SCONTRO ISTITUZIONALE

“Non convoco più Consigli”
Siluro di Laus a Chiamparino

Giunta e aula ai ferri corti. L'esecutivo latita nel fornire risposte alle istanze dei consiglieri, in particolare sulle questioni sanitarie. Il pugno di ferro del presidente di Palazzo Lascaris apprezzato da tutti i capigruppo

Tre settimane per evitare lo scontro istituzionale. Se Sergio Chiamparino ostenta fuori dai palazzi della Regione Piemonte la concordia istituzionale che si rinnova con Chiara Appendino, in casa inizia a doversela vedere con la sua stessa maggioranza. Al ritorno dalla lunga pausa estiva, il primo ad aprire il fronte è il presidente di Palazzo Lascaris Mauro Laus che nell’odierna riunione dei capigruppo ha mandato al governatore un messaggio chiarissimo: “Se entro il 30 settembre la giunta non scioglierà i principali nodi legati a questa legislatura, in particolare sulle materie sanitarie, non convocherò più sedute del Consiglio”. E non è una metafora, la figura retorica adottata da Laus; il presidente è pronto infatti a cancellare le riunioni dell'assemblea, limitando a calendarizzare sole le Commissioni, stoppando l’azione legislativa della Regione, con tutto ciò che ne potrebbe derivare.

Dopotutto, si sa, superato il giro di boa di mezzo mandato, l’esecutivo inizia a navigare in acque incerte e l’avvicinamento di un doppio appuntamento elettorale – politiche e regionali – con in mezzo i congressi locali del principale partito della maggioranza non può far che aumentare l’agitazione tra i maggiorenti dem, a partire dall’aula regionale. Questioni politiche, ma anche istituzionali, perché sin dall’insediamento l’esecutivo, a giudizio della stessa maggioranza, si è sempre comportato con grande disinvoltura, riducendo al minimo sindacale le occasioni di confronto e mortificando spesso una delle principali prerogative dell’assemblea, quella di indirizzo politico dell’ente.  

Neanche a dirlo al centro delle fibrillazioni democratiche c’è la Sanità, a partire dall’atto aziendale dell’Asl To1, che secondo alcuni consiglieri, a iniziare da Gian Luca Vignale, non sarebbe conforme con la dgr 600, ovvero la delibera di riordino della rete ospedaliera. È così? “Il problema è che su questo come su altre questioni semplicemente non rende conto al Consiglio” ha affermato Laus durante la riunione cui ha partecipato, in rappresentanza della giunta, l’assessore Alberto Valmaggia. Il messaggio è stato prontamente recapitato al piano nobile di piazza Castello da dove ora si attendono le contromosse.

Un’azione che segna una cesura nei rapporti tra l’assemblea e l’esecutivo. Finora Laus ha interpretato lealmente il ruolo di “ponte” e garnzia tra i due organismi regionali, cercando costantemente la via del dialogo con una giunta spesso presa di mira – soprattutto in alcuni suoi elementi, come Giuseppina De Santis (Partecipate), Francesco Balocco (Trasporti) e Antonella Parigi (Cultura e Turismo) – da pezzi della maggioranza, a partire dallo stesso capogruppo dem Davide Gariglio. Ora però il tappo sembra essere saltato, ma senza esserci nulla da brindare.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    09:31 Giovedì 07 Settembre 2017 Damos Sul Titanic ballavano fino all'ultimo minuto ...

    Si sentono pericolosi rumori di cedimenti multipli della Regione come struttura e qui continuiamo a parlare di schermaglie tra politici . Nel frattempo, i lavoratori della Sanità, tutti insieme, subiscono le scelte e le imposizioni calate dall'alto, senza un minimo di razionale e di visione per il futuro. Contiamo speranzosi i giorni che ci separano dalle elezioni regionali dove il PD diventerà un partito marginale e finalmente Chiamparino andrà in meritato riposo .

  2. avatar-4
    21:12 Mercoledì 06 Settembre 2017 Pacioc Toh...

    L'uscita di Laus è, a dir poco, supertardiva. La giunta del Chiampa fa pena!....ci si stupisce che nel PD qualcuno se ne accorga e lo dica pubblicamente solo ora! Come mai proprio ora? Forse per il fatto che si sta comprendendo che il PD in Piemonte si è autodistrutto?......È incredibile!!! Però, diciamola tutta: quando sono stati nominati assessori inadeguati, quello della sanità in primis, il PD, dov'era? La comica nomina di direttori generali delle aziende sanitarie a personaggi scadenti, spesso legati al centro- destra, perché è potuta avvenire?....Moirano,al quale auguro di campare fino a 200 anni che è stato l'ispiratore di tante nomine (di amici suoi).....viene propagandato come futuro DG della Città della Salute.......se si ritirasse (sarebbe ora!) la sanità piemontese che farebbe? Secondo questa Giunta, farebbe kaput!.......o si procedera' a clonare Moirano? PD: svegliatevi!!!!!!....temo però sia troppo tardi.

  3. avatar-4
    19:01 Mercoledì 06 Settembre 2017 tandem Cristalli e altre cose rotte....

    Evidentemente Antonio Saitta e il suo ascaro ( o acaro?) Valerio Fabio Alberti, continuando a comportarsi come tori in cristalleria, hanno incornato qualche sedere delicato legato al PD e le reazioni iniziano a sentirsi. E' evidente che si stanno creando alleanze trasversali tra dx e sx, I due pasticcioni nel loro attivismo senza precisi obiettivi, alterano equilibri e creano alleanza impreviste. Chiamparino sarà meglio si svegli dal suo letargo, la sanità sta diventando la tomba del PD piemontese, non dimentichi che Torino fa tendenza su tutta la regione, l'effetto " domino" è inarrestabile.....

  4. avatar-4
    16:36 Mercoledì 06 Settembre 2017 Paladino Finalmente!

    Onore a Laus, finalmente, sotto elezioni incombenti, in Consiglio Regionale i PD si sono accorti che il trio Moirano - Saitta - Alberti ha semi distrutto la sanità torinese e il risultato più rilevante è stata la sconfitta di Fassino. Il Direttore Generale Alberti ha presentato un Atto Aziendale di cui la miglior definizione (per educazione) è un bel pasticcio, nel quale si mescolano incapacità gestionali - organizzative, clientelismi e superficialità. Il tutto redatto senza consultare ne dirigenti ne sindacati, nella miglior tradizione dei finti manager pseudo decisionisti. Ovviamente Saitta non ha fatto osservazioni sia per sua carenza culturale sia per non smentire Alberti, affettuoso sodale di quel Moirano, ora in Sardegna a fare altri guai organizzativi. Botti poi è una eterea figura, uno specie di ectoplasma che solo a volte appare unicamente in corso Regina. Fuori della sanità poi un velo pietoso su De Santis e Parigi, casi quasi clinici.... Forse oggi Laus è l'unico personaggio del PD che ha compreso la drammaticità della situazione del suo partito.

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