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Gtt si ferma. Per sciopero

I sindacati autonomi proclamano la mobilitazione per il 23 settembre (giorno del derby tra Juve e Toro) mentre Regione e Comune continuano a trattare per evitare il patatrac. L'ombra del commissario sull'azienda

Ventiquattro ore di sciopero. Si alza la tensione in Gtt, la municipalizzata torinese dei trasporti, sull’orlo del crac. A proclamare la mobilitazione, per il 23 settembre (giorno del derby tra Juve e Toro) sono i sindacati autonomi di Faisa e Fast denunciando “un sistema inefficiente, poco traspare e costoso” all’interno dell’azienda. Il tutto mentre proseguono le trattative tra Regione Piemonte e Comune per salvare la società dal burrone. I numeri parlano chiaro: su un fatturato di 440 milioni di euro l’azienda ha accumulato debiti per più di mezzo miliardo oltre a circa 60 milioni di disallineamenti.

Lo studio della Kpmg parlava apertamente di 550 esuberi con la necessità di ridurre in modo strutturale la forza lavoro di almeno cento unità. Cure draconiane che, secondo il notaio Alberto Morano, consigliere di centrodestra, andrebbero accompagnate con una ricapitalizzazione del socio unico nell’ordine di 150 milioni (che il Comune di Torino non ha). Per questo continuano a circolare le voci di un ricorso all’amministrazione straordinaria o al cosiddetto concordato in bianco per permettere a un commissario esterno di apportare all’azienda quelle cure necessarie per rimanere in piedi da un punto di vista finanziario.

Secondo i sindacati non è accettabile che “il prezzo della mal gestione lo paghino i lavoratori”. I rappresentanti dei lavoratori puntano il dito direttamente contro l’amministratore unico Walter Ceresa, nominato da Piero Fassino e poi convertito al verbo grillino, e la stessa Chiara Appendino, colpevole di non aver mai convocato le parti sociali per un confronto.    

“A fine luglio Ceresa aveva garantito che si sarebbero assunti 40 operai, come del resto prevedeva l’accordo sottoscritto dalla Rsu del settore tecnico – attaccano Giovanni Scarpellino e Fabio Cermenati, rispettivamente segretari di Faisa e Fast -. Dopo averli selezionati, ed aver formato i tutor, invece, tutto si è fermato e se non dovessero essere assunti entro il 30 settembre, per effetto del decreto Madia non sarà più possibile procedere fino a dopo il 30 giugno del prossimo anno”. Parlano di “officine al collasso” e “rischi per la sicurezza”, mentre l’azienda “decide di assumere altri funzionari e impiegati di alto profilo”.

Il tutto mentre Gtt non ha ancora approvato il bilancio 2016 (il termine era lo scorso 30 giugno) e i magistrati presto potrebbero emettere i primi avvisi di garanzia sull’inchiesta della Procura di Torino che ha acceso un faro proprio sui conti dell’azienda del trasporto pubblico subalpino.

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