DIRITTI & ROVESCI

Carceri affollate, serve un piano

In Piemonte situazione sempre più critica. Record di sovraffollamento a Cuneo (132%). Codice rosso un po' ovunque: da Vercelli a Ivrea, da Verbania ad Asti e Torino. La denuncia del garante regionale dei detenuti Mellano

L’Europa bacchetta l’Italia per le carceri sovraffollate e anche in Piemonte la situazione è critica. Anzi, per Bruno Mellano, Garante dei detenuti della Regione, “i numeri non dicono tutta la verità”. In Piemonte, spiega l’esponente radicale nominato dall’assemblea di Palazzo Lascaris, nelle statistiche ufficiali a fine agosto c’erano 4.131 detenuti su una capienza regolamentare di 4.048 posti, ma questo dato è del tutto falsato da posti letto non attualmente disponibili. La casa di reclusione di Alba, per esempio, è stata formalmente riaperta a luglio (e il conteggio dei posti albesi è stato inserito nella capienza complessiva piemontese), ma la struttura utilizzabile e utilizzata è solo quella di una palazzina a sé stante di circa 35 posti e non il corpo centrale del carcere e i suoi 139 posti sulla carta.

A Cuneo i due padiglione vecchi, ex-Giudiziario e Cerialdo, sono chiusi, rispettivamente dal 2010 e dall’ottobre 2016, così la capienza non è quella indicata di 427 posti ma solo di 192 reali dell’unico padiglione in uso, quello di recente costruzione, al punto che si registra il tasso di sovraffollamento record per il Piemonte del 132%. E così in molti dei 13 istituti penitenziari piemontesi la realtà, denuncia Mellano, è diversa dalla rappresentazione dei numeri delle statistiche ufficiali.

In Piemonte si segnala un sovraffollamento un po’ ovunque: nella casa circondariale di Vercelli del 131,60%; in quella di Ivrea del 130,96%; a Verbania del 128,30%; ad Asti del 117,87%; ad Alessandria San Michele del 116,48%; a Torino del 116,23%. La Casa di reclusione di Alba - per esempio - è stata formalmente riaperta a luglio (e il conteggio dei posti albesi sono stati inseriti nella capienza complessiva piemontese) ma la struttura utilizzabile e utilizzata è solo quella di una palazzina a sé stante di circa 35 posti e non certo il corpo centrale del carcere e i suoi 139 posti sulla carta.

“I garanti piemontesi - spiega Mellano - hanno formalmente e in più occasioni segnalato al ministero della Giustizia la questione logistica come centrale e alla base di ogni credibile progetto trattamentale e di recupero. Confido, ora, che il nuovo responsabile del provveditorato dell’amministrazione penitenziaria per il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta, Liberato Guerriero, appena insediato, possa prendere in mano le questioni aperte e soprattutto possa essere messo in grado di intervenire, a cominciare da Alba, Cuneo, Vercelli e Torino”.

Il Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt) del Consiglio d'Europa ribadisce inoltre che l’Italia deve rispettare gli standard che il comitato ha fissato per lo spazio che ogni detenuto deve avere a propria disposizione in cella: 6 metri quadrati di spazio vitale, esclusi i sanitari, in cella singola, e 4 metri quadrati in una cella che occupi con altri. Il Cpt, pur prendendo nota degli sforzi fatti dall’Italia per risolvere la questione del sovraffollamento dopo la condanna della Corte di Strasburgo (per il caso Torreggiani), nel rapporto sull’Italia redatto in base alla missione condotta nell’aprile 2016, osserva che i conti non tornano. In effetti, al 31 agosto scorso, la popolazione detenuta italiana, sottolinea Mellano, era di 57.393 detenuti su una capienza regolamentare di 50.501. Oltre 7.000 detenuti in più. Una postilla ai dati ufficiali del Dipartimento nazionale dell’amministrazione penitenziaria (Dap) segnala che “il dato sulla capienza non tiene conto di eventuali situazioni transitorie che comportano scostamenti temporanei dal valore indicato”.

La questione non è di poco conto, conclude Mellano perché “molti istituti hanno celle, sezioni o addirittura interi padiglioni chiusi per lavori di restauro o in attesa di decisioni e/o finanziamenti per il ripristino delle strutture. Infine si riapre la partita della quantificazione dello spazio vitale minimo da garantire a ciascun detenuto: le prescrizioni europee sono ben lontane dai parametri utilizzati per la valutazione fatta dall’amministrazione penitenziaria. Su questo il ruolo dei Garanti continua a essere di sollecito alla magistratura di sorveglianza che è chiamata ad applicare l’articoli 35bis e 35ter dell’ordinamento penitenziario, introdotti appositamente dal legislatore italiano per evitare le accuse di detenzione inumana e degradante”.

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5 Commenti

  1. avatar-4
    11:42 Lunedì 11 Settembre 2017 moschettiere Precisazione

    Duri lavori forzati e non certo retribuiti (hanno già vitto e alloggio...) caro Veritas,non certo impieghi da sottrarre legittime opportunità lavorative ai cittadini onesti e regolari. In questa società corrotta e debole, parlare in questo modo è quasi una bestemmia, ma sono convinto che se non si ritorna ad una capacità da persone con attributi, siamo destinati ad assistere impotenti al nostro inevitabile disfacimento.

  2. avatar-4
    07:27 Lunedì 11 Settembre 2017 Veritas2015 Ma non so

    Allora campi di lavoro per i carcerati, i sindaci dovrebbero dare lavoro a i profughi poi ci si incazza che vi sono gli esodati e non si trova più lavoro in italia

  3. avatar-4
    09:40 Domenica 10 Settembre 2017 moschettiere Logica

    Più che ipotizzare costose megalopoli carcerarie di nullafacenti a carico del contribuente, immaginerei volentieri campi di lavoro...

  4. avatar-4
    18:23 Sabato 09 Settembre 2017 LuigiPiccolo Come Marzullo fatti una domanda datti una risposta

    La risposta è nel titolo dell'articolo , serve un piano in più anche due . Invece che buttare i soldi in grattacieli della regione si può fare un grattacielo carcere sarebbero soldi spesi meglio.

  5. avatar-4
    18:05 Sabato 09 Settembre 2017 Crisbi Alzi la mano chi...

    è interessato, coinvolto sul problema civile delle case circondariali. Alzi la mano quel politico che affronta questo problema. Alzi la mano chi vorrebbe un miglioramento per le persone in stato di detenzione. Vogliamo contarci? Meglio chiudere gli occhi. Invece che avere un occhio di riguardo. Le leggi ci sono, recitano bene, poi bisognerebbe applicarle.

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