BATTAGLIA DELLA MOLE

Torino al voto con le Politiche Offensiva Pd anti Appendino

Al Nazareno c'è chi scommette sulla disfatta della sindaca grillina. La campagna democratica d'autunno: sparare ad alzo zero, aumentare la potenza di fuoco, supportare il gruppo in Sala Rossa. L'attack del genio guastatori

Il prossimo, per Chiara Appendino, sarà un autunno cruciale. Su questo è difficile nutrire dubbi. Da settembre incominceranno a venire al pettine nodi già apparsi a dir poco intricati nei mesi e nelle settimane scorse: l’inchiesta sui fatti di Piazza San Carlo, le difficoltà nel far quadrare i conti e i pastrocchi che attorno ai conti (caso Westinghouse ma non solo) si sono inanellati a Palazzo di Città, vicende in cui potrebbero infilarsi profili giudiziari. E poi c’è la questione Gtt con il garbuglio sulle soluzioni future con un passato non rimosso (del tutto) dalla giunta pentastellata. Come reggerà la sindaca a questa probabile onda d’urto, lei che ha vivacchiato (bene) per quasi un anno avvolta dall’aura della sindaca “quella brava” alimentata dal paragone con l’altra faccia del grillismo municipale, ovvero Virginia Raggi, un “disastro” per sintetizzare il coro di giudizi negativi? L’interrogativo è legittimo, anche per misurare reazione e tenuta del M5s alla prova di governo della città quando la luna di miele col servizievole Sistema Torino sembra ormai agli sgoccioli e il “lasciateci lavorare, siamo appena arrivati. Chi c’era prima ha fatto disastri” è un refrain stucchevole che non convince più nessuno, a parte i sostenitori a prescindere della sindaca e della sua squadra.

I cambi di rotta e le giravolte rispetto ai proclami elettorali se sono stati digeriti a fatica da non pochi di coloro che avevano dato fiducia ai grillini (anche all’interno dello stesso movimento, specie nell’ala più radicale) è arduo affermare quanto saranno serviti per evitare a Chiara un orizzonte piuttosto scuro. Ormai assai fioca la luce-guida, capace di mostrare ostacoli ed evitare inciampi alla sindaca rappresentata dalla collaborazione istituzionale molto gentilmente offerta da Sergio Chiamparino e tanto gradita dalla controparte fino alla nascita del Chiappendino. Negli ultimi tempi se ne sono perse le tracce, probabilmente per sempre.

Legittimo, pur tra le prevedibili sollevazioni sulle tastiere del popolo grillino, dunque, domandarsi come la prima cittadina saprà affrontare una strada parecchio in salita che le si presenterà davanti poco dopo la tregua vacanziera. Ma c’è chi non si limita a porsi questo interrogativo, azzardandone un altro assai più ardito: al Nazareno non sono pochi coloro che, non nascondendo l’auspicio, mettono addirittura in dubbio la tenuta dell’amministrazione pentastellata a Torino. Se, come riferiscono rumors attendibili, pure uno cauto come il coordinatore della segreteria nazionale dem Lorenzo Guerini sarebbe arrivato a mettere in conto un possibile show down, con la prospettiva di un ritorno al voto per i torinesi in concomitanza con le politiche, le interpretazioni di questa previsione spaziano dal colpo di sole a scenari plumbei per la sindaca.

Di certo c’è lo scontro sempre più forte, ad alzo zero del Partito Democratico nei confronti di colei che è riuscita a mandare a casa Piero Fassino. La stessa scelta di un periodo in cui tradizionalmente la politica si appisola sotto l’ombrellone per sferrare l’offensiva a colpi di colla e manifesti con cui attaccare la Appendino in quanto responsabile di far perdere dieci milioni di euro per la progettazione della linea 2 della metro, è indicativa di che aria tiri nel Pd. Non solo a Torino. Stefano Esposito, il genio guastatore della prima linea dem che ha guidato la spedizione di attacchinaggio è tutt’altro che un mero esecutore di ordini, anzi. Tuttavia non è neppure uno che non abbia link costanti, diretti e solidi con il vertice del partito. Messe insieme le due cose – l’iniziativa di Esposito e gli auspici tradotti in previsioni di Guerini (e altri) – è evidente come nel Pd stia emergendo con una certa forza e una certa convinzione (a partire dal Nazareno) l’idea che una tenuta della sindaca non sia affatto scontata.

