermazioni che “aprono squarci inquietanti” a detta del consigliere di Forza Italia Osvaldo Napoli, parole inaccettabili per il Pd e che, soprattutto, rilevano un tratto meschino nel pronunciarle. “Un dirigente nominato dalla politica vincente che avanza critiche alla politica perdente, come lo vogliamo definire? Diciamo che un bel tacer non fu mai scritto”, ha commentato a caldo la parlamentare torinese Paola Bragantini. “Diciamo che prendersela con un assessore che non è più assessore da oltre un anno, dopo aver taciuto per cinque anni mentre assessore lo era, ecco, non è proprio un gesto da cuor di leone - aggiunge su Facebook la Bragantini -. E ci sono i leoni da tastiera, e i leoni da intervista, fuori tempo massimo. Sarebbe stato molto più opportuno che Ceresa ci dicesse come intende procedere per salvare Gtt, anziché se stesso”.

Occorre fare chiarezza, per questo Esposito e Conticelli invitano Ceresa a rassegnare le dimissioni. “Poi – aggiungono  - la sindaca Appendino, se lo ritiene dotato di capacità manageriali lo può nominare di nuovo, assumendosene le responsabilità”. Anche a fronte dei risultati non propriamente brillanti della sua gestione. “Negli ultimi sei mesi - continuano - ha prodotto un confuso piano aziendale sconfessato dopo due giorni, una joint venture con una società tedesca che ha già perso due partner, assistito silente a una serie indecente di incidenti legati alla mancata manutenzione dei mezzi, annunciato nuove assunzioni sottobanco poi sconfessate e la lista potrebbe allungarsi. Ci pare ce ne sia abbastanza”. Più che il contenzioso politico - sottolineano i due esponenti democratici -, “che peraltro non gli compete, dica come intende risanare e rilanciare l’azienda, e lo dica non a noi ma ai lavoratori e ai cittadini che utilizzano i servizi di trasporto. E se per farlo deve riacquistare una legittimazione e una dignità che ormai ha perso è davvero meglio per tutti che presenti entro la fine dell’estate una seria e dignitosa lettera di dimissioni. Poi - concludono -  all’azionista di maggioranza, cioè il Comune di Torino, l’onere e l’onore della nuova nomina”.

Buttano la palla nella metà campo regionale, invece, i grillini che ritengono Gtt “ostaggio” di vecchie logiche partitiche che l’hanno portata sull’orlo del precipizio . “È necessaria al più presto una seria programmazione del trasporto pubblico, mai fatta a livello regionale, in cui i servizi vengano forniti sulla base di un budget certo in modo da evitare e prevenire ulteriori passivi. In ballo c’è il futuro di un’azienda importante per il servizio pubblico”, scrivono in una nota i consiglieri regionali M5s Federico Valetti, che è anche vicepresidente della Commissione regionale Trasporti, e Davide Bono. I due esponenti penta stellati parlano di “responsabilità politiche del Pd e dell’amministrazione comunale targata Fassino sulle condizioni finanziariamente precarie dell’azienda”. Secondo Valetti e Bono “tutti i soggetti coinvolti devono fare la propria parte, a cominciare dalla Regione Piemonte a cui chiediamo se riconosce il debito di 73 milioni dovuto dall’Agenzia Mobilità Piemontese a Gtt ed in che modo intenda ripianare. Interrogheremo a riguardo l’assessore ai Trasporti Balocco alla riapertura del Consiglio regionale”. Da chiarire, secondo il M5s, anche “il ruolo piuttosto ambiguo dell’ex assessore Pd Lubatti nella doppia veste di esponente della Giunta e presidente dell’Agenzia. Difficile pensare che non sapesse dei disallineamenti contabili tra i fondi erogati dall’Agenzia ed i servizi fatturati da Gtt”.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    17:33 Venerdì 11 Agosto 2017 silvioviale POLEMICHE STERILI

    Che #Sindaca e #Assessora dicano cosa vogliono fare, invece di polemizzare con mezzo mondo?

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