Ambiguità

Il Consiglio comunale è l’organo di indirizzo politico di un’amministrazione. All’assemblea spetta il compito di definire le scelte strategiche della Città: approva il bilancio, le varianti urbanistiche e pure la realizzazione (o meno) delle grandi opere. Per questo, a un anno di distanza dall’elezione di Chiara Appendino, risulta quantomeno stucchevole l’ipocrita balletto del Movimento 5 stelle sulla seconda linea della metropolitana: non si oppone formalmente ma ne prende le distanze, non gli piace l’opera, ma non possono farla saltare perché non hanno concepito un’alternativa.

A poche ore dall’aggiudicazione della gara per la progettazione, con uno scombiccherato comunicato stampa i consiglieri grillini Damiano Carretto e Aldo Curatella hanno rivendicato l’assenza di alcuna “ingerenza politica” rispetto all’aggiudicazione dell’opera. E ci mancherebbe che la politica facesse ingerenze sull’aggiudicazione di una gara pubblica, sarebbe un reato penale. Se invece è un modo per prendere le distanze da un processo politico che non condividono allora non fanno altro che certificare la propria irrilevanza. E poi i due illuminati consiglieri chiosano: “Rimaniamo ora in attesa degli studi che verranno effettuati dagli aggiudicatari per definire la reale domanda di mobilità, sia attuale che potenziale, allo scopo di individuare la miglior tecnologia e il miglior percorso dell’infrastruttura nell’interesse dei cittadini”. Cosa vuol dire che ancora non è deciso che sia una metropolitana? Forse si aspettano che i francesi di Systra presentino degli studi di fattibilità per una funicolare? Forse Appendino, nei giorni in cui chiede un aiuto ai parlamentari torinesi per non perdere i finanziamenti statali dovrebbe fare chiarezza sulla posizione del Comune; allo stesso modo se il M5s conserva delle perplessità sull’opera ha solo da dirlo formalmente e imporre alla giunta una inversione a “U” sul progetto tanto caro a Piero Fassino e al centrosinistra. Sarebbe legittimo. Quel che non si può fare è continuare a mantenere una posizione ambigua (e ipocrita) mentre in ballo ci sono dieci milioni.

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