COELUM STELLATUM

E le (5) stelle stanno a guardare

Sotto l'ostentata patina di unità e concordia si allarga il malcontento tra i consiglieri e la giunta Appendino. Non una fronda, ma tanti segnali di insoddisfazione e disappunto. E i dioscuri Giordana e Pasquaretta si guardano in cagnesco

SELFIE con Grillo (foto di Xavier Bellanca, da Fb)

È una quiete apparente quella che regna nel Movimento 5 stelle di Torino. A placare almeno momentaneamente i mal di pancia della maggioranza è stato, finora, quello stato di emergenza permanente che ha indotto i consiglieri a un atteggiamento remissivo. Prima c’è stato il bilancio lacrime e sangue da approvare “sennò ci commissariano”, poi il sangue (quello vero) versato in piazza San Carlo e le relative inchieste, ora il G7 e la necessità che tutto fili liscio. Insomma, si susseguono gli appelli alla calma per tenere tutto insieme mentre monta lo scontento di una pattuglia approdata in Sala Rossa sognando la rivoluzione e che ora si ritrova a fare i conti i conti con una realtà decisamente meno romantica. Ognuno per motivi propri sono almeno sei i consiglieri comunali malmostosi e neanche l’ultimo simposio all’Anatra Zoppa è bastato per dissipare tutto il malcontento.

Ci sono le promesse non mantenute che hanno fatto infuriare la base, ma soprattutto le tante inversioni a U effettuate sull’urbanistica, sulle infrastrutture, sulla cultura e ora anche sulle partecipate non più spiegabili con il refrain dell’eredità ricevuta. Nei giorni scorsi si è diffusa la voce di una lettera inviata alla sindaca da alcuni consiglieri scontenti per chiedere più confronto e condivisione sulle scelte strategiche, anche perché l’intendenza pentastellata si sta rendendo progressivamente conto che da un lato è costretta a fare da parafulmine con gli attivisti, dall’altra però non incide come vorrebbe sulle decisioni dell’amministrazione; troppe volte confinata a un mero esercizio di ratifica attraverso il voto in Consiglio. Tra coloro che faticano a tenere a freno il proprio scontento ci sono due delle esponenti più in vista della gauche grillina, come Daniela Albano (attivista No tutto e militante dei Cub) e Viviana Ferrero (detta “Vivi rosso”), cui si aggiungono Fabio Gosetto, Monica Amore, Damiano Carretto e il “quasi assessore” Federico Mensio, l’ambientalista che molti vedevano al posto della “scaricata” Stefania Giannuzzi, poi lasciato in panchina per far entrare in giunta Alberto Unia, l’ex capogruppo che da quando è stato promosso ha abbandonato gli iniziali toni battaglieri.

Non una vera fronda, per carità, anche perché ognuno di loro rumina su questioni diverse, ma tanti campanelli d’allarme. Spesso gli attriti sono con questo o quell’assessore che staranno pure crescendo, come suole affermare uno dei più vicini collaboratori della sindaca, ma continuano a essere visti con sospetto da chi lo scranno se l’è sudato preferenza dopo preferenza. Nella squadra di Appendino, poi, c’è il “caso” del vicesindaco Guido Montanari. Scelto per assolvere al ruolo di anello di congiunzione con i movimenti più vicini al mondo pentastellato si è presto ritrovato ad autorizzare una variante dietro l’altra, tra un supermercato e un centro commerciale. Un altro si sarebbe già dimesso ma lui rilancia affidandosi ad azioni simboliche: la sindaca non dorme la notte pensando a come far filare tutto liscio al prossimo G7? E lui si smarca pubblicamente, definendo il summit internazionale una passerella per i potenti e annuncia l’intenzione di sfilare a una delle manifestazioni di protesta. Lo farà con la fascia tricolare? Chissà.

Ecco il clima che si respira a Palazzo Civico alla ripresa dei lavori del Consiglio, il primo dopo la pausa estiva, mentre la sindaca sarà a Genova per studiare il dossier Iren con gli altri primi cittadini soci della multiutility. In questo scenario s’inseriscono anche i rapporti non più idilliaci tra i dioscuri di Chiara: il capo di gabinetto (e portavoce) padre Paolo Giordana  e il capo ufficio stampa Luca Pasquaretta si guardano sempre più in cagnesco, affidando a terzi i rispettivi rancori. Un gelo calato tra i due dopo le disavventure (amministrative e giudiziarie) che hanno interessato Giordana e che hanno portato l’ex Richelieu a non essere più come un tempo nelle grazie della sindaca. A molti assessori, che lamentavano vessazioni subite per mesi da Giordana, non è sembrato vero di vedere il “kapo” di Palazzo Civico ridimensionato: proprio in quel momento è ulteriormente emersa la figura ruspante di Pasquaretta, che da guardia del corpo si è trasformato nell’ombra della prima cittadina. Negli ultimi giorni i rapporti di forza sembrano essere nuovamente mutati con Giordana pronto a riprendere le redini della struttura, forte di un rapporto mai incrinato con il direttore Beppe Ferrari.

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4 Commenti

  1. avatar-4
    13:57 Lunedì 11 Settembre 2017 rubatà bella foto

    chissà quanto ci costano al mese quei sorrisetti?

  2. avatar-4
    13:39 Lunedì 11 Settembre 2017 moschettiere Sereni

    Arriveranno al 30percent. alle prossime politiche e tutto si rasserenà...

  3. avatar-4
    11:50 Lunedì 11 Settembre 2017 moschettiere Tranquilli

    Nessuna ansia, tra pochi mesì arriverà la vittoria alle politiche e tornerà la concordia interna nel nome della "con la Franza o con la Spagna purché se...." È la logica perversa della democrazia: dove governano i 5S dimostrano palesemente tutte le loro incapacità, ma verranno votati. Un po' per disperazione (ingiustificata) e un pò' per idiozia (la prevalenza del cretino è regola aurea). Poi non avranno i numeri per governare, ma arriverà l'inciucio della Lega di Salvini... e vai con lo sfascio generale!

  4. avatar-4
    08:26 Lunedì 11 Settembre 2017 tandem Rapporti animali

    Nulla di strano, possono solo guardarsi in cagnesco......

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