In questo scenario giocano un ruolo significativo alcune situazioni: la probabile difficoltà che potrebbero incontrare persone assai vicine alla Appendino a Palazzo di Città e cui lei si è affidata sempre e comunque, il groviglio della situazione finanziaria, la pressione che probabilmente continuerà a salire da una parte consistente della città che dopo il rodaggio si sarebbe attesa un deciso cambio di marcia da parte dei Cinquestelle. Molto, se non tutto, dipenderà da lei: Chiara dovrà ipotizzare di dover fare a meno anche di gran parte di quell’appoggio che i poteri più o meno forti (nemici a parole dei grillini, poi utilissimi chaperon una volta conquistato il Palazzo) potranno ridurre al primo sentore di difficoltà. Così va il mondo, da certe parti. E lei lo sa bene.

Non meno interessante è vedere, in questo crescendo di attacchi (e attacchinaggi) del Pd, come anche al suo interno le posizioni differiscano non poco sulla strategia di assalto alla sindaca. Colla, scopa e manifesti per la pattuglia dem, dove ha brillato l’assenza di tutto il gruppo consigliare in Sala Rossa, eccezion fatta per l’ex assessore ai Trasporti Claudio Lubatti. Ci sono le vacanze, certo, ma non uno dei due uomini di punta – il capogruppo Stefano Lo Russo e il vicepresidente del consiglio Enzo Lavolta – tantomeno il probabile futuro segretario cittadino Mimmo Carretta, si sono visti nell’attack team all’opera l’altra notte. Assenze cui fanno da contrappunto le voci sempre più udibili, anche sui social, della pattuglia rosa in cui spiccano la deputata Paola Bragantini e la consigliera regionale Nadia Conticelli. E c’è chi scorge (e teme) la nascita di un asse in grado di mettere i bastoni tra le ruote alla maggioranza renziana locale in vista dei prossimi appuntamenti congressuali. Davide Gariglio scruta guardingo l'orizzonte, consapevole che la sua riconferma alla guida del partito piemontese non sarà una passeggiata (per non dire della candidatura alla successione di Chiamparino).

Il fatto che a fare opposizione dura, passando pure per il vecchio sistema dei manifesti, sia il partito nelle sue declinazioni, a partire da quella parlamentare, ma con la latitanza di coloro che siedono in Sala Rossa, apre a diverse interpretazioni: si tratta di un aiuto a chi, anche per trascorsi nella giunta Fassino, sconta un deficit di credibilità o, al contrario, è una sorta di silenzioso ma evidente commissariamento morbido dei consiglieri? Forse l’uno e l’altro.

Sia come sia, l’attacco all’Appendino è partito. E a Roma c’è chi, addirittura, pronostica che lei non regga. Era “quella brava”, sarà anche “quella forte” oppure l’autunno che si annuncia rovente squaglierà anche un altro mito? 

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8 Commenti

  1. avatar-4
    22:01 Lunedì 21 Agosto 2017 galgano palaferri APPENDINO : A CASA!

    E se alle POLITICHE si votasse anche per rinnovare il Sindaco di Torino? Forse per l\'APPENDINO, visti i disastri e i tanti problemi che tanno per saltare fuori a partire dai prossimi giorni, alla ripresa autunnale della politica, non di facile gestione, elencati assai esaustivamente nel post , anche per lei potrebbe alla fine suonare la campana. Ultimo giro, avanti così, è ora di cambiare. T orino merita di meglio, Torino merita di più, TORINO MERITA DI ESSERE GOVERNATA. ORA! #UpL_UnionPerleLibertà #NoiLiberali

  2. avatar-4
    14:01 Lunedì 14 Agosto 2017 Martino alla faccia dello sgambetto!

