Il Moi va sgomberato

Lo sgombero delle quattro palazzine occupate nella piattaforma dell’ex Moi. Se non fosse chiaro è questo che chiede il Quartiere. Punto. Dopo 4 anni. La progettualità dentro la quale si è inserita la Circoscrizione, relativamente al suo ruolo di prossimità e di rappresentanza del territorio, dopo una polemica che abbiamo aperto per essere stati esclusi dal protocollo interistituzionale che non ci ha coinvolti e che ci ha visto poi esservi ammessi per l’obiettivo di individuare il destino futuro dell’area e delle palazzine ha un percorso di partecipazione e degli obiettivi intermedi anche nobili e legittimi, la ricerca di soluzioni abitative e lavorative per gli occupanti, ma concentrarsi su questi come se fossero gli asset principali su cui muoversi da parte dell’amministrazione comunale non solo è un errore strategico, ma anche comunicativo.

Veramente si vuole veicolare il messaggio che se occupi un edificio illegalmente vieni inserito in percorsi in cui si trovano casa e lavoro? E che magari il luogo che hai occupato un giorno sarà tuo? No, mi spiace. Ci vogliono tempi corretti, ci vuole tutta la condivisione di questo mondo, ci vuole tutta la sensibilità verso il problema e verso esseri umani a cui è corretto dare opportunità di costruzioni di percorsi di vita autonomi, ma allo stesso tempo va trasmesso il segnale che le istituzioni non scendono a patti.

Il timore e il sentimento dei residenti è di estrema tolleranza dell’occupazione abusiva, ma vi assicuro che più di un residente di Filadelfia mi ha detto “ho paura che aumentino gli occupanti, perché la garanzia di una casa e di un lavoro porterà molti a trasferirsi al MOI”. Ho affermato e ribadito in più sedi e a più riprese che secondo noi in numeri sono decisamente superiori ai censiti. Abbiamo come Consiglio di Circoscrizione proposto un percorso chiedendo il coinvolgimento anche delle Regioni di sbarco e di ingresso dei migranti, ricordo a tutti che non stiamo parlando degli sbarchi degli ultimi anni, ma che l’occupazione risale al periodo della cosiddetta emergenza Nord Africa, all’emigrazione dovuta al sostanziale fallimento della primavera araba del 2010-2011, ma abbiamo e continuiamo a chiedere la liberazione delle palazzine e la loro restituzione ad utilizzi, anche sociali, per il quartiere.

Il progetto avviato da Comune di Torino, Prefettura, Compagnia di San Paolo, Regione Piemonte, Città Metropolitana e Curia non può non tener conto di questo. Nessuno vuole guerriglia o episodi di violenza. Ci è bastato lo scorso novembre quando in via Giordano Bruno e in piazza Galimberti non abbiamo visto chi oggi ci propone la soluzione ideale, ma persone spaventate. Sono stati giorni difficili e noi eravamo lì.

Ecco perché ci sorprese che quando la commissione parlamentare sulle periferie venne a Torino non passò all’ex villaggio olimpico. Oggi che l’attenzione sulla più grande abusiva d’Europa è di nuovo al centro dell’attenzione dei media rilancio una proposta che ho fatto ai parlamentari del nostro territorio, quella di organizzare una missione presso il Moi, in modo che anche il Parlamento venga coinvolto e verifichi la progettualità avviata.

Vi assicuro che sono il primo che vorrebbe che la promessa elettorale della Giunta pentasellata torinese di sgombero e liberazione dell’ex-Moi venisse mantenuta. Sono il Presidente dell’Ottava Circoscrizione e di tutti coloro che ci abitano, anche di coloro che non ci hanno votato, ecco perché vorrei che tutti ri-focalizzassimo il focus su questo obiettivo. Sapendo che solo attraverso il ripristino di una situazione legalità diffusa e la restituzione alla città di quello spazio possono far recuperare ai cittadini di quell’area fiducia nelle istituzioni. Oggi quella fiducia non c’è ed è difficile dar torto a questo sentimento. Degrado, ricettazione, condizioni igienico sanitarie precarie, rifiuti gettati attorno ai cassonetti; lo so che non c’è solo questo, so che ci sono altre palazzine non occupate che vedono soggetti attivissimi e propositivi, ma c’è anche questo al Moi e al quartiere non va bene.

Infine mi si permetta di puntualizzare che le palazzine occupate non stanno in una landa deserta, al loro fianco ci sono le arcate dove dovrebbe sorgere il polo tecnologico e scientifico nell’ambito bio-medicale e farmaceutico, da qui parte l’Arco Olimpico che finisce al Lingotto che nell’area adiacente dovrebbe sorgere il Parco della Salute. Cosa ne è di queste, aggiungo io splendide, progettualità? I lavori del Palazzo della Regione sono ripartiti, il prolungamento della metro fino a Piazza Bengasi prima o poi avrà fine. Abbiamo detto, e io voglio continuare a crederci, che la cerniera tra Lingotto e Filadelfia sarebbe diventata uno dei principali poli direzionali e di innovazione di Torino, abbiamo fatto sperare le persone. Si può attendere, ma è vietato disattendere.

* Davide Ricca, presidente Circoscrizione 8 di Torino

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1 Commenti

  1. avatar-4
    20:07 Mercoledì 30 Agosto 2017 moi2017 Faccenda MOI: chiara come la Appendino!

    Oltre 4 anni e, non è finita, di illegalità al MOI, voluta e protetta dalla politica piemontese, l\'altra non è nemmeno a conoscenza dei fatti. Anni di richieste di sgombero da parte del quartiere, manifestazioni di protesta, incontri in circoscrizione per attirare l\'attenzione di sindaco, regione e prefetto, risposte: NESSUNA, solo muri di gomma! Oltre 4 anni per fare un accordo tra Comune di Torino, Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo, con il risultato di avere nominato una commissione (1 persona?) di censimento e continuare a prendere per stupidi i cittadini, dichiarando, ancora, che ci sono progetti per la riqualificazione del quartiere dicendo che ci sono 1000 \"rifugiati\" (gli altri 1000 e più non li hanno visti) nelle palazzine e che ben circa 100, nel giro di un anno saranno collocati da altre parti e inseriti nel lavoro....ma per favore! Intanto nelle case intorno alle palazzine continua il degrado (e altro) sotto l\'occhio vigile della forza pubblica; non si riesce più a vendere un appartamento per il deprezzamento portato dalla situazione in corso, la rendita catastale rimasta alta e le tasse continuano con gli aumenti. Ringrazio il Presidente Ricca che almeno è stato l\'unico a supportare chiaramente la volontà e la voglia della circoscrizione ad uscire da questa situazione illegale ed indecente. Il silenzio e il fare finta di niente, cari politici, non risolve e peggiora ulteriormente le cose!

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