TRAVAGLI DEMOCRATICI

Il Pd smadonna contro gli assessori e prega San Sergio

I consiglieri dem lamentano di essere tagliati fuori dalle decisioni: "Non ci ascoltano, pretendono solo che votiamo senza discutere i provvedimenti". Nel mirino soprattutto Saitta. Ma più d'uno chiede a Chiamparino di ricandidarsi

“Serve maggior raccordo tra maggioranza e giunta”, “gli assessori devono essere più disponibili al dialogo”, “non possiamo limitarci a votare le delibere dell’esecutivo”. Ognuno l’ha espressa alla propria maniera ma la questione è la stessa, per tutti: a un anno e mezzo dalle elezioni regionali il gruppo del Partito democratico, riunito in conclave alla Cascina Marchesa chiede a Sergio Chiamparino (assente al rendez-vous) più condivisione nelle scelte strategiche. Tutti presenti gli esponenti dem di Palazzo Lascaris, con le sole eccezioni di Angela Motta, Gabriele Molinari ed Enrica Baricco. Il confronto è avvenuto, secondo diverse fonti, in un clima cordiale: a finire nel mirino sono stati piuttosto gli assessori, categoria rappresentata per l’occasione dal novarese Augusto Ferrari. Hanno pretesa di andare “di corsa”, come recita il titolo dell’iniziativa, e per questo hanno scelto la sede della Turin Marathon per riunirsi, ma senza un obiettivo il rischio è che si finisca per schiantarsi (contro le urne del 2019).

La maggior parte degli interventi si è concentrata sulla Sanità e l’assessore Antonio Saitta si è ritrovato nel ruolo di convitato di pietra a ricevere accuse e reprimende su una “gestione troppo tecnocratica” di un settore che necessiterebbe di maggiore sensibilità politica. Dalle liste d’attesa agli assegni di cura, le problematiche, in fondo, sono sempre le stesse: la richiesta è che vengano affrontate non solo con il piglio del burocrate; roppo ingombranti e invasive, secondo i più, le figure dei direttori generali che si sono avvicendati in corso Regina Margherita - Fulvio Moirano e Renato Botti - troppo remissivo, invece, Saitta.

Ma se la squadra di Chiamparino non convince in toto, dal capitano non si prescinde e non a caso di fronte al rompicapo delle prossime elezioni più d'uno ha sottolineato l’assoluta capacità del governatore di mantenere un rapporto stretto con l’elettorato, al punto da auspicarne una ricandidatura. Lui ha già fatto sapere che, a 70 anni suonati, non avrà nessuna intenzione di affrontare un altro lustro da presidente, ma a dimostrazione del vuoto cosmico di idee presente nella combriccola democratica c’è addirittura chi sarebbe pronto a “mettersi in ginocchio” – secondo una metafora utilizzata provocatoriamente da Mauro Laus - per convincerlo.

Da una parte, dunque, il rapporto con la giunta e le preghiere a San Sergio, dall’altro quello con l’opposizione. Sul tema è stato il presidente dell’aula a strigliare la platea affermando che “non bisogna più essere teneri e accondiscendenti con le altre forze”, anzi “dobbiamo ribadire i nostri obiettivi e, se necessario, non sfuggiamo allo scontro anche ricordando al centrodestra che gran parte dei guai che stiamo affrontato li abbiamo ricevuti in eredità da loro”.  Per il momento il capogruppo Davide Gariglio ha chiesto di convocare il modo permanente i tre gruppi tematici (Welfare, sanità e istruzione – Economia, turismo e cultura – Ambiente, infrastrutture e trasporti) per arrivare entro metà ottobre a una riunione strategica di maggioranza per fissare le priorità della legislatura.

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1 Commenti

  1. avatar-4
    02:03 Sabato 09 Settembre 2017 Paladino Creduloni....

    Ma c'è veramenre chi pensa davvero che i piemontesi siano così fessi da votare un Chiamparino che non fa nulla per fermare gli sconquassi di Saitta? Questo pd è veramente incredibile....

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