    24 a 9 http://www.comune.torino.it/consiglio/prg/txt/ComposizioneConsiglio.html 24 a 16 se si mettono insieme proprio tutti...

  3. avatar-4
    16:10 Sabato 12 Agosto 2017 Lunesius Derby

    Dal Sistema Torino al Sistemino Juventus. Poi però c'è scappato il morto. E intanto siamo finiti in B

  4. avatar-4
    12:39 Sabato 12 Agosto 2017 Conty Ho molti dubbi

    Dubito che la sindaca cada. Occorrerebbero iniziative giudiziarie clamorose, che in questi anni la magistratura sembra prendere solo contro il centro-sinistra o contro il centro-destra ma per il momento non contro i grillini. Oppure il commissariamento del Comune per il dissesto del bilancio. Impossibile anche che l'Appendino venga sfiduciata, visti i numeri in consiglio comunale e visto anche che, insomma, i gettoni di presenza fanno comodo anche ai duri e puri del suo movimento. E non credo che la Grillo-Casaleggio incoraggerebbero elezioni anticipate al Comune di Torino, tanto più se abbinate alle Politiche: sarebbe un darsi la zappa sui piedi candidarsi alla guida del Paese con "la più brava" mandata a casa. Poi, naturalmente, vedremo cosa succederà nei prossimi mesi.

  5. avatar-4
    10:56 Sabato 12 Agosto 2017 GuillermoDeToro Certo, come no

    Meglio tornare a quando Fassino aveva una banca, si è visto che bello.

  6. avatar-4
    10:51 Sabato 12 Agosto 2017 Pacioc il PD non ha capito...

    che deve SGANCIARSI IMMEDIATAMENTE dal "sistema Torino" e tornare a fare gli interessi del suo elettorato naturale. Viceversa va incontro al disastro con i 5stelle capacio meno. I grillini, era evidente, non avrebbero combinato granchè, hanno solo preso i voti storici del PD poichè quest'ultimo, ha perso contatto -da troppo tempo ormai- con la gente a stipendio fisso o disoccupata. Inoltre è stato guidato a Torino da una classe dirigente inadeguata e non i riferisco a Fassino, ma ad una truppa di scadenti personaggi di mezza età, carrieristi incalliti e antipaticissimi. In sostanza, i grillini sono una meteora, almeno a Torino, ormai quasi esaurita. Il PD viceversa, resta un malato assai grave e non bastano certo azioni da "guastatori", più comiche che altro, a guarirlo dalla terribile malattia. Ci vuole ben altro e all'orizzonte non vedo alcun buon medico.

  7. avatar-4
    09:46 Sabato 12 Agosto 2017 moschettiere Meglio tardi che mai

    Per capire che M5S al potere sarebbe stato un disastro, non occorreva possedere un acume politico straordinario. Ma ci sono cascati in molti, compreso Salvini (che qualcuno ha il coraggio di ipotizzarlo futuro premier!) e Borghezio (ora per fortuna morto politicamente, anche se i contribuenti continuano a pagargli auto blu e 6 carabinieri di scorta...). Deleterio per la città è stato anche il Chiappendino (di cui personalmente vanto il conio del termine!). E l'appoggio dei poteri forti (prima uscita del sindaco ad incontrare Marchionne ed Elkan...) sempre pronti a inseguire il proprio interesse anche a scapito di quello comune. Meglio pensare che siano stati errori di valutazione e non profonda disonestà politica... in ogni caso occorre prendere atto che oggi la fauna di potere è composta da uomini molto piccoli, quando i problemi (anche sul piano internazionale) sono viceversa molto grandi!

  8. avatar-4
    09:13 Sabato 12 Agosto 2017 tandem Sinergie

    Nonostante gli sforzi, si fa per dire, PD, l'Appendino sta distruggendo si da sola, tra collaboratori incapaci, alleanze con l'inviso sistema Torino e comportamenti arroganti....

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