SACRA RUOTA

Per Torino l’auto è un lusso

Tra ombre cinesi e sogni americani, il destino di Fca avrà inevitabili ripercussioni sull’ex patria degli Agnelli. Non necessariamente negative, spiega lo storico Berta, se gli eredi si concentreranno sul polo di alta gamma Maserati-Alfa

A est la via della seta potrebbe trasformarsi in una immensa autostrada su cui sfrecciano capitali cinesi, dall’altra parte del mondo la Davison, prima autostrada urbana made in Usa, potrebbe riportare a Detroit la Chrysler. Una cosa appare probabile: John Elkann, tra la via Emilia e il West, continuerà a viaggiare in Ferrari e in Maserati. Scenari globali su cui si gioca il destino di Fca e che potrebbero non penalizzare Torino. Anzi, nelle previsioni del professor Giuseppe Berta potrebbero rappresentare addirittura un’occasione per l’ex patria della Sacra Ruota, forse in procinto di trasformarsi nella boutique del lusso, tra i pochi asset su cui gli eredi della famiglia Agnelli sarebbero intenzionati a concentrare i propri interessi.

Ieri il titolo ha fatto segnare l’ennesimo rialzo record in Borsa, superando quota 13 euro per azione spinto dalla revisione del rating applicata da Standard&Poor’s ma soprattutto dalle voci di un imminente spacchettamento del gruppo. Per Berta, storico dell’impresa e gran conoscitore della Fiat di cui ha diretto l’archivio tra il 1996 e il 2002 “la valorizzazione dei brand Fca osserverà tre fasi. La prima prevede la messa sul mercato di marchi come Magneti Marelli, Comau e probabilmente Teksid, poi avverrà la societarizzazione di Maserati e Alfa Romeo e infine l’ancoraggio di ciò che resta di Fca al marchio più forte e cioè la Jeep” che secondo Sergio Marchionne può arrivare a vendere 2 milioni di vetture all’anno.

Cosa vuol dire tutto questo? “Innanzitutto che la Exor e quindi la Famiglia Agnelli punteranno su investimenti sempre più diversificati e che potrebbero puntare proprio sul lusso” spiega Berta allo Spiffero. Quindi sui marchi Maserati, Alfa e Ferrari, con il cavallino che continuerà a costituire una entità autonoma. Proprio in questo scenario Torino potrebbe giocare un ruolo strategico. Exor infatti potrebbe mantenere il controllo su un gruppo che si caratterizzerà sull’alta gamma. “Attraverso partnership strategiche da un punto di vista industriale varare nuovi investimenti per rilanciare l’attività di Maserati e Alfa Romeo”, un settore particolarmente redditizio che sul mercato sta offrendo buone performance. Una boutique dell’auto su cui John Elkann potrebbe conservare i propri interessi mantenendo – e nella migliore delle ipotesi implementando, anche se non di molto – i volumi di produzione esistenti tra Mirafiori e Grugliasco.

Il governo italiano segue con interesse le evoluzioni finanziarie del gruppo. Oggi Fca in Italia produce un numero di vetture superiore al milione, senza il quale il nostro export crollerebbe con fortissime ricadute occupazionali anche legate all’indotto. A Mirafiori nel 2016 erano impiegati 3.800 addetti che hanno realizzato oltre 42mila vetture (tra Alfa Mito e Maserati Levante), mentre gli oltre 1.700 di Grugliasco hanno superato le 10mila tra Ghibli e Quattroruote. Dal 2018 a Mirafiori è prevista la produzione del grande suv Alfa Romeo. Insomma, Alfa e Maserati sembrano destinate a proseguire la propria strada insieme, chissà forse in unico gruppo ed è qui che gli eredi di Gianni Agnelli potrebbero conservare il grosso dei propri interessi nel settore auto.

In una efficace definizione giornalistica, oggi Fca è considerata dagli analisti un “conglomerato disfunzionale”, cioè un grande gruppo caratterizzato da una “eterogeneità eccessiva” da superare attraverso l’operazione di scorporo che consentirà una valorizzazione dei suoi brand. Ma non è quella del Dragone, secondo Berta, l’ombra che potrebbe manifestarsi sui destini di un gruppo che scorporato dal lusso tornerebbe ad avere un profilo sostanzialmente a stelle e strisce. “E in un contesto geopolitico come quello attuale, con il presidente Trump che dichiara la guerra commerciale alla Cina, gli americani davvero sarebbero pronti a cedere la propria industria dell’auto a Great Wall?” si chiede Berta. La domanda è retorica, la risposta potrebbe essere scontata, con un condizionale che resta d’obbligo giacché le vie del mercato, si sa, sono infinite. Più probabile, a questo punto, che Jeep possa integrarsi nell’offerta di General Motors, ma anche il gruppo sudcoreano Hyundai-Kia, molto forte in America, potrebbe essere interessato all’acquisizione di asset e marchi Fca.

