Nomadi: confiscato il "tesoro dei rom", udienza in tribunale 

Si torna a parlare, in un'aula di giustizia, del "tesoro" dei rom nel Torinese: due milioni e mezzo di euro, riconducibili a due grandi nuclei familiari bosniaci e messi sotto sequestro nel 2006 durante un'indagine su una serie di furti e rapine ai tir. Oggi in Corte d'appello era in programma la discussione del ricorso contro il provvedimento di confisca: l'udienza però è stata rinviata perché uno dei capofamiglia, di 58 anni, è ricoverato in un ospedale della provincia. Il processo è terminato lo scorso luglio con una serie di condanne. Nel frattempo il pm Antonio Rinaudo aveva attivato una serie di misure di prevenzione: i giudici di prima istanza non avevano accolto tutte le sue richieste, ma avevano disposto la confisca del patrimonio. Ai circa 2,4 milioni di euro - comprensivi anche di fondi di investimento e depositi bancari - si aggiungono i preziosi custoditi in cassette di sicurezza. Ad assistere gli imputati sono gli avvocati Domenico Peila, Gian Paolo Zancan, Flavio Campagna.

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