I tempi saranno necessariamente rapidi. Nei prossimi giorni Marchionne potrebbe offrire nuovi dettagli sull’operazione in corso. Di certo non può permettersi di cincischiare viste le evoluzioni tecnologiche in atto nel mercato dell’auto. Dall’auto elettrica – la Tesla ha ormai superato le 400mila prenotazioni – a quelle senza guidatore: altri grandi gruppi stanno investendo in settori che potrebbero rappresentare il futuro e più si aspetta più Fca potrebbe risultare obsoleta e perdere di valore.

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2 Commenti

  1. avatar-4
    23:35 Domenica 03 Settembre 2017 EXTRATERRESTRE MA DI COSA STIAMO PARLANO ? SOLO PAROLE, PURA ACCADERMIA DI SCELTE STRATEGICHE INDIFENDIBILI

    MA DI COSA STIAMO PARLANO ? MA DI COSA STIAMO PARLANO ? MA DI COSA STIAMO PARLANO ? LA FIAT IN ITALIA AVEVA IL 60 PERCENTO DEL MERCATO NAZIONALE ED ORA FATICA AD ARRANCARE AL 30 PERCENTO (ANCHE CON JEPP, ECC.). IN EUROPA IL GRUPPO FIAT AVEVA IL 5-6 PERCENTO ED IL GRUPPO WOLKSVAGEN AVEVA L'11 PERCENTO, ED ORA QUESTO TEDESCONE SUPERA IL 22 PERCENTO ED IL GRUPPO FCA, ANCHE CON I MARCHI AMERICANI, E' SEMPRE LI' CON LA STESSA QUOTA DI MERCATO CHE GALLEGGIA. IL GOVERNO HA UNO STUOLO DI INCOMPETENTI CHE NON SANNO DISTINGUERE UN MOTORE DIESEL DA UNO A BENZINA, COSA PRETENDIAMO ? IL MINISTRO CHE SI OCCUPA DEI MOTORI DIESEL E' UN MEDICO, HA NOVE FIGLI A CUI BADARE (E MOGLIE) ED HA SEMPRE FATTO IL SINDACO O QUASI. IMMAGINIAMOCI CHE IL CEO DELLA VW VADA DALLA MERKEL E LA INFORMI CHE SCAPPA IN AMERICA. CHE SUCCEDE ? SEMPLICE: O VIENE LOCENZIATO O VA AI DOMICILIARI TEDESCHI (NON ITALIANI). LA GERMANIA PENSA AL FUTURO DEI GIOVANI TEDESCHI, IL NOSTRO GOVERNO, ASSERVITO ALLE PROPRIETA' INDUSTRIALI, E' SOLO CAPACE DI PENSARE ALL'IMMIGRAZIONE PERPETUA...E NE AVRA' PER ALTRI 50 ANNI, ALTRO CHE GIOVANI E STRATEGIE INDUSTRIALI... FIAT, ALITALIA, FINCANTIERI, LEONARDO-FINMECCANICA... SVENDITA A PEZZI PER CREARE VITALIZI ALLA PROPRIETA' O TAPPARE BUCHI DI BILANCI DELLO STATO... TANTO LA GIUSTIZIA ITALIANA E' SU UNA DELLE LUNE (DI GIOVE)... E POI NON RACCONTIAMO FAVOLE CON IL POLO DI LUSSO IN UN PAESE, CON PIL DA DECIMALI EFFETTIVI E DEBITO INNOMINABILE, DOVE TRA NON MOLTO SOLO I CINESI O GLI EVASORI POSSONO ACQUISTARE UN SUV ALFA ROMEO OD UNA MASERATI. DIECI DIRETTORI COMMERCIALI FIAT AUTO SPA IN 15 ANNI, SCELTI DAL PADRONE CHE HA INIZIATO A LAVORARE A 46 ANNI, HANNO RIPETUTO IN SINTONIA CHE ALFA ROMEO AVREBBE VENDUTO ALMENO 450.000-500.000 VETTURE ANNUE... E NON SI RAGGIUNGE LA META' DOPO 25 ANNI DI PIANI INDUSTRIALI E STRAPAGANDO UN CEO, CHE NON E' NEPPURE PIU' IN ITALIA... BASTA CON L'ACCADEMIA, L'ITALIA DEVE POER OFFRIRE LAVORO AI GIOVANI, CHE NON SCAPPINO ALL'ESTERO, DOPO CHE ANCHE LA FIAT E L' INDOTTO SONO STATI LORO SOTTRATTI DA INNOMINABILI E VENALI OPPORTUNISTI... CON IL POLO DEL LUSSO SI GIOCA, MA NON SI LAVORA... LO SANNO TUTTI. DIMENTICAVO: NON GLI ITALIANI.

  2. avatar-4
    13:25 Sabato 02 Settembre 2017 moschettiere Sarà

    Illudersi nella rinascita di Mirafiori è impossibile anche per chi crede nella favola di Cenerentola. Renzi si era "gasato" a braccetto con Marpionne, ma quella è tutta altra storia